Bisogna diffidare di chi presenta certezze ineluttabili con l'ultima generazione di termovalorizzatori a "presunto" basso inquinamento, perché questo vale se la comparazione viene fatta con i vecchi inceneritori, non nel contesto della rosa delle scelte tecniche alternative possibili. Il "partito dei termovalorizzatori" preferisce che non si sviluppi alcun dibattito serio sulle alternative all'incenerimento, spesso per miopia ed ignoranza, a volte per altre intuibili ragioni. Il costo sociale dei riflessi negativi sulla salute, che ricade inevitabilmene sulla collettività, non viene mai considerato (mai nessuna seria indagine epidemiologica), anche se sono i cittadini a pagare con un crescendo di tasse e lutti nel privato (tumori). Il costo dei termovalorizzatori è dimostrato essere superiore a qualsiasi altro metodo alternativo di smaltimento rifiuti, anche senza il pesante fardello dell'ipoteca sulla salute che ha anch'essa un costo spaventoso per i contribuenti, che se messa in conto distruggerebbe ogni ipotesi di incenerimento, "pulita" o meno. L'alternativa c'è, è un processo virtuoso che bisogna volere e sostenere, per i nostri figli e per i nostri nipoti, per noi stessi, contro tutta la falsa tecnologia spacciata per progresso che i paesi più civili d'Europa e America stanno abbandonando in fretta. L'obiettivo dei rifiuti zero non solo è possibile, ma è doveroso e auspicabile, è necessario che questo percorso venga imboccato presto, e che venga stimolata la ricerca nelle nostre Università, ancora troppo lontane dagli atenei più evoluti del mondo in questo campo. Oggi non possiamo più dire che non sappiamo come fare, equivarrebbe a mentire. I nostri comuni devono ridurre le spese e dirottare i fondi alle attività di sostegno alle famiglie e ai pensionati indigenti.
Enrico Vigo
In risposta al messaggio di Angelo Valdameri inserito il 20 Giu 2007 - 07:58