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Da milano.corriere.it: MILANO - C'è nel giorno della Memoria una lezione che, sessantasei anni dopo, riassume il senso di quella tragedia e lo spirito di chi è sopravvissuto. Liliana Segre, aveva 14 anni quando fu deportata ad Auschwitz dal binario 21 della Centrale. Davanti a centinaia di studenti riuniti al Conservatorio racconta l'ultimo atto della prigionia: «Stavano arrivando i russi, vidi il capo delle guardie del campo, uomo terribile, che stava togliendo la divisa, voleva fuggire in abiti civili. Appoggiò a terra la pistola, proprio di fronte a me. Avrei potuto ucciderlo. Non lo feci». «Vendetta» è l'unica parola che non risuona durante le celebrazioni della Shoah. Neppure nei sotterranei della Centrale dove il boato dei treni di passaggio, l'ombra delle travi di cemento armato, il freddo e i vagoni blindati fanno ripiombare indietro la memoria e rendono il ricordo ancora più tragico. Non ci fu vendetta, e oggi non è per vendetta che Milano ricorda il dramma del popolo ebraico. «Conoscenza», invece. «Una coltivazione intelligente della memoria che non sia retorica, ma renda partecipi tutti del compito che ci è affidato da queste tragedie, che è quello di essere cittadini migliori, di aver rispetto e tolleranza nei confronti degli altri», riassume il direttore del Corriere e presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, Ferruccio de Bortoli. Con lui il presidente della Comunità ebraica di Milano Roberto Jarach, il presidente della Provincia Guido Podestà e l'assessore provinciale all'Istruzione Marina Lazzati, il segretario milanese della Cisl Danilo Galvagni. Ma non c'è polemica. Piuttosto il bisogno di fare di questo 27 gennaio, giornata della Memoria, dell'Olocausto l'esempio di una condotta, di una «tolleranza» tutti i giorni dell'anno. Ci furono silenzi, allora. Ci furono gesti coraggiosi che oggi, nel racconto di chi è sopravvissuto, sono un conforto. Ma non bastano a far dimenticare la barbarie contro chi - ancora la Segre agli studenti - «ebbe la sola colpa d'esser nato». Altri studenti, oggi, partiranno per Auschwitz e Birkenau con il treno della Provincia. Da Milano saranno 380, altri 152 ragazzi dal Lodigiano e dal Parmense. Al Conservatorio, in serata un concerto con le testimonianze della Segre e di Liliana Picciotto, storica della Shoah. E oggi nuovi incontri. «Per non far spegnere il bisogno di memoria». Per non dimenticare ciò che Milano per anni non ha saputo ricordare. Per contribuire: Iban: IT03V0306901672100000000605, causale Fondazione per il Memoriale della Shoah, Banca Intesa San Paolo.
Cesare Giuzzi |
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