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Mi riferivo all'Area Metropolitana ed alle relazioni interquartiere (Assago, Buccinasco, Via dei Missaglia) che oggi non ci sono che vanno create, ed oltre ad un "cul de sac", abbiamo anche un dormitorio molto esteso, "deserto dei tartari" che, dal punto di vista urbanistico, è un fallimento tout court, e alla chiara impossibilità di rendere appetibile il quartiere a nuovi insediamenti (non abitativi) per renderlo meno dormitorio e più centro abitato attrezzato e non un barrios di periferia, con mobilità dolce, cosa che in queste condizioni è assolutamente impossibile realizzare, mancano i fondamentali perchè possa emergere qualsiasi inizativa capace di reggere sul mercato ed autofinanziarsi.
Non nego che i vantaggi dell'isolamento e del verde siano in parte fattori positivi, ma una autostrada come la A7 che è a poche decine di metri dal quartiere (con un terrapieno non completato) butterà sempre nelle 24 ore polveri sottili e particolato in quantità sopra la media cittadina, non dimentichiamolo, autostrada dove sfrecciano auto a oltre 140 km./h, nonostante i divieti, oggi c'è la buffonata dei 70 km/h in vigore, che non rispetta nessuno e mi piacerebbe sapere cosa pensa in cuor suo il Comandante di zona della Polizia Stradale, che certo proverà un grande senso di frustrazione perchè impossibilitato, data la totale mancanza di mezzi che avrebbero dovuto mettergli a sua disposizione per a far rispettare l'ordinanza con i nuovi limiti di velocità (studiati per ridurre le emissioni).
Poi abbiamo la centrale di cogenerazione ex-AEM ora A2A di Famagosta, che rilascaia gas combusti (e nanoparticelle PM2,5, ancora più insidiose per la salute pubblica) in quantuità notevole, e non vapore acqueo come in molti (babbacchioni) incredibilmente credono.
Quindi verde oggi è solo l'apparenza, nella sostanza siamo nella media di Milano, aspettiamo che i nuovi impianti arborei diano tra 5-10 anni i loro frutti crescendo, oggi siamo agli inizi e il traguardo è lontano. Ma un quartiere non vive di solo verde e riposo, la vita di quartiere langue e langurà se non si studiano correttivi per rendere competitivo il quartiere al pari di altri quartieri di città d'Europa, visto che Milano pare non ne sia capace o non se ne voglia occupare.
Vogliamo collegarci quindi meglio, attrezzando il quartiere con una diffusa mobilità dolce, per aprirlo a nuove relazioni urbane?
Enrico Vigo
In risposta al messaggio di Gianfranco Bottarelli inserito il 9 Mar 2011 - 23:33