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La giunta di Milano ha partorito una vera stupidaggine. Dare spazi ai writers. Innanzitutto questi graffiti non servono alla città. Nessuno sente la loro necessità, tranne i writers stessi. I graffiti sono solo una forma di esibizionismo gratuito, di cui tutti farebbero volentieri a meno (tant' è che nessuno che si fa una nuova casa la fa affrescare dai graffiti, belli o brutti che siano). In secondo luogo questa iniziativa è altamente diseducativa. In pratica un premio alla violenza. Il messaggio che arriva è :"visto che alla fine l' abuso e la prepotenza pagano?. Se non facevamo i vandali, le istituzioni non si muovevano. Se adesso ci danno spazi, vuol dire che avevamo ragione....". In terzo luogo, che senso ha dare quattro muri a pochi writers? E tutti gli altri aspiranti "artisti" che fanno? Se riconosciamo che l' arte "pubblica" (cioè la pretesa di imporre a tutti i propri ghiribizzi sui muri della città) è cosa buona e giusta, allora dovremmo dare tre quarti (o quattro quinti) della città ai writers. Cosa che infatti fanno già, fregandosene delle pretese buoniste e demagogiche della Gisella Borioli.