Revocata la delibera di vendita dell'immobile: 35 alloggi sono già occupati da famiglie sfollate da via Lomellina dopo l'esplosione
Brindisi, dolci ma anche un boccone amaro per il Comune. Venerdì mattina in piazzale Dateo, di fronte all'immobile al civico 5, i sindacati degli inquilini hanno festeggiato la revoca della delibera di vendita. Ma hanno anche preannunciato un esposto alla Corte dei Conti contro Palazzo Marino per verificare le responsabilità degli sprechi accumulati negli anni di mancato uso. «Stimiamo che dal 2003 a oggi - afferma Leo Spinelli, segretario generale del Sicet -, da quando cioè l'immobile è stato dichiarato agibile, il Comune abbia perso almeno un milione di euro, per i mancati affitti, la sorveglianza e gli ammaloramenti della struttura. La giustizia contabile riconosca ora il danno erariale».
Intanto i sindacati festeggiano la loro «vittoria simbolo», quella di aver impedito la vendita dell'immobile: una decisione presa dalla giunta Albertini e revocata qualche giorno fa dalla giunta Moratti. «È stato un atto dovuto - ha detto Stefano Chiappelli, segretario del Sunia - visto che la decisione di vendere l'immobile era stata sospesa sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato. Adesso ci aspettiamo che la decisione sia ratificata con una delibera di Giunta e che gli alloggi siano assegnati agli sfrattati». L'immobile conta 157 alloggi, 35 dei quali già occupati dagli sfollati dopo l'esplosione in via Lomellina. «Fra tre settimane - conclude Spinelli - potrebbero già entrare i primi inquilini: tutto dipende dalla volontà dell'amministrazione di fare in fretta».
02 marzo 2007
In risposta al messaggio di Giancarlo Aliprandi inserito il 15 Feb 2007 - 14:21