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Le resistenze dei docenti e degli allievi: «inadeguata la caserma di via Mascheroni»
Bondi: «La Grande Brera al via nel 2011 e pronta per l'Expo» Il ministro: «Pieni poteri a Mario Resca. Il progetto sia inserito tra le celebrazioni per l'Unità d'Italia»
MILANO - Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha proposto di inserire i lavori per la Grande Brera di Milano nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Lo ha riferito lo stesso ministro, dopo che il comitato interministeriale ha approvato, venerdì mattina subito dopo il consiglio dei ministri, il programma presentato da Bondi per le celebrazioni in programma nel 2011. Bondi ha l'intenzione di dare pieni poteri a Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, per arrivare all'avvio dei lavori nell'anno delle celebrazioni, appunto il 2011, e alla loro conclusione per l'Expo del 2015.
LA PROPOSTA DI BONDI - «Proporrò al presidente del Consiglio, in tempi brevissimi - ha precisato Bondi - un'ordinanza per dare pieni poteri al dottor Mario Resca, direttore generale del mio ministero, per riuscire finalmente a risolvere le numerose questioni che sono sul tappeto, reperire le risorse anche da importanti istituzioni private e cominciare i lavori, che dovranno essere avviati per le celebrazioni dell'Unità d'Italia e conclusi per l'Expo Universale del 2015».
IL VERTICE - Il progetto «Grande Brera», con ampliamento della Pinacoteca e trasferimento degli studenti dell'Accademia in un'altra sede, è atteso da quarant'anni, tra annunci, progetti scartati, passi falsi e polemiche. Mercoledì scorso c'è stato un vertice con i rappresentanti ministeriali di Difesa, Beni culturali e Istruzione, Comune, Provincia e Regione, Demanio civile e militare: si è deciso che in meno di due anni l'Accademia pagherà 800 mila euro, lascerà 3 mila metri quadri nella sede storica di via Brera, consentirà il raddoppio della Pinacoteca e si approprierà di circa 8 mila metri quadri nella caserma Magenta di via Mascheroni. Sono però contrari il direttore Gastone Mariani, docenti e studenti: «Il trasferimento è un sacrificio inaccettabile, che calpesta la storia. Gli spazi nella caserma sono insufficienti. Dateci Palazzo Cusani o Palazzo Citterio, sempre a Brera». Gli allievi hanno organizzato anche un sit-in: «È sbagliato distruggere il complesso culturale teresiano, difenderemo l’arte di Brera».