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.: Discussione: Un patto per la movida

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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 28 Ago 2010 - 23:20
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Ramella, vede io non ho mai detto che il problema schiamazzi ci sia solo a Milano, ma ho comparato politiche differenti nel proporre interventi in merito al governo della notte cittadina. C'è una tendenza alla maleducazione proposta dai media soprattutto, è vero. Ma questa "maleduchizzazione", come lei definisce giustamente, colpisce diversi strati e diverse categorie della società, e le dirò di più: spesso la vedo maggiormente presente in soggetti e persone che vengono dipinte dalla comunicazione mediatica come più "educate", forse perchè più propense a spendere gran parte delle proprie ore di vita giornaliera a guardare passivamente la televisione. Lo si vede anche nell'andare a fare la spesa, nell'attraversare la strada, nel notare alcuni atteggimaneti di prevaricazione degli automobilisti. I giovani, invece, forse perchè meno "regimentabili" da qualche voce eterodiretta ed eterodirigente, vengono spesso dipinti omogeneamente e in modo massivo come "potenzialmente maleducati". Le assicuro che non è così, e anche lei lo comprenderà: e le assicuro che mi capita di vedere comportamenti irriguardosi verso l'altrui dignità commettersi in orari diurni rispetto agli orari notturni nelle zone ad alto addensamento di cittadini della movida.

Sulla mia soluzione lei dice giustamente sottolineerei:"E non è accettabile che ci debba essere un poliziotto o vigile ad ogni angolo, e che facciamo usiamo i militari per ammanettarli tutti al primo rut** "FUORI ORDINANZA"?". Chiaramente la mia soluzione non auspicherebbe uno stato paternalista di polizia e di sorveglianza ampia, anche se mi domando la propaganda tanto amata dall'attuale governo del "vigile di quartiere" quali conseguenze benefiche abbia dettato, se non una diminuazione e una contrazione del personale della Polizia Locale e della Polizia di Stato, con i poderosi tagli avutisi negli ultimi anni. Il termine sicurezza per molti "rappresentanti delle istituzioni" è diventato come un mantra da esibire soprattutto in prossimità delle elezioni, vedi le ultime esternazioni deliranti con ordinanze inefficaci annesse del sindaco Brichetto. Io intenderei anche a un piano generale, il patto per la Movida proposto andava e va in questa direzione, in cui si diano contenuti artistici e culturali alle serate ormai solamente e meramente consumeristiche, penserei a una responsabilizzazione dei giovani soprattutto, magari coinvolgendoli nel piano e rendendo loro protagonisti in prima istanza nel regolamentare e nell'emarginare forme di devianza e di disturbo. Non c'è altro che ascoltare i giovani, coinvolgerli, confrontarsi con loro per dare alla città quell'aspetto utile a renderla una città con un futuro e non destinata a perire, soccombere, vedersi privata di nuove energie civili perchè inospitale per le nuove generazioni. Lei saprà benissimo che a Milano la popolazione giovanile diminuisce costantemente: è, questo, un dato che io oserei definire allarmante e che apre chiaramente all'esigenza di cambiare radicalmente le politiche promosse dalle amministrazioni comunbali negli ultimi 15 anni: da quelle culturali a quelle sociali, da quelle sportive a quelle della promozione del tempo libero.

Lei sostiene, ed è in gran parte vero:"Quanto alla solita "scusa" della carenza di offerta culturale di questa città...beh direi che è anche troppa. Quanto ai costi è un altro problema, ma non mi sembra che gli artisti si facciano troppi scrupoli sui prezzi di concerti o recite teatrali o altro". Ma mi permetta di sottolineare un concetto. La città offre una promozione culturale vasta ma eterogenea, fortemente frammentata e frammentaria, spesso non conosciuta, spesso non comunicata. Occorrerebbe una programmazione che sappia valorizzare le tante energie che sono presenti nella nostra città, spesso giovani, ritornando al tema precedente della promozione delle giovani generazioni, hanno molto da dire e da esprimere, ma spesso soffocati dall'assenza di spazi, di incentivazioni, di attenzioni dovute. Occorrerebbe un piano culturale che non sia quello proposto dall'attuale assessore comunale istruendo il tavolino dei saggi, ma dando sostegno a un percorso che sappia fare convergere le diverse proposte, le differenti necessità, le diverse sensibilità.

E' giusto quel che dice quando avverte l'esigenza di un intervento dall'alto per regolarizzare e reprimere comportamenti lesivi della pace cittadina. Ma mi domando se i provvedimenti finora proposti siano stati efficaci allorquando vedo generare da chi dovrebbe avere la responsabilità politica di gestire la situazione, non è un problema a mio avviso, una sorta di contrasto e di alimentazione della contrapposizione tra diritti e interessi che potrebbero perfettamente convivere. Occorre intensificare quindi il rispetto e la sorveglianza del rispetto della legalità, ma non sopprimere e reprimere il sacrosanto diritto di vivere la città e delle sue offerte, che dovrebbero essere intensificate e razionalizzate, ben canalizzate, anche nelle ore serali. Le facevo l'esempio due post miei fà dell'ordinanza andata lettera morta per procedure burocratiche assurde circa un controllo gestito dai locali sul controllo del fonometro, che termine assurdo quanto mai irrisorio è questo.

 Circa l'ultima sua affermazione mi permetto di dire che è vero che molte questioni possono essere risolte con spirito di collaborazione tra le differenti realtà politico/istituzionali ma possono essere risolte veramente se si parte da un'accettazione dei principi di civiltà e di rispetto della dignità del cittadino, nonchè dell'autonomia dei poteri e del Consiglio Comunale, senza i quali ogni provvedimento rischia di essere inficiato da manie di protagonismo fazioso e oserei dire strumentale funzionale ad alimentare consensi senza proposte chiare e definite. La propaganda elettorale permanente che sembra piacere, mi spiace di ribadirlo, a gran parte degli amministratori di questa Giunta Comunale, porta solamente disorientamento e totale assenza di proposta politica concreta e trasparente. Spero die ssere stato quanto meno chiaro.

 

La ringrazio vivamente per l'utile e proficuo confronto sano

Alessandro

In risposta al messaggio di Paolo Ramella inserito il 26 Ago 2010 - 15:19
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