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Se fosse un Western all'italiana potremmo titolarlo «Per due decibel di pazienza». Ma il fatto è che gli abitanti di San Siro la pazienza l'hanno esaurita da tempo e la decisione del sindaco Moratti, d'accordo con il prefetto Lombardi, di portare da 78 a 80 decibel il volume dei concerti allo stadio Meazza, proprio non la mandano giù.
«Da quando la Moratti ha come consigliere Red Ronnie, è diventata una rockettara — ci scrive il lettore Maurizio Novara —. Ma allora se avesse come consulente Schumacher eliminerebbe i limiti di velocità?». Un altro lettore, Giuseppe Vasta, trova «del tutto sconclusionata la proposta dell'assessore Terzi di depenalizzare la violazione delle norme sul rumore dei concerti». E spiega: «Ricordo che più di venti anni fa il Comune di Milano, per risolvere il problema di dove fare i grandi concerti, propose di realizzare una grande arena all'aperto sopra il deposito MM di San Donato: accessibile con la metropolitana, vicino all'autostrada, lontano dalle case: non si sarebbe dato fastidio a nessuno. Non se ne fece nulla. Qualcuno propose una cosa simile al Parco Lambro. Niente. Ecco allora che si ripiega su San Siro (che non va bene). E se qualcuno si lamenta, la colpa non è dei politici inefficienti: è dei cittadini che 'rompono'. E si minaccia di usare 'tutta la forza disponibile' in nome del 'diritto' di andare ai concerti.
Trovare un posto migliore, invece, no? Di tempo mi sembra che ce ne sarebbe stato». È vero: la questione non è di oggi ed è mortificante che anche un concerto diventi un'emergenza da affrontare non con una soluzione, ma con una deroga dell'ultimo minuto Claudio Schirinzi 09 luglio 2009
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 8 Lug 2009 - 21:39