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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 22 Ott 2007 - 12:20
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Da ViviMilano:
http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/10_Ottobre/22/piste_ciclabili.shtml

In arrivo anche nuove rastrelliere da mille posti e il «bike sharing»

Raddoppiano le piste ciclabili

Il Comune: strade a rischio, via al piano sicurezza per le bici. Nel 2008 il primo «raggio verde», da San Marco al Parco Nord
    
Il graffitaro «verde» ha colpito in via Commenda, all'angolo con via Lamarmora. Vernice bianca su muro grigio. E una scritta, la sua, che è una ferita per tutta la città: «Voglio le piste ciclabili». Un grido di aiuto. Condiviso, per una volta, da tutti i milanesi: troppo pochi quei 78 chilometri di strade «riservate» alle due ruote e molto spesso trascurate, usate come parcheggio, non finite. Troppo pochi «quei miseri spezzoni» per i quasi 40 mila temerari che ogni giorno sfidano il traffico, il pavé, i suv delle mamme davanti alle scuole, le rotaie del tram. Ma forse qualcosa sta cambiando. A partire dal centro storico. Rastrelliere da mille posti in arrivo entro dicembre, nuove piste ciclabili, il bike sharing, aree riservate alle due ruote sui marciapiedi, un «raggio verde» che collegherà via San Marco con il parco Nord.

Ecco come sarà il 2008 dei ciclisti milanesi. Lo spiega l'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci: «Vogliamo rispondere alle esigenze di chi pedala». Incrocia le dita Luigi Riccardi, presidente della Fiab, l'associazione Amici della bicicletta. «Speriamo», dice. Eugenio Galli, presidente di Ciclobby, ricorda i 12 ciclisti morti sulle strade di Milano nel 2006, i 7 di quest'anno. L'ultimo nella notte di sabato: è una ventiduenne bosniaca travolta da una pattuglia dei carabinieri in via Meda. Galli sospira: «Bisogna fare qualcosa». Qualcosa si farà. Già entro l'anno. Lo prevede il piano della mobilità ciclabile da 20 milioni di euro che sarà presentato durante la Fiera del ciclo e del motociclo, in programma a Rho Pero dal 6 all'11 novembre. Unica certezza: la città delle due ruote inizierà a rinascere dal centro. Come? Saranno «ricucite » le piste ciclabili esistenti, verrà aumentato il numero delle rastrelliere e creati spazi per biciclette e motorini.

L'intervento più apprezzato dalla «critical mass»: marciapiedi divisi in due, per i ciclisti e per i pedoni. Un'esigenza raccolta anche dal camper del Corriere, lo scorso mercoledì in via Dante: «Spartiamoci le aree chiuse al traffico ». Richiesta accettata. Molto probabilmente si partirà da corso Vittorio Emanuele e corso Como. Altri percorsi ciclabili: Duomo-Monforte; Duomo- Castello; Duomo-Porta Nuova. Da realizzare già a gennaio. Altra novità — operativa entro il primo semestre 2008 — il bike sharing, il sistema che consente l'affitto temporaneo di biciclette pubbliche. Come a Parigi. Come a Barcellona. Anche la segnaletica sarà cambiata. Cinquanta chilometri di nuove piste. Cui si aggiungono gli 8,5 del primo «raggio verde» che sarà realizzato nel 2008: una strada ciclabile e alberata che da via san Marco arriverà fino al Parco Nord toccando la Bicocca e la Martesana. Sempre nel primo trimestre 2008 dovrebbe partire un altro raggio: dal centro a Maciachini.

Il progetto fa parte del piano triennale delle opere pubbliche approvato venerdì in giunta e che coinvolge gli assessorati ai Lavori Pubblici, al Verde, allo Sviluppo del Territorio, alla Mobilità. In tutto otto raggi da 72 chilometri da realizzare entro il 2015. «Finalmente — dice Bruno Simini, assessore ai Lavori Pubblici — abbiamo un progetto unitario». Una nuova visione strategica «che ci permetterà di vivere meglio», continua Maurizio Cadeo (Verde). La speranza di Carlo Masseroli (Sviluppo): «Vogliamo una Milano dove si voglia abitare, non solo lavorare». Si vedrà. Nel frattempo le associazioni dei ciclisti tengono alta la guardia. Riccardi conferma: «Le piste non bastano. Occorrono altre forme di moderazione del traffico». Tra le richieste: una consulta sulla sicurezza stradale, più autovelox, la possibilità di percorrere in bicicletta le corsie preferenziali purché larghe almeno 4 metri e mezzo. «Bisogna ridurre la velocità — conclude Riccardi —: è un demone che produce morti».

Annachiara Sacchi
22 ottobre 2007
In risposta al messaggio di Eugenio Galli inserito il 1 Ott 2007 - 10:57
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