.: Discussione: Operazioni sui derivati del Comune di Milano
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Dal notiziario settimanale di ChiamaMilano di oggi.
Cordiali saluti a tutte/i Antonella Fachin Consigliera di Zona 3 Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano Facebook: Antonella Fachin ------------------------------------------ DERIVATI ALLA SBARRA Riprende il processo per i derivati sottoscritti dal comune, mentre la Regione vuole fare chiarezza sui titoli ellenici acquistati ![]() I quattro istituti di credito, Ubs, Jp Morgan, Deutsche Bank e Depfa Bank, attraverso la stipula dello swap (contratti in derivati) sul prestito obbligazionario sottoscritto nel 2005 dalla Giunta Albertini e rinegoziato dall’Amministrazione successiva fino al 2007, avrebbero causato un danno erariale accumulando commissioni illecite per circa 100 milioni di euro. Danno che passa attraverso due presunti reati. Il primo riguarda la rinegoziazione del bond iniziale nonostante il Comune avesse già aperto un contratto derivato con Unicredit dal 2002. La legge parla chiaro: al momento della stipula le due parti non devono avere debiti pregressi. Il secondo riguarda il presunto raggiro dei funzionari pubblici firmatari dei documenti: non sarebbero stati informati dei rischi delle operazioni in corso. A questo proposito, proprio alla vigilia del processo, il Sindaco ha rilasciato un’intervista al Financial Times, principale quotidiano economico-finanziario inglese, sostenendo senza mezzi termini che le banche hanno truffato il Comune: “Avevamo una lettera ingannevole delle banche nella quale veniva assicurato che i derivati per noi erano economicamente vantaggiosi, quando invece non lo erano. Non è perché non abbiamo capito l’inglese”. Certo è che quantomeno un po’ di superficialità da parte dei funzionari pubblici c’è stata. E infatti alla sbarra sono chiamati anche l’ex direttore generale di Palazzo Marino ed ex assessore al Bilancio Giorgio Porta e il consulente economico dell’ex Sindaco Albertini, Mauro Mauri. L’accusa è di aver dato falsa certificazione della sussistenza di vantaggio economico per il Comune nell’ambito delle diverse rinegoziazioni. Mentre si aspetta di vedere come andrà a finire (in caso di conferma del reato il Comune otterrebbe un risarcimento immediato di 100 milioni di euro), a Palazzo Marino si sta procedendo alla selezione di un tecnico che si occuperà della realizzazione di un contro-derivato, come suggerito dal partito democratico cittadino, che andrebbe ad azzerare i rischi delle perdite future legate all’oscillazione dei tassi di interesse, ad oggi stimate attorno ai 180 milioni di euro. Nelle prossime settimane anche la Regione potrebbe dover correre ai ripari. Causa: la crisi economica in Grecia. Nel 2002 la Regione Lombardia ha emesso un bond con scadenza nel 2032, per un controvalore totale di circa un miliardo di dollari. Per pagarlo, ha creato un fondo di ammortamento (sinking fund) con due istituti bancari, Merrill Lynch e Ubs, cui versare ogni mese mini-rate di quel miliardo che tra 22 anni dovrà essere restituito. Una specie di cassaforte insomma. Peccato che quella cassaforte non si sia rivelata poi così sicura: le banche hanno investito parte di quel fondo, pari a 115 milioni di euro, in obbligazioni di Stato della Grecia. Se la Grecia andasse in fallimento, dicono alcuni esperti, le possibilità di recupero di quel fondo sarebbero pressoché nulle. Il Presidente della Lombardia Roberto Formigoni si dice tranquillo: “l’Unione Europea salverà la Grecia e la Regione non corre alcun pericolo”. Sarà, ma il fatto che un team di consulenti sia stato incaricato di analizzare accuratamente il bond e il sinking found sembra quantomeno il sintomo di una velata preoccupazione. Giulia Cusumano |
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