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Condivido la provocazione di Massimiliano perché egli pone due questioni strettamente collegate. La prima riguarda la dimensione esistenziale della partecipazione alla vita pubblica e più decisamente alla vita politica, riportandola ad un'etica della responsabilità nella tradizione concreta e quotidiana dei propri valori e della propria idealità. Oggi la partecipazione alla vita pubblica e alla politica è, spesso, un modo per rispondere a necessità e ambizioni di tipo professionale ed economico. La seconda riguarda la natura della partecipazione di prossimità, la dimensione locale dell'agire politico, che dovrebbero trovare una concretizzazione in un decentramento effettivamente dotato di poteri e risorse relativi ad una serie di servizi e funzioni attinenti alla specifica dimensione territoriale. Ho parlato di provocazione, in un senso nobile, ma credo che un decentramento effettivamente dotato di poteri e funzioni, quindi predisposto ad una relazione di partecipazione informata da parte dei cittadini del territorio, richieda una partecipazione ed una disponibilità che vanno al di là del volontariato. Senza riferirsi sempre all'esperienza parigina credo che sia utile prendere come esempio l'esperienza delle circoscrizioni a Roma. E' chiaro che un effettivo decentramento non può prescindere da una definizione del perimetro delle circoscrizioni effettivamente attinente alla natura sociale, morfologica e di funzione del territorio, cosa che qui a Milano non è stata fatta.
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