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.: Discussione: Arresti a Milano, attenzione (appello)

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Enrico Vigo

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Inserito da Enrico Vigo il 15 Feb 2007 - 06:22
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In ordine ai recenti arresti di nuovi appartenenti alle brigate rosse, per le quali sono da tempo in corso indagini (Giudice Ilda Bocassini), bisogna che la politica rifletta e faccia meglio il suo dovere, per scongiurare il pericolo di ripiombare in anni bui come trent'anni fa e azzerare ogni velleità criminosa.

Faccio la premessa che il primo risultato raggiunto è stato quelo di smontare l'accusa immotivata di Toga Rossa alla Giudice Ilda Bocassini, una montatura abbastanza fantasiosa e forzosa, visto che certa autorevole parte del Centrodestra ne ha fatto il bersaglio d'ogni possibile invettiva, per intuibili ragioni eticamente aberranti.

Oggi questo "qualcuno" deve, vergognandosi, fare ammenda e scusarsi pubblicamente rimangiandosi passo dopo passo tutto. 

Entrando nel merito della questione sottolineo che bisogna riflettere seriamente sul perchè c'è ancora chi spera di fare proseliti con presupposti, finalità e schemi sbagliati, votandosi allo scontro frontale con la legalità, proponendo cose raccapriccianti ed insensate, frutto probabilmente di un isolamento politico-culturale innanzitutto patologico.
 
Questa impostazione "patologica" non è certo meno pericolosa di altre precedenti manifestazioni, perchè ha l'obiettivo primario di aggredire il movimento sindacale infiltrandosi e dialogando con la base operaia, cercando di stordirne gli ideali e stabilendo un volano movimentista molto pericoloso, attaccando sopratutto i più fragili.

La stessa agressione la stanno subendo i centri sociali ed il movimento no-global che, pur nel loro antagonismo a tutto campo, in tempi con molte ingiustizie e contraddizioni, hanno matrice e finalità ben diverse dal brigatismo rosso, ma che hanno intrinsecamente un tasso di fragilità molto più elevato persino del movimento sindacale, che ha una sua etica ed una sua forza tradizionalmente nota e ben definita.

A tutto questo non possiamo rimanere indifferenti, nè creare ghetti da colpevolizzare troppo facilmente e gratuitamente, sbagliando ancora una volta metodo come quello dei proclami verbali violenti e beceri di certa politica legata a movimenti filo-seccesionisti, quelli che sperano nel polverone per guazzare nel torbido, di chi vorrebbe attentare all'unità della nazione, anche questo un progetto criminoso grave da reprimere con energia, che tenta invano sfacciatamente di omologarsi come movimento moderato (!).

La politica deve fare tre cose importanti:

1. isolare i violenti, anche verbali, espellerli dal club della democrazia, controllarli a distanza, incominciando da quelli che nelle sagre strapaesane in doppio petto si lanciano in becere invettive per infiammare gli animi;

2. accelerare i processi politici ed amministrativi, migliorare le capacità decisionali, puntare sull'etica e la pulizia, sulle regole ed il rispetto delle stesse, e poi la velocià della politica, traguardare una più rapida soluzione dei problemi che spesso inspiegabilmente galleggiano per anni, ridando fiducia ai cittadini che la macchina della politica pian piano sta iniziando a perdere la sua autoreferenza, per ritornare al servizio della democrazia;

3. mantenere alta la guardia contro i gruppi eversivi d'ogni colore e finalità, dando fiducia alla Magistratura (fin troppo vilmente delegittimata da certuni per interessi personali) e agli investigatori, creando quel clima sereno, fermo e unito di appoggio politico all'intento encomiabile, indispensabile per la salvaguardia delle istituzioni democratiche.