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Sulla questione di Brera rimangono aperte ancora alcune domande che sottopongo ai diretti amministratori responsabili: il Settore demanio del Comune di Milano, l'Assessorato al Territorio del Comune di Milano, ma anche la Regione Lombardia, non esente in materia, la Provincia, organo con funzioni di raccordo, la Sovrintendenza alle Belle Arti di Milano. Rimane aperta la questione relativa lo spostamento: vale ancora questa proposta e, in caso affermativo, quando e in che modalità deve avvenire? Rimane inevasa da parte della Giunta comunale e del Consiglio comunale maggiori dettagli sul costo dell'operazione. Quanto conviene il trasferimento in termini economici rispetto al mantenimento della struttura, a una sua riorganizzazione funzionale, a una sua necessaria ristrutturazione complessiva non invasiva dell'assetto architettonico. E' davvero impensabile che in simile settore di educazione e formazione all'arte e alla libera espressione artistica si parli con il "bilancino" e il pallottoliere alla mano, provvedendo a fare quadrare i conti derivanti dall'assenza di entrate e di minore ricchezza del bilancio comunale. Sappiamo anche, l'assessore al bilancio confermi, che quasi sicuramente si andrà a gestione sui dodicesimi, la gestione straordinaria amministrativa, dato che entro dicembre il Consiglio Comunale, impegnato con l'approvazione del PGT, non riuscirà a varare il bilancio, la finanziaria, come avvenuto per il rotto della cuffia l'anno passato. E' possibile destinare parte dei fondi dell'EXPO alla ristrutturazione, da tempo richiesta, neppure le sedie sono funzionanti e utilizzabili a Brera, dell'edificio storico? Io epnso che siano queste le "grandi opere", spesso di minore impatto economico e finanziario, rispetto a quelle che mastodonticamente vengono definite classicamente come grandi in quanto più imponenti, dispendiose e meno funzionali per l'interesse sociale e collettivo. La cultura, l'accesso alla cultura la formazione artistica è un investimento che una società matura e civile non può non permettersi di fare, anche a fondo perduto. Rimane, infine, inevasa un'ultima questione: quanto sono grandi gli spazi offerti dal Comune come suppletivi alla sede attuale dell'Accademia di Brera? Mi riferisco all'ex Caserma di Via Mascheroni. Sono felice di sapere che le vecchie caserme si trasformeranno in qualcosa di altro e civile, non a uso militare: qualcuno diceva di svuotare gli arsenali e riempirli di grano. Ma sarebbe utile pensare alla struttura di Via Mascheroni come utile struttura dove poter tranquillamente e funzionalmente espletare attività didattiche di stampo artistico? Si considera che l'offerta proposta dal Comune sia non consone alle necessità didattiche dell'Accademia, sia insufficiente per metratura, sia non funzionale alle varie attività che si vanno a innestare. Si può avere un dato dettagliato, seppure io creda che la soluzione del trasferimento sia inutile, dannosa per l'attività formativa e didattica e poco interessante per la collettività, dato che Brera è un patrimonio civico da difendere e da promuovere nel contesto cittadino dove essa sorge? Grazie per l'interessamento e le risposte che, eventualmente, si vuole dare da parte dell'amministrazione comunale. Alessandro Rizzo Capogruppo La Sinistra - Lista Uniti con Dario Fo Consiglio di Zona 4 Milano |
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