.: Discussione: Malati di smog, più colpiti i bambini - A Milano 73 «ricoveri» al giorno per patologie riconducibili all'inquinamento
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Da milano.corriere.it:
Il presidente della Regione: la nostra parte l’abbiamo fatta Smog, Formigoni accusa il governo «Roma non ci ha ascoltato. Ora vogliamo più poteri». I Verdi: bene, ma servono i controlli MILANO - La prima lettera è partita dal Pirellone il 10 giugno 2008. È cominciata quel giorno la lunga battaglia tra Regione e governo. Sarebbe servita un'alleanza per presentarsi compatti alla Commissione europea e chiedere l’approvazione dei piani contro l’inquinamento. Per più di un anno però, la Lombardia e Roma sono andate avanti a due velocità diverse. E così, oggi che Bruxelles ha negato la «fiducia » all’Italia, il tentativo scricchiolante di alleanza diventa scontro. Anche se il presidente Roberto Formigoni usa espressioni attenuate, il punto è chiaro: «Non posso non lamentare che il governo nazionale, nonostante le ripetute sollecitazioni, non ha adottato misure che potessero andare a sostegno delle politiche regionali». Come dire: se la Ue andrà avanti nella procedura di infrazione contro l’Italia e la Lombardia, i responsabili sono da cercare a Roma. L’attacco del Pirellone è anche lo spunto per andare oltre e rilanciare sul federalismo antismog: «Il governo — prosegue Formigoni — avrebbe dovuto prendere provvedimenti, invece lo ha fatto solo parzialmente. Ecco perché torno a chiedere il trasferimento delle competenze nazionali in materia ambientale alle Regioni». È un vecchio tema. Come stratificate sono ormai le frizioni con il ministero dell’Ambiente. Insofferenza esplosa prima dell’estate, quando la Commissione si lamentò con l’Italia perché non erano stati inviati i piani antismog. Quel giorno la Lombardia scoprì che la propria documentazione, inviata a Roma, là s’era fermata. A Bruxelles non l’avevano ricevuta. Formigoni riprende la decisione della Ue, che ha riconosciuto l’impegno degli enti locali, ma ha sancito l’insufficienza dell’Italia per la mancanza di un piano nazionale. Attacca Bruxelles: «Metta a disposizione fondi per le politiche ambientali». Sottolinea più volte il passaggio in cui la Commissione certifica che i livelli elevati di smog «siano dovuti soprattutto a condizioni climatiche avverse». E se la prende con le «centrali ambientaliste che fanno allarmismo». I Verdi però ribattono: «La Commissione europea — spiega Carlo Monguzzi — non ha promosso la Lombardia, ma ha rifiutato di concedere le deroghe dai limiti imposti dalla direttiva antismog richieste dall’Italia anche per conto della Lombardia». Ancor più critico il vicedirettore di Legambiente, Andrea Poggio: «Nessuna falsità e nessun allarmismo, ci limitiamo a richiamare la posizione ufficiale di Bruxelles, che ha deciso di riprendere l’iter della condanna dell’Italia in quanto inadempiente contro l’inquinamento dell’aria». Gianni Santucci 07 ottobre 2009 |
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