.: Discussione: Expo 2015 - Presidente Palmeri: "Istituita Commissione consiliare permanente"
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Da milano.corriere.it:
la Moratti: giusto accelerare le procedure. Penati: niente scorciatoie Ligresti: «Pool di magistrati per l’Expo» Il costruttore: una commissione di garanzia sulle autorizzazioni per rispettare i tempi MILANO — «Una commissione di garanzia composta da magistrati per garantire all’inizio le autorizzazioni, in modo da poter poi lavorare in pace». Milano e l’Expo. Milano e i cantieri che faticano a partire, bloccati da mille lacci e altrettanti laccioli. La proposta per arrivare in tempo all’appuntamento del 2015 è di Salvatore Ligresti, l’imprenditore e finanziere a capo del gruppo Fondiaria Sai. La corsa contro il tempo è anche una corsa contro la burocrazia, i ricorsi, gli ostacoli. Ieri, l’inaugurazione di un tunnel che collegherà il trafficatissimo viale della Liberazione alla stazione Garibaldi e sopra cui nascerà un enorme parco urbano. Un tunnel finito prima del tempo. La consolazione però rimane magra. «Sono sempre ottimista, ma quello che succede è sotto gli occhi di tutti, con tutte le difficoltà che ci sono, di approvazione, di leggi, di magistratura» scuote la testa Ligresti. Una commissione di magistrati, allora, per garantire il rispetto dei tempi e lo snellimento è di iter e procedure. Il sindaco Letizia Moratti, senza entrare nel merito, si dice d’accordo almeno con l’obiettivo di massima: «Se si trova una modalità che possa facilitare gli esiti delle gare ed evitare ricorsi, io sono pienamente d’accordo ». Il suo predecessore a Palazzo Marino, Gabriele Albertini, concorda sul fine, meno sull’utilità del mezzo. Certo che ci sono i ricorsi, certo che c’è la magistratura amministrativa. «Però da sindaco — ricorda — ero riuscito a ad accelerare le procedure. Prendiamo le metrotranvie: furono realizzate nei tempi previsti grazie al fatto che ero commissario straordinario al traffico. Solo così è possibile mettersi al riparo dai ritardi burocratici e amministrativi. L’unica strada per arrivare all’Expo in tempo questa». «Il problema in Italia non sono le troppe regole — assicura Onorio Rosati, segretario metropolitano della Cgil — ma che non vengano quasi mai fatte rispettare». Filippo Penati, Pd, ex presidente della Provincia, sostiene che le responsabilità siano tutte politiche: «Bisogna fare in tempi stretti la riforma delle procedure di gara e degli appalti. I ricorsi che arrivano dai comitati? Sono spesso il segno di un mancato confronto con i cittadini e i residenti». E dunque: «Rimango contrario alle scorciatoie e alle soluzioni tecnocratiche». Milano, Italia. Formigoni lo dice chiaramente: «Il problema è di tutto il Paese. Abbiamo tempi per la realizzazione delle opere tre o quattro volte più lunghi rispetto alla media europea. Il tema sollevato è proprio questo: rilanciare la modernizzazione italiana». La proposta di una commissione ad hoc composta da magistrati? «Forse è un po’ troppo audace», commenta Claudio De Albertis, il presidente di Assimpredil, l’associazione che riunisce i costruttori milanesi. «Ma il problema c’è, inutile negarlo. Perché la legislazione è estremamente complessa e le procedure spesso spaventose». Si torna al problema di partenza: l’appuntamento del 2015 e il rischio di arrivare tardi. Dice De Albertis: «Lo strumento giusto per Expo è una legge speciale». Andrea Senesi 16 luglio 2009
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