.: Discussione: Piazzale Lavater, rivolta anti-parcheggio: nelle prossime settimane il via al cantiere...
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Da milano.corriere.it:
La manifestazione - In fila tra i banchetti del comitato Piazzale Lavater, parte la raccolta di firme: «Intervenga il sindaco» Anche l’ex assessore Croci si schiera contro i box MILANO - Alla fine del caldissimo pomeriggio l’architetto Nardina Leveni conta 1.200 firme. E si può dire soddisfatta. Appena arrivata al banchetto del Comitato per la difesa di piazzale Lavater, verso le due e mezza, prima ancora di indossare una delle magliette preparate dal consigliere di zona Massimo Scarinzi (Pd), metteva in ordine volantini e fogli numerati, e sperava: «Il nostro obiettivo è mille». «Caro Sindaco, siamo convinti che Lei non sia mai stata in piazzale Lavater—è scritto nella petizione —. Ci sembra altrimenti inspiegabile che non abbia utilizzato i Suoi poteri, ora anche straordinari in veste di commissario Expo, per non consentire la realizzazione di un parcheggio interrato in una piazza di valore storico e paesaggistico, con presenza di alberi quasi secolari, frequentata da centinaia di famiglie, che sarebbe irrimediabilmente danneggiata da questa sciagurata operazione, che appare meramente speculativa...». S’avvicinano due signore che abitano in zona, carta d’identità alla mano: «Non ho seguito dall’inizio, ma ho visto i cartelli». Passa Antonella che lavora part-time in una casa editrice, poco lontano. Pedala fino allo stand il presidente di Ciclobby, Eugenio Galli. Si ferma un ragazzo che passeggia col cane. Arriva una donna anziana e si preoccupa che poi qualcuno vada a prendere anche la firma «dell’avvocato »: non può uscire di casa «ma ci tiene molto». Ai balconi tutt’intorno in queste ultime settimane lenzuoli e striscioni si sono moltiplicati, raggiungendo anche le finestre delle strade che confluiscono sul piazzale. In serata si aggiungono pure i disegni dei bambini. Attivissimo il condominio di via Ramazzini 9, con un telo giallo dal sesto al primo piano: «Salviamo piazza Lavater». C’è l’ex assessore alla Mobilità Edoardo Croci, che garantisce all’iniziativa un colore bipartisan: «Sono qui in veste di cittadino» e padre di famiglia «che si oppone allo scempio che si vuole fare», a un progetto che non tiene conto dei palazzi liberty, dice, e dei vecchi bagolari, ma «ha in mente solo il business». L’iter burocratico per far partire i lavori è già concluso. Manca la delibera della giunta: 1.200 firme per chiedere alla Moratti di non firmare. Alessandra Coppola 01 luglio 2010 |
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