.: Discussione: Leonka e moschea, prefetto accelera: «Ora risposte»
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Da milano.corriere.it:
Vertice Pdl a casa Moratti Moschea, la Moratti chiama Maroni Telefonata con il ministro. Il sindaco: deve darci garanzie sull’ordine pubblico MILANO - La moschea a Milano? Il Pdl sostiene la linea del sindaco e chiama in causa direttamente il ministro degli Interni, Roberto Maroni: «Soltanto lui, insieme al prefetto, può spiegarci se e quale soluzione garantisce l’ordine pubblico», ribadisce Letizia Moratti al termine del vertice che si è svolto ieri mattina a casa sua, insieme ai responsabili del Pdl. E l’incontro con Maroni è già stato fissato dai due alla settimana prossima. Così il ministro Ignazio La Russa: «Nessuno nella maggioranza e neppure nella Lega pretende di negare il diritto di esercitare il proprio culto a chi voglia farlo civilmente. Ma le moschee — prosegue la Russa — hanno spesso creato problemi di ordine pubblico e quindi bisogna capire l’orientamento nazionale prima di fare qualsiasi scelta». Altre parole, ma stesso concetto da parte del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi: «La libertà di culto deve essere garantita, ma dobbiamo tutelare la sicurezza di tutti i cittadini, quindi soltanto il ministro e il prefetto ci possono spiegare quali siano le modalità più adatte a conciliare queste due esigenze». Ma la soluzione pare ancora di là da venire. Tre settimane fa, era stato il prefetto Gianvalerio Lombardi a mandare un messaggio alla politica ribadendo la necessità di una soluzione ricordando che «chi ha le competenze e la responsabilità deve fare i passi necessari». Ora, accade esattamente il contrario: la politica chiama in causa chi gestisce l’ordine pubblico. La Lega ribadisce con il capogruppo Matteo Salvini la propria linea dura: «Non esiste la necessità di costruire nuove moschee. L’unica necessità evidente è che viale Jenner vada chiusa». Altro tema affrontato in casa Moratti è quello delle multe. Durante il vertice, il sindaco ha concordato con i partiti l’applicazione di una sanatoria per le multe elevate nel primo mese di sperimentazione dell’Ecopass, a gennaio 2008. Non ci saranno, invece, gli sconti per le contravvenzioni anteriori al 2004 resi possibili dal decreto anticrisi. La Russa è soddisfatto: «Nel periodo iniziale di Ecopass c’è stata un po’ di confusione, quindi ci pare eticamente giusto venire incontro ai cittadini. Si è ipotizzato un mese di sanatoria, io ho chiesto di aumentare a tre». Non tutti, però, all’interno della maggioranza la pensano allo stesso modo. Il gruppo Pdl di Palazzo Marino, ad esempio, avrebbe voluto anche la sanatoria prevista dal decreto, come ribadito ieri durante un incontro con l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta: «Chiediamo coerenza. Se si sceglie il rigore, il rigore deve valere sempre», attacca il capogruppo Giulio Gallera. «Il via libera alla sanatoria su Ecopass — gli fa eco Carlo Fidanza — è oggi tardivo, anche se giusto. Fosse stato deciso subito, avremmo fatto risparmiare a tanti milanesi i soldi per i ricorsi». Scettico il capogruppo dell’Udc, Pasquale Salvatore: anche se «c’è stata cattiva informazione», «non si può far passare un messaggio diseducativo e penalizzare chi ha sempre rispettato le regole». Esulta invece la Lega, «premiata» con la decisione del mini-condono sui primi verbali Ecopass. «È una grande vittoria dei milanesi», conclude il capogruppo Matteo Salvini. Elisabetta Soglio 06 ottobre 2009 |
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