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Gentile signora Isabella, rispondo al suo intervento. Rispondo io che da tempo mi esprimo a incentivare canali di e-participation e di e-governement che garantiscano un maggiore rapporto di rappresentatività. Il progetto trova in questa community un esempio che deve però trovare il giusto sostegno da parte delle istituzioni centrali, comunali e regionali, nonchè governative, funzionalmente alla diffusione di pratiche di confronto virtuale e diretto. Ripeto e ribadisco, però: parlo di confronto virtuale e diretto. E' un canale, questo, di rafforzamento degli strumenti di democrazia e di controllo, di trasparenza. Come ho sostenuto in diversi incontri promossi dalla Fondazione RCM - Rete Civica di Milano, dall'assemblea presso la Sala delle Tempere di Palazzo Marino, alla discussione avviata circa un anno fa in questo stesso forum. Ma non può essere l'unico strumento, nè in senso suppletivo, nè in senso sostitutivo. Tale strumento che lei giustamente propina e che io auspico in una sua implementazione deve essere un elemento aggiuntivo che aiuti le istituzioni locali a esprimersi e a poter esprimere in tempi più efficaci decisioni condivise. Ma Milano vive di problematiche e di questioni che devono essere affrontate da organi locali di rappresentanza e di governo. Non si può tollerare l'attuale presenza di un decadimento strutturale delle funzioni di tali organi, che temo sia strumentale alla volontà, ormai fortemente manifesta, di una loro eliminazione. Migliorare la democrazia, approntarla, attuarla significa corroborare quei canali che sono esistenti e aggiungerne di nuovi, che siano funzionanti per la cittadinanza, che siano giustificabili come "necessari". I Consigli di Zona sono necessari, ma devono essere riformati totalmente, non annientati. In questo ambito io attendo risposte da parte dell'amministrazione, dell'Assessorato alle Aree Cittadine, del Sindaco, delle Commissioni istituzionali competenti, dei Settori competenti, affinchè ci sia una manifesta intenzione di prendere in mano l'attuale regolamento sul decentramento, il Lucchini, rivederne le parti strutturali al fine di rafforzare competenze e assegnare nuove funzioni ai consigli circoscrizionali. La democrazia migliora certamente se si aggiungono agli organi di rappresentanza reali strumenti di partecipazione e di comunicazione multimediali, interattivi. Ma non possono questi ultimi soddisfare l'esigenza massima e ampia della cittadinanza di partecipare al governo della città e della propria circoscrizione, rendendola protagonista. I processi decisionali in democrazia richiedono spazi, tempi, momenti di dibattito aperto e pubblico, procedimenti e procedure, iniziative di ponderazione. Questi elementi non possono essere ovviati solamente dagli strumenti, seppure importanti e necessari, dell'e-participation. Devono essere agiti, vissuti, dibattuti, percepiti, avvertiti. Il Comune non può attendere con un canto del cigno la chiusura di istanze storiche per il decentramento amministrativo municipale nostrano. Il Comune deve sapere agire proponendo le riforme: questa maggioranza che ha il governo della città deve saper proporre ipotesi che possano essere, se dibattute e confrontate con le proposte delle opposizioni, se condivise da un confronto serrato con la cittadinanza e gli attuali consigli circoscrizionali, strumenti di rinnovamento della macchina del decentramento dei poteri e delle funzioni, nella costruzione di una città metropolitana che confederi le tante e molteplici municipalità. Attendo risposte in merito dall'amministrazione comunale. Alessandro Rizzo Capogruppo LA SINISTRA - UNITI CON DARIO FO Consiglio di Zona 4 Milano |
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