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.: Discussione: Corse pazze in Via Danusso - Via De Finetti

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Enrico Vigo

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Inserito da Enrico Vigo il 9 Dic 2006 - 07:38
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La vivibilità di una città passa anche attraverso la possibilità di conservare la "pelle", l'essere continuamente sfiorati nell'attravaersamento di strade da auto o moto che sfrecciano lungo percorsi rettilinei sprovvisti di interditori dei quartieri di periferia e cavarsela per un pelo è uno sport veramente sgradevole.

Faccio qui un appello al buon senso perchè la città sia resa oggettivamente vivibile e protetta da quel pgno di folli che non rispettano nulla e nessuno, con piccoli diffusi accorgimenti come attraversamenti pedonali rialzati e visibili, con rialzi posti nei punti critici che obblighino il transito dei veicoli a bassa velocità, con luci intermittenti gialle, che costringano moto e auto a rallentare e lascino transitare comunque con facilità il bus pubblico.

Come ad esempio in Zona 6 nel rettilineo vie Danusso e De Finetti, diventate la folle pista da corsa di auto e moto guidate da pazzi che si esaltano quando attraversa qualche pedone da spaventare a morte (fin che va bene) in attesa del fattaccio da piazzare in prima pagina sui giornali, quando poi intervengono i sociologi a dire che si tratta di poveri ragazzi disadattati incolpevoli dall'infanzia infelice, il colpevole è sempre chi muore, dimenticato e mangiato dai vermi.

Speriamo che anche a Milano si ricorra al buon senso e alla civiltà diffusa, la città deve essere predisposta anche ad interdire comportamenti asociali di "quei poveri incolpevoli ragazzi dall'infanzia infelice" a cui va impedito di scorazzare impunemente nei quartieri e rendere la nostra città una improvvisata pista da Grand Prix "fai da te".

Il rispetto per la vita ed il diritto alla vivibilità vanno sanciti con misure opportune e adeguata prevenzione, non più rimandabili. Spesso a creare problemi sono le relazioni tecniche degli esperti ATM che dovendo garantire il passaggio dei bus bocciano le richieste dei cittadini, ma gli esempi dei comuni limitrofi come Rozzano, Assago e Buccinasco sono l'esempio lampante che a quelle sciagurate relazioni manca la fantasia di proporre alternative percorribili come le "CASTELLANE" (dizione tecnica del Comune di Milano), si può fare molto e bene, bisogna che il Comune di Milano non si faccia ingannare dai problemi inesistenti o artificiosi e vada a fondo alle questioni accogliendo le giuste istanze dei cittadini.

La Milano che vogliamo è una Milano sicura e civile, che rispetti sopratutto anziani e bambini. Mi auguro che si possano installare tutti gli interditori necessari a rendere sicuro transito e attraversamento dei pedoni per aumentare la sicurezza e la civiltà. Il Comune dice OK alle "CASTELLANE", allora che si facciano e si mettano le strade in sicurezza.

Stiamo aspettando il fattaccio per realizzarle? La macchia di sangue rossa dei pedoni e dei ciclisti morti sull'asfalto?