In via Padova scritte luminose in 55 lingue, sabato pomeriggio festa per lo scambio degli auguri
MILANO - Tira, molla, togli, ritira su: auguri. Via Padova ha acceso ieri le sue luminarie multietniche. Buone feste in tutte le lingue del mondo, ché chiunque capisca, nessuno è straniero. L'input del sindaco è stato decisivo, la retromarcia di Palazzo Marino era annunciata, ieri le associazioni si sono accordate col Comune: «La nostra indignazione è servita», esulta Lella Trapella, portavoce delle mamme del Trotter. Ai cuori alzati su via Padova è stata appesa la voglia d'integrazione del quartiere: «Altro che ghetto». Sabato, tra le 16 e le 19, in molti si ritroveranno agli incroci con via Chavez e piazza Costantini per «scambiarsi gli auguri con un gesto reciproco di gentilezza, soprattutto con chi viene da Paesi lontani».
Basta polemiche, siamo buoni. Lo dice, anzi lo scrive, don Piero Cecchi nei biglietti di «Buon Natale!» inviati ai parrocchiani di San Giovanni Crisostomo. Sono tradotti in 55 lingue. Cari albanesi: «Gezur Krishlinjden!». Gentili maori: «Meri Kirihimete!». Amici bengalesi: «Shuvu Naba Barsha!». E a voi, fratelli cinesi, russi, croati, fiamminghi...
Armando Stella 17 dicembre 2010
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 16 Dic 2010 - 11:40