.: Discussione: City Life
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Da milano.corriere.it:
Nell’area dell’ex Fiera sorgerà l’albergo di lusso più grande di Milano Libeskind ridisegna il grattacielo storto CityLife: il progetto criticato da Berlusconi sarà ritoccato ma non cambieranno le volumetrie. «Più efficienza» MILANO - Saranno un po’ meno «sbilenchi», con buona pace del presidente Silvio Berlusconi. I grattacieli di CityLife si apprestano a cambiare forma: a convincere la proprietà che fosse necessario un ripensamento non sono stati tanto i rimbrotti del premier, quanto le valutazioni sulla fruibilità delle strutture. «Serve efficienza di funzionamento» spiegano dal quartier generale della società, ribadendo quanto gli operatori hanno osservato guardando e riguardando i disegni avveniristici dei tre architetti Zaha Hadid, Arata Isozaki, Daniel Libeskind. E così, dieci giorni fa, Claudio Artusi amministratore delegato di CityLife (società partecipata da Generali Properties, Gruppo Allianz, Immobiliare Lombarda e Lamaro Appalti che gestisce il progetto di riqualificazione del quartiere milanese della Fiera) ha incontrato i tre artisti chiedendo loro di ristudiare i progetti in modo da rendere i grattacieli più consoni alle esigenze di chi dovrà realizzare e gestire al loro interno alberghi e uffici. Il tema riguarda soprattutto la struttura progettata da Libeskind, che ha sicuramente il segno identitario più forte e che aveva diviso i critici anche quanto a gusto estetico e coerenza rispetto all’ambiente circostante. In questo grattacielo, tra l’altro, dovrebbe essere ospitato l’albergo di extralusso più grande di Milano, con 250-300 stanze e tutti i più moderni confort. Non sarà uno stravolgimento, sia chiaro, né cambieranno volumetrie e destinazioni d’uso. La forma, piuttosto: ed è probabile che alla fine i grattacieli svetteranno più dritti di quanto non avrebbero fatto rispettando il disegno originario. Ma è tutto ancora da vedere. Tra l’altro, ogni modifica dovrà comunque essere concordata, in termini urbanistici, con il Comune e probabilmente sarà necessario un nuovo passaggio in aula consiliare. Come detto, i tre grattacieli erano stati contestati dal premier Berlusconi, che nell’aprile dello scorso anno aveva così spiazzato gli amministratori municipali: «Ho visto progetti di grattacieli elaborati da architetti stranieri, storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese». E non era finita lì: «Spero non sia questa l' idea moderna di Milano, altrimenti la protesta sorgerà spontanea e giusta. E io mi metterò alla testa di questa protesta». Libeskind si era difeso tirando in ballo paragoni con l’epoca fascista quando «tutto ciò che non era dritto era considerato arte perversa ». L’architetto si era poi scusato e la polemica era finita lì. Ma non le riflessioni sulla rispondenza dei progetti alle esigenze degli operatori. Nel frattempo, anche i comitati di residenti avevano preso la palla al balzo cercando di eleggere il Premier a loro paladino: in realtà la battaglia a botta di ricorsi non ha impedito che nel frattempo il consiglio comunale desse il via ai lavori e le prime gru cominciassero a lavorare. Il lotto residenziale progettato da Hadid, in particolare, sta già prendendo forma: toccherà poi a quelli immaginati dai due colleghi e complessivamente nell’area della ex Fiera verranno realizzati 1100 appartamenti (prezzo variabile da 6 a 12 mila euro al metro quadrato, per dare l’idea). Data prevista per la consegna: fine 2011. Elisabetta Soglio 25 settembre 2009 |
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