.: Discussione: Operazioni sui derivati del Comune di Milano
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Per opportuna informazione. Cordiali saluti a tutte/i Antonella Fachin Consigliera di Zona 3 Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano Facebook: Antonella Fachin ----------------------------------------- Milano 26 MAGGIO ORE 18.00 - Consiglio di Zona 5, viale Tebaldi 41 Commissione BILANCIO (presieduta da centro-sinistra) organizza un incontro aperto con la cittadinanza della zona 5 per spiegare la "QUESTIONE DERIVATI" del Comune di Milano. Saranno presenti l'Assessore al Bilancio del Comune, Beretta, e il consigliere del Partito Democratico Davide Corritore in qualità di relatori. Chiunque fosse interessato a parteciparvi è un'occasione per capire la situazione dei conti del Comune familiarizzando con questi strumenti finanziari che sono poco conosciuti alla massa ma che determinano purtroppo l'andamento dell'economia nel mondo e condizionano anche le casse degli enti pubblici italiani. Sono circa 30 miliardi gli euro che sono oggetto di transazioni finanziarie in derivati operate dagli enti pubblici italiani e che esporrebbero l'Italia ad un rischio che al momento viene poco conteggiato nella ragioneria nazionale in quanto fuoriescono dai bilanci. Milano è il primo caso in Italia ad aver fatto causa alle banche per vizi legati alla normativa bancaria. 1.5 i miliardi oggetto di derivati per Milano. E' un argomento che non affascina molto la cittadinanza ma che è invece molto importante perchè "tocca le tasche dei cittadini". La commissione bilancio del consiglio di zona 5 invita tutti Mercoledì 26 maggio ore 18. Grazie mille Antonio DEVOTO (presidente commissione bilancio 5) Gianni Esposto (vice presidente commissione bilancio zona 5) Di altra opinione, ovviamente, il comune, i cui legali sostengono che i profitti della banca sarebbero stati illecitamente taciuti. Le banche, sempre secondo Palazzo Marino, hanno firmato una dichiarazione in cui sostenevano la convenienza economica dell'operazione senza però calcolare la rinegoziazione di un vecchio derivato Unicredit, le cui perdite sarebbero state inserite all'interno dell'operazione solo un mese dopo e senza alcuna informazione preliminare. Infine, Jp Morgan ha dichiarato di sapere già dal giugno 2005 del derivato Unicredit da rinegoziare. Per Palazzo Marino è quindi ipotizzabile che anche tutti gli altri istituti di credito ne fossero a conoscenza, ma che abbiano deliberatamente scelto di mentire sulla convenienza economica. Se infatti, per i legali del comune, la rinegoziazione del derivato Unicredit fosse stata conteggiata fin dall'inizio, sarebbe da subito emersa la scarsa economicità dell'operazione. E probabilmente tutti i contratti sarebbero saltati. Milano, lì 26 maggio 2010 |
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