UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Comunicazione Digitale Verso un Sistema Informativo per le Gestione dei Buoni Locali RELATORE Prof. Giovanni Degli Antoni CORRELATORE TESI DI LAUREA DI Dott. Marco Saba Alessandro Stranieri Matr. 673712 Anno Accademico 2007/2008 2 Premessa L‟umanità ha sempre cercato un qualche modello di sviluppo sociale che favorisse una migliore condizione di vita. E siccome gli uomini, per la loro sopravvivenza, dipendono esclusivamente dal flusso energetico ambientale nel cui processo di trasformazione, scambio e scarto sono direttamente coinvolti, le istituzioni economiche e politiche hanno il compito di facilitare detto flusso energetico attraverso la cultura. Noi lavoriamo per vivere, acquistiamo o gettiamo oggetti o li scambiamo con altri oggetti e, ogniqualvolta spendiamo denaro per un prodotto o un servizio, la banconota che utilizziamo costituisce il pagamento per una quantità di energia spesa in precedenza. Il denaro, infatti, non è altro che un credito energetico accantonato. I salari e le retribuzioni costituiscono il pagamento per un lavoro effettuato o un‟energia spesa. Il modo in cui il lavoro viene distribuito in una società, il modo in cui l‟energia viene suddivisa tra le diverse persone, i diversi gruppi e le diverse associazioni, determinano la natura sociale, economica e politica della qualità di vita che ne deriva. Oggi nella nostra economia esistono, anche se con ripartizioni enormemente diverse a seconda dei paesi, tutti e tre i settori produttivi: il primario (dell‟agricoltura), il secondario (dell‟industria) e il terziario (dei servizi) ed in ognuno di questi settori la moneta assume una funzione indispensabile per la gestione equilibrata dell‟economia di mercato. Sappiamo, però, che le emissioni monetarie creano dal nulla valore (e questo sarebbe l‟aspetto positivo), ma lo creano a favore di banche private che lo concedono in prestito dietro interessi che mai potranno essere estinti. Se analizziamo con attenzione il recente crollo della borsa americana (Wall Street), caduta sotto il peso di una finanza sfrenata e privo di regole, totalmente sganciata dal mercato reale, che ha costretto il congresso americano ad un intervento statale a favore delle principali banche del paese di ben 700 miliardi di dollari, ci accorgiamo subito che la finanza legata alle banche, quella che non poggia sul mercato reale (piccola-media e grande impresa), ha pensato di crescere e moltiplicarsi solo ed esclusivamente sul piano virtuale, ignorando (volutamente?) che le basi di un‟economia vera e duratura sono fatte di cose, uomini, e non di solo carta moneta. La via delle monete locali, pertanto, si propone strumento concreto per accrescere il potere di acquisto dei cittadini, limitare i danni dell‟inflazione, andare incontro ai possessori di bassi redditi. Di certo le monete locali non vogliono essere una panacea, tanto meno sostituirsi alla moneta ufficiale, più semplicemente vorrebbero svolgere il compito di “ammortizzatore sociale”, utile strumento per creare reti socio-economiche di solidarietà.continua.....
In risposta al messaggio di Anna Di Scipio inserito il 5 Mar 2010 - 10:35