.: Discussione: Operazioni sui derivati del Comune di Milano
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Per opportuna informazione riporto qui di seguito l'intervento di Basilio Rizzo, consigliere comunale della lista civica Uniti con Dario Fo per Milano.
Cordiali saluti a tutte/i Antonella Fachin Consigliere di Zona 3 Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano www.lasinistrainzona.it -------------------------------------------------- INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE BASILIO RIZZO NELLA SEDUTA MONOTEMATICA SU "OPERAZIONI IN STRUMENTI DERIVATI" DEL 16 OTTOBRE 2008 Quelli che stanno in basso devono saper far tesoro del poco che le regole consentono loro. E poi perché lamentarsi ? E’ già la seconda volta in un anno che Lei si confronta con il suo Consiglio Comunale ! Dunque non dirò nulla sul piano, diciamo così, tecnico sulla questione derivati. Ho firmato le tre mozioni. Esse parlano per me. Idem per quanto riguarda la responsabilità delle banche. Il caro vecchio Bertold Brecht ha già esaurito il problema. “Che cosa è una rapina in banca, di fronte alla fondazione di una banca!” Siamo in una sede politica-istituzionale. Vorrei metterla in politica. L’ex sindaco Albertini glielo ha già detto “Si può dopo oltre due anni di governo dire che le colpe sono sempre e comunque degli altri?” Le elenco le domande alle quali penso fosse doveroso Lei rispondesse e che invece ha eluso:
Non proseguo perché esaurirei il tempo in domande. Osservo che evidentemente l’etica della responsabilità non vale in questo Comune. In una azienda quanto reggerebbe un top manager non avesse per oltre due anni messo le mani, non avesse preso una decisione su uno dei problemi più grossi che gravavano sul suo Ente? Nel Comune di Milano non c’è stato fino a stasera un atto del suo ass. al bilancio che si esprime sulla questione derivati. Per la verità una relazione ci è stata trasmessa qualche mese fa. Ma firmata solo (preveggenza?) dal Direttore Generale…. Neppure su questo vuol dirci qualcosa sig. Sindaco, o è molto meglio fare intendere…. be’ in fondo Borghini…. Forse l’Albertini che ho citato all’inizio una qualche ragione ce l’ha nel dire ciò che ha detto. E come dobbiamo interpretare, se non come una condivisione di fatto delle scelte, se il vertice del settore è rimasto lo stesso? Chi ha vissuto i fatti dal 2005 ad oggi penso faccia davvero fatica a coltivare l’idea che possa reggere l’interpretazione che si sia in presenza solo di un malvagio disegno criminoso ordito dalle banche, che hanno saputo così abilmente circuire degli ingenui, sprovveduti, incapaci. Sulle banche ho già detto. Ma possiamo e vogliamo far credere ai milanesi che li hanno governati, che sono governarti, che hanno al vertice degli uffici più importanti del loro Comune persone di tal fatta? Siete disposti a far passare questo messaggio? Per salvare chi, per salvare cosa, per perseguire che cosa? Io, nel mio piccolo non ci sto. Del resto corollario necessario per chi sostiene tale tesi dovrebbe essere quella di chiedere contemporaneamente per gli sprovveduti gli ingenui e gli incapaci, “l’interdizione” (leggi allontanamento) o l’autointerdizione (leggi dimissioni) “dai pubblici uffici”. Non mi pare siano alleviste né una cosa né l’altra. Lavorerò dunque e non credo da solo, perché se si è sbagliato, si sappia chi ha sbagliato. Se qualcuno deve fare altro, che faccia altro. Perché si faccia chiarezza fino in fondo. Niente insabbiamenti e niente salvagenti. Perseguendo l’interesse dei cittadini che non è mai disgiunto dalla ricerca della verità. Milano, 16 ottobre 2008 |
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