.: Discussione: Operazioni sui derivati del Comune di Milano
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Da ViviMilano:
La vicenda del bond trentennale di 1.600 milioni di euro Derivati, sotto accusa le banche Moratti: pronti ad azioni legali. L'ammissione in aula: è un problema, subito un collegio di avvocati MILANO - Un anno dopo l'allarme lanciato dal centrosinistra, il sindaco Letizia Moratti ammette in aula consiliare che quello dei derivati è un problema. E annuncia che sta per nominare «un collegio di consulenti legali» che esamineranno gli strumenti finanziari adottati dal Comune e suggerirà soluzioni da adottare «nell'interesse dei milanesi di oggi e delle prossime generazioni». «Se saranno necessarie e opportune — aggiunge il sindaco — ci riserviamo di avviare azioni legali», ovviamente contro le quattro banche (Deutsche Bank, Depfa Bank, JpMorgan e Ubs) cui il Comune ha affidato il derivato legato a un bond trentennale di 1.600 milioni di euro che trasformava il tasso dell'emissione obbligazionario da fisso a variabile. Un'operazione che è stata rinegoziata dal 2005 sei volte, le ultime tre delle quali con la giunta Moratti e che secondo i numeri presentati dal consigliere Pd Davide Corritore conta oggi 300 milioni di minusvalenze, regalando alle banche commissioni occulte che variano tra i 73 e gli 85 milioni di euro. Ma alla disponibilità mostrata su questa vicenda dall'opposizione («Davanti all'incendio, ci siamo preoccupati di trovare gli estintori, invece di cercare chi aveva appiccato il fuoco», ha spiegato Corritore), il sindaco ha risposto uscendo dall'aula al momento del dibattito sulle mozioni sostenute dal centrosinistra, mentre la giunta, su indicazione del sindaco, ha dato parere contrario. Nelle mozioni, che saranno votate lunedì, si chiedeva in particolare di valutare l'esistenza dei presupposti per arrivare all'annullamento dei contratti. «È concettualmente sbagliato parlare di minusvalenze oggi perché il contratto scade nel 2035 e i tassi oscillano di giorno in giorno», ha ribadito il sindaco. «Potremmo non affrontare la questione ha aggiunto Giacomo Beretta, presidente della commissione Bilancio — visto che il derivato scade nel 2035 e che il problema coinvolge centinaia di istituzioni italiane: ma ci poniamo il problema per senso di responsabilità verso i cittadini di oggi e di domani». Corritore ha ribadito che «se dovessimo chiudere adesso, la minusvalenza sarebbe quella e comunque abbiamo trasferito un debito sulle prossime generazioni. Inoltre, già nel bilancio dello scorso anno e in questo abbiamo avuto 25 milioni di perdita, dovuto all'aumento dei tassi di questa operazione». Basilio Rizzo della Lista Fo ha incalzato il sindaco sulla mancanza di trasparenza in questa vicenda, come in quella dell'Expo: «Non possiamo continuare a sostenere che le banche siano dei malvagi che hanno circuito ingenui e incapaci amministratori pubblici. Ci sono responsabilità anche in Comune e se si è sbagliato si deve dire chi ha sbagliato. Non ci siano insabbiamenti e non ci siano salvagenti». Elisabetta Soglio 17 ottobre 2008 |
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