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E' un'ottima iniziativa, il Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri ha da sempre espresso una forte attenzione e cura verso le mobilitazioni internazionali per la difesa e la promozione dei diritti umani e civili, per la dignità delle persone, per la libertà di manifestazione del proprio pensiero, imprimendo una politica comunale attenta alle questioni mondiali, soprattutto verso quei paesi dove esistono regimi oppressivi e repressivi, autori di atti violenti e di sentenze penali contrastanti con i principi della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo. Chiedo al Consiglio Comunale, sensibile sul tema, e al Presidente del Consiglio Comunale, coerente con un'azione costante e continuativa di sensibilizzazione in materia, di esprimere un'uguale presa di posizione e una simile manifestazione per il giovane iraniano Ebrahim Hamidi. L'imputato oggi ha 18 anni, "ma è stato condannato a morte per presunta aggressione sessuale ai danni di un uomo avvenuta due anni prima, quando ne aveva solo 16". La questione, oltre alla sua portata barbara e incivile dovuta a una sentenza per la pena capitale, assume toni maggiormente preoccupanti perchè è stato vittima di violenze e minacce delle autorità finalizzate a estorcere una confessione di ammissione del reato. Il ragazzo è senza avvocato, a sua volta costretto a lasciare l'Iran in quanto da sempre oppositore e denunciatore delle violenze e delle repressioni dei diritti civili e umani, come nel caso Sakineh, da lui seguito. Ho chiesto un intervento del Comune che possa invitare l'organo consiliare e la Giunta a farsi promotori presso il parlamento italiano al fine di condannare il fatto, denunciandolo internazionalmente, e di chiedere la revisione della pena, nonchè invitare le autorità iraniane a rispettare e tutelare i diritti della persona e dell'essere umano, spesso da quello stato violati gravemente. Volevo anche ricordare che sempre in Iran, il paese il cui presidente afferma che l'omosessualità nel proprio paese non esiste in quanto non esistono omosessuali, quindi legittimato a condannare a morte coloro che esprimono liberamente il proprio orientamento sessuale, un blogger attivista per diritti umani e voce forte e autorevole a livello controinformativo di denuncia delle violazioni dei diritti umani commesse dal proprio stato, Hossein Derakhshan, 35 anni, iraniano-canadese, rischia una condanna di "19 anni e mezzo di carcere sulla base di accuse vaghe, legate alla sicurezza nazionale". Non solo ma su di lui non esiste capo di accusa e, pertanto, il processo, terminato il 19 settembre us è inficiato da forti irregolarità e da iniquità nel dibattimento. Esiste una petizione di Amnesty International al seguente url, per chi volesse apprendere maggiori informazioni a riguardo e per chi avesse intenzione, spero molte e molti, di sottoscriverla: http://www.amnesty.it/blogger_carcere_iran
Credo che difronte a tali ingiustizie ignomignose la regola della sovranità nazionale venga meno, come afferma la Carta Costitutiva dell'ONU, quando a essere vittime di efferate prevaricazioni e crimini siano le persone umane e i singoli individui. L'Iran è da tempo protagonista di atti di simile e disdicevole portata: occorre intervenire a ogni livello, come già fatto dal Comune di Milano negli ultimi 4 anni, ricordo la lunga e coinvolgente mobilitazione per denunciare la repressione e la persecuzione degli oppositori al regime attuale, perchè si riportino i valori umani e i diritti inalienabili, quindi pre politica in quanto naturali e connaturati con l'essere umano, a essere elementi fondanti di una convivenza civile e sociale. Alessandro Rizzo Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo Consiglio di Zona 4 Milano |
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