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La polemica - Il governatore: «Nessuna guerra istituzionale»
Aree Expo, corsa contro il tempo La Moratti e Podestà scrivono a Formigoni: facciamo presto. Il 19 ottobre si riunisce il direttivo del Bie
MILANO - «Bisogna chiudere». E poi. «Non ci stiamo facendo la guerra». Roberto Formigoni, Letizia Moratti e Guido Podestà almeno su questi due principi sono d'accordo. Anche perché sanno che il tempo a disposizione per evitare la figura planetaria su Expo ormai è pochissimo: il 19 ottobre prossimo si riunisce il comitato direttivo del Bureau International des Expositions, che ha chiesto alla società certezze sulla disponibilità delle aree destinate ad ospitare l'evento. Ieri è stata la volta di un'altra lettera. Quella che il sindaco Letizia Moratti e il presidente Guido Podestà hanno scritto a Formigoni, in risposta al parere legale che la Regione aveva consegnato la scorsa settimana.
Il documento ha messo altri paletti alla soluzione che nel frattempo era stata concordata (Fondazione Fiera avrebbe acquistato, al prezzo inizialmente indicato dalla Regione e pagando nel 2017, i terreni della famiglia Cabassi). Moratti e Podestà contestano la ricostruzione della vicenda fatta, su richiesta di Formigoni, dagli studi legali di Ernesto Stajano e Enzo Cardi: si parte dal 17 maggio scorso, quando «Regione, Provincia e Comune hanno condiviso l'impegno a dare avvio alla costituzione di una spa per l'acquisizione delle aree da mettere a disposizione di Expo». «Non abbiamo condiviso nulla», è il senso della risposta degli altri due interlocutori che si erano limitati a non opporsi alla proposta di Formigoni.
Dettagli? Non proprio. Anche perché l'accordo di programma firmato nel 2007, anche dalla Regione, indicava la strada della cessione dei terreni in comodato d'uso. Come noto, Formigoni vorrebbe invece risolvere la questione dei terreni di Expo, costituendo una società che acquisterà le aree (di proprietà di Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi) su cui sorgerà l'esposizione del 2015. Ma ieri, durante un incontro fra il presidente Podestà e lo stesso Formigoni, il numero uno del Pirellone avrebbe ribadito che non è sua intenzione fare guerre istituzionali, né opporsi alle proposte in campo: «Se il commissario preferisce la strada del comodato, seguiremo quella. Purché ci si metta al riparo da possibili controversie legali», è stata la linea del Governatore. Anche Moratti e Podestà hanno in qualche modo usato la stessa strategia: una newco? Bene. Purché ci venga spiegato in tempi rapidi come si possa procedere. Anche per questo, ieri tutti e tre i protagonisti della vicenda Expo hanno dispensato ottimismo: «Siamo un po' in ritardo sui tempi inizialmente previsti, ma chiuderemo in tempo», ha garantito Formigoni. Così il sindaco: «Nel 2008 tutti ritenevano che non avremmo potuto vincere. Come abbiamo vinto allora, saremo in grado di fare la registrazione del dossier e un Expo di successo». Per oggi è attesa una nuova lettera del Governatore. Mancano venti giorni al 19 ottobre.
Elisabetta Soglio 29 settembre 2010
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 28 Set 2010 - 16:08