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.: Discussione: Expo 2015: lo stato dell'arte

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 5 Ott 2010 - 10:42
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Da milano.corriere.it:

Il sindaco aveva chiesto strumenti straordinari già nel 2009

Expo, superpoteri alla Moratti

Il provvedimento per sbloccare il progetto e acquisire i terreni è alla firma di Berlusconi

MILANO — Sempre più poteri al sindaco commissario di Expo. Poteri che garantiscono deroghe su appalti e lavori e che, soprattutto, «autorizzano (la Moratti, ndr) ad adottare tutti i provvedimenti necessari per assicurare, nei tempi richiesti dal Bureau International des Expositions, la disponibilità delle aree che ospiteranno l’evento». Il documento non è ancora arrivato sul tavolo di Letizia Moratti, anche se la bozza è già nota a Palazzo Marino: come vuole la procedura, l’ordinanza della Protezione civile è stata inviata in Regione, per il placet necessario: Formigoni ha dato il via libera e le quattro pagine sono ora alla firma del presidente del Consiglio.

L’assegnazione dei poteri straordinari, che il sindaco commissario aveva chiesto fin dal 2009 (ma erano stati concessi soltanto per le opere pre Expo) sembra dimostrare la preoccupazione del Governo di fronte alle difficoltà pratiche e politiche ad avviare la macchina dell’esposizione del 2015. Con un count-down ormai assillante: entro il 19 ottobre, due settimane insomma, la società che gestisce Expo, di cui fanno parte Comune, Regione, Provincia, Governo e Camera di Commercio, dovrà dimostrare al Bie l’effettiva disponibilità dei terreni. Un tema di cui si dibatte da molti mesi: i soci di Expo, all’unanimità, avevano inizialmente condiviso la scelta di comprare le zione dell’evento. Il 17 maggio, la Moratti aveva convocato i soci ed era stato condiviso un sostanziale via libera alla proposta del presidente della Regione, Roberto Formigoni, deciso a costituire una società veicolo, una newCo, che acquisisse i terreni. Più facile a dirsi che a farsi. Trascorsi alcuni mesi e un paio di ultimatum, la proposta non è stata definita tecnicamente. Il Comune e la Provincia hanno indicato una via alternativa, quella del comodato d’uso: i privati mettono a disposizione le aree facendosi carico di alcune spese (per le infrastrutturazioni e gli oneri di urbanizzazione). In cambio, conclusa Expo, rientreranno in possesso di una parte dei terreni edificati. Una strada che non convince la Regione, forte di una parere legale trasmesso a Comune e Provincia.

Tutto bloccato, insomma. Arrivano così i poteri straordinari che lasciano intravedere la possibilità dell’esproprio su cui però il commissario ha già espresso molte perplessità: procedurali, visto che comunque sarebbe necessario un intervento della Corte dei conti per poter esercitare i poteri; di immagine, visto che conseguenza inevitabile dell’esproprio sarà un ricorso dei privati, fermi all’accordo di programma del 2007 (firmato anche dalla Regione) in cui già si precisavano gli indici di edificabilità. La Moratti insiste sulla necessità di una decisione condivisa fra le tre istituzioni: il vertice annunciato per oggi è stato rinviato a domani. Mancano due settimane.

Elisabetta Soglio
05 ottobre 2010


Da milano.corriere.it:

Il candidato del Centrosinistra che ha lavorato al progetto

Boeri: ma così diventa una truffa


L'architetto: «Si regalano ai privati 600mila mq di uffici e residenze. Era meglio un sito pubblico»

MILANO - Lo dice Stefano Boeri, che pure fino a un mese fa ha lavorato alla definizione del concept plan, prima, e del masterplan poi di Expo sui terreni di Rho-Pero: «È una truffa. Ci si appresta a regalare ai privati 600 mila metri quadrati di uffici e residenze». Per questo Boeri, che ha abbandonato l'incarico di Expo per candidarsi sindaco alle primarie del centrosinistra, da giorni sta proponendo di voltare pagina e portare Expo sui terreni pubblici dell'Ortomercato. Gli fa eco Valerio Onida, anche lui in corsa per le primarie: «La vicenda, con questa clamorosa impasse, dimostra che in città c'è una totale assenza di governo».

Si è discusso di Expo, ieri sera, durante la trasmissione «L'Infedele» di Gad Lerner. Occasione per ascoltare le posizioni dei due candidati, ma anche i dubbi della Lega (il segretario provinciale Igor Iezzi: «Siamo molto preoccupati per questo stallo»), la critica dell'architetto Gae Aulenti («Abbiamo buttato via tre anni, è una cosa oscena»), la proposta del suo collega Massimiliano Fuksas («Credo si debba comprare quelle aree. Comunque, la classe politica si deve chiudere a discutere, come in un concistoro: non escono finché non hanno raggiunto accordo e soluzione»). Il compito di difendere il lavoro, comunque, fatto, spetta all'assessore regionale Raffaele Cattaneo e all'europarlamentare Carlo Fidanza: «Non si sta perdendo tempo, ma stiamo discutendo proprio perché non vogliamo fare regali ai privati e abbiamo come primo obiettivo quello di tutelare l'interesse pubblico».

Da segnalare infine che una risposta a Boeri è giunta ieri dal presidente del consiglio regionale, Davide Boni: «L'errore iniziale è stato quello di essere finiti su un'area privata. Tuttavia - osserva - non c'erano alternative, perché a Milano di aree pubbliche non ce ne sono, per cui il meccanismo passa attraverso terreni che non sono di proprietà pubblica ma privata. Aree che però alla fine avranno una valorizzazione diversa dovuta proprio al loro cambiamento di destinazione».

Andrea Senesi

05 ottobre 2010

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 2 Ott 2010 - 13:49
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