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L’assessore Beretta: costretti all'esercizio provvisorio Comune, allarme sui conti. Slitta MILANO - Mancano soldi e il bilancio slitta a febbraio. Il sindaco Letizia Moratti ha accantonato il proposito di approvare il preventivo 2010 entro fine dicembre, come era stato programmato. Troppe le incognite rispetto ai trasferimenti dal Governo e, soprattutto, troppi i soldi che mancano all’appello: si tratta in particolare di un meno 160 milioni di euro che rendono difficile far quadrare i conti. L’assessore Giacomo Beretta conferma che il problema esiste: «Non abbiamo certezze sui trasferimenti, nè sul fatto che Roma ci concederà di poter sforare il patto di stabilità per le opere di Expo. Fino a quel punto, abbiamo deciso di procedere con l’esercizio provvisorio ». In sintesi, si va avanti un mese per volta, limitandosi alla gestione ordinaria: Beretta assicura che «non saranno toccati i servizi alla persona e l’ordinaria amministrazione. Piuttosto, saranno magari un po’ ritardati gli impegni legati ad eventi o ad altre iniziative che non hanno scadenza immediata». I soldi che mancano? Pesa come un macigno il mancato dividendo di A2A, che lo scorso anno era attorno agli 80 milioni di euro e che aveva coperto gran parte della spesa corrente. Come ha spiegato anche ieri il presidente della spa, Giuliano Zuccoli, ascoltato in commissione Bilancio, l’azienda ha dovuto sborsare a metà ottobre 200 milioni di euro per chiudere il contenzioso con la Ue su presunti aiuti di Stato, quando fu trasformata in spa nel periodo 1996-99. Zuccoli, che ha annunciato di avere rinunciato a 700 mila euro di emolumento personale, ha auspicato un intervento del Governo a difesa di tutte le società che si sono trovate in questa situazione. Intanto, A2A sta pensando a come recuperare entrate e una delle ipotesi al vaglio dell'azienda è di vendere alcune partecipazioni minori, tra cui il 20 per cento di Metroweb. «Ci auguriamo — ha replicato Basilio Rizzo (Lista Fo) — che queste idee ce le venga a illustrare il nostro azionista, che è rappresentato attraverso il direttore generale anche nel consiglio di gestione». Poi, c’è il problema dell’Ici: in teoria, lo Stato deve versare ai Comuni quello che non ricevono più dai proprietari di prima casa. In pratica dei 145 milioni di euro non arrivati in cassa, il Tesoro ne riconosce soltanto 109 e quindi altri 36 milioni sono saltati senza colpo ferire. Infine, c’è il problema degli oneri di urbanizzazione: la crisi del mercato edilizio si ripercuote sul costruito e, di conseguenza, sul pagamento degli oneri. Risultato: entrano in cassa 40 milioni meno dello scorso anno, metà dei quali erano stati usati per le spese correnti. Nel frattempo, i funzionari della Ragioneria si stanno scervellando per capire come si possano recuperare i soldi che non arriveranno: si pensa soprattutto a migliorare l’efficientamento della macchina comunale (meno sprechi, insomma), a portare a pieno regime il piano della pubblicità, a creare un altro fondo immobiliare da mettere poi sul mercato. Beretta fa poi la spola tra Milano e Roma per essere certo che nella prossima finanziaria, il Governo preveda l’emendamento che consenta al Comune di sforare il patto di stabilità per le grandi opere di Expo. Se così non fosse, infatti, il Comune verrebbe drasticamente ridotta la sua possibilità di investimento negli interventi programmati dal piano di opere pubbliche. Del resto — ricorda Beretta — questa concessione era stata fatta a Tornio, per le opere delle Olimpiadi e a Roma per realizzare la metropolitana ». E i temuti tagli ai bilanci di ogni assessore? «Per ora — tranquillizza Beretta — non ne sono stati decisi. Anche se mi auguro che, vista la situazione, ciascuno abbia il buon senso di regolarsi di conseguenza». Elisabetta Soglio |
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