Terzo bollettino Osservatorio di Milano sulla tassa di accesso in centro.
Continua l’imbroglio, a pagare Pantalone.
I dati in mano all’Osservatorio parlano chiaro.
1) Secondo i dati Arpa gli incrementi e i decrementi registrati in questi primi giorni di gennaio nei comuni monitorati nella provincia di Milano e a Monza sul PM10, in particolare Milano, Monza, Meda, Arese, Limito di Pioltello, Vimercate, Magenta e Cassano d’Adda, sono del tutto omogenei, in negativo e in positivo, eccetto qualche lieve variazione per condizioni locali di vento.
Questo dimostra inconfutabilmente che non esiste un effetto Ecopass su Milano, perché se ci fosse Milano si distaccherebbe dagli indici degli altri comuni della provincia dando risultati più favorevoli a quelli degli altri comuni e ciò non si è mai registrato dall’inizio dell’anno.
2) l’area nella quale è condizionato l’accesso è di 18 klm2 e la riduzione degli ingressi d’auto si è ridotta al 10%, l’area della superficie della provincia di Milano è di 1.984 klm2.
In conclusione registriamo un -10% in un’area che è meno di un centesimo di quella provinciale, in altri termini è come se togliessimo 10 lt d’acqua in una stanza dove ce ne sono 100 htl.
D’altra parte secondo i dati forniti ad oggi arriva al 20% nell’area interessata dalla tassa, scende al 5% fuori, per azzerarsi nel resto della Provincia. Altra considerazione utile, nella zona circostante quella chiusa aumenta, secondo le osservazioni dei cittadini all’osservatorio, il numero delle auto sui marciapiedi e sui passi carrai e soprattutto in viale Papiniano, Piave, Baracca e corso Buenos Aires.
“Forniremo questi dati al TAR, nella discussione nel merito del provvedimento, aggiornandoli settimanalmente, ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio Massimo Todisco, insieme ai danni subiti economicamente da chi è costretto a pagare l’ecopass, da chi abita in centro e dai piccoli commercianti e artigiani che lavorano nella zona interdetta e hanno subito una concorrenza sleale con riduzioni degli introiti del 20-30%”.
Sulla base di ciò, con l’avv. Linzola, chiederemo, se i dati sono confermati, una sospensione del provvedimento e il rimborso dei danni.