Darsena, Boeri attacca la Moratti "Uno schifo, sarà la sua Caporetto"
Per l'architetto ci vorrà un lavoro lungo e graduale per riportare la zona agli antichi fasti "Una eccezionale piazza d'acqua è diventata un disastro per l'inettitudine della giunta"
ualunque cosa volessero fare della Darsena i privati che volevano il parcheggio sotterraneo e il Comune che diede loro il via sei anni fa, la palude maleodorante che si offre agli occhi dei milanesi è il segno di un fallimento. Lo sa bene Stefano Boeri, che scende in mezzo all’orinatoio a cielo aperto che un tempo fu il porto della città per scandire uno slogan in rima contro il sindaco: «La Darsena sarà la Caporetto del sindaco Moratti Brichetto». E aggiunge, intenzionato a guardare oltre le polemiche sulle primarie che ieri hanno infiammato la giornata: «Siamo in un punto strategico della campagna elettorale che da qui a maggio ci farà ripensare la città. Qui si capisce l’inettitudine della giunta che su una eccezionale piazza d’acqua ha fatto un disastro insieme a operatori senza scrupoli».
Con i lavori per il parcheggio fermati, e una decisione del Consiglio di Stato sul ricorso dei costruttori incombente (martedì prossimo), sulla Darsena c’è un progetto di riqualificazione della giunta di sapore elettorale: 400mila euro per sistemare sponde e argini e riportare un po’ d’acqua. Senza contare l’ipotesi di una piattaforma galleggiante per gli spettacoli. «La piattaforma è una totale presa in giro — attacca Boeri — aspettiamoci che la Moratti porti qui soldi suoi per convincerci che un rattoppo temporaneo sia la soluzione ma i milanesi non sono tanto stupidi da non capire che è un modo maldestro per rimediare».
Il recupero della Darsena sarà invece un lavoro lungo e graduale, un pezzo della «battaglia dell’acqua» cara a Boeri: «Fiumi incanalati che esondano, pezzi di territorio impermeabilizzati dall’edificazione, il Parco delle Cave dimenticato con la cacciata di Italia Nostra, la necessità di mantenere pubblica l’acqua, che a Milano costa un sesto di quella di Parigi, per tagliare le gambe alle acque in bottiglia che causano traffico inutile e inquinamento». L’architetto, che incontra residenti, associazioni e commercianti del Ticinese, sposa subito il suggerimento dei comitati di farsi dare dal Comune un rendiconto delle spese sostenute in Darsena. Anche la Lega Nord vuole salvarla, gli dicono. E Boeri: «La Lega governa Milano da vent’anni ed è fra i principali responsabili di questa situazione. Dov’era Salvini quando la Darsena veniva svenduta?».
In risposta al messaggio di Luciano Bartoli inserito il 23 Ott 2010 - 07:06