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dalla parte del cittadino Le contraddizioni dell’Expo Gentile signora Fedrigotti, il meneghino Pm10 sta tenendo banco un po’ dappertutto, ma forse pochi milanesi sanno che presto, tra Malpensa e tangenziale Ovest, potrà esserci un mostro d'asfalto, una nuova infrastruttura prevista dalla legge sulle grandi opere che vedrà cavalcavia alti fino a 12 metri, svincoli terribili, qualche interramento e buona parte del traffico del corridoio 5 Lisbona-Kiev. Non sono particolarmente esterofila, ma è difficile fare a meno di chiedersi perché le grandi città europee sono quasi tutte servite da una fitta rete di metrò di superficie che collegano i centri dell’hinterland con il cuore della metropoli, mentre Milano dispone, invece, soltanto di alcuni tratti. Immagino dipenda da antiche ma non lungimiranti scelte politiche che oggi paghiamo con l’inquinamento atmosferico, con il traffico furibondo e con le incombenti grandi opere che, come giustamente lei osserva, lo incrementeranno ulteriormente. L’Expo ci porterà una, forse due linee metropolitane in più: non potrebbe dare l’impulso, questa doverosa opera, ad ampliare e sviluppare quella altrettanto doverosa delle linee extraurbane? Ringrazierebbero anche i pendolari, probabilmente. Isabella Bossi Fedrigotti |
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