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Inserito da il Inserito da Enrico Sardini il Gio, 19/11/2009 - 15:22

Stanno tagliando molti alberi in Via Teodosio apparentemente sani.

vecchie discussioni per analoghi problemi sulla Pacini mi portarono ad approfondire l' argomento.

Mi venne detto dal Comune che esistono studi che ne decretano l' abbattimento con tecniche che rilevano noie interne alle piante con sonde tipo sonar.

Scoprii che pero' questi controlli li fa la stessa ditta (una in tutta Milano ha l' appalto) che in seguito li abbatte, li ripianta (piccolini e striminziti, tanto che molti non sopravvivono e vanno sostituiti) e li cura.

Il dubbio e': ma se il controllore e' colui che fa il lavoro chi mi dice che non aumenti il fatturato tagliando alberi poco malati uccidendoli per niente?

Mi risposero che non puo' essere perche' il capitolato fissa un prezzo all' interno del quale la ditta gestisce tutto.

Ma allora chi mi dice che NON taglino alberi magari pericolosi per risparmiare?

A mio avviso i controlli dovrebbero essere terzi rispetto a chi ha l' appalto. 

Rimane il dubbio sull' effettivo testo di questa gara che mai e' stato di fatto prodotto.

Ne sa qualcosa qualcuno?

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 16/11/2009 - 22:10

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

CONSIGLIO COMUNALE. PRESIDENTE PALMERI COMUNICA IN AULA NOME GRUPPO “MILANO CIVICA”

Milano, 16 novembre 2009 – Il Gruppo “Lista Ferrante” in Consiglio comunale ha cambiato nome in “Milano civica”. A darne comunicazione in Aula a Palazzo Marino è stato il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, che ha augurato “buon proseguimento di lavoro ai consiglieri componenti Milly Moratti e Carlo Montalbetti”.

Il Presidente Palmeri ha ricordato tutte le precedenti variazioni che hanno interessato i Gruppi consiliari di Palazzo Marino dall’inizio del mandato, il 23 giugno 2006:
23 giugno 2006: si costituisce il gruppo consiliare “Bruno Ferrante”.
4 luglio 2006: il Gruppo consiliare “Alleanza nazionale per Moratti Sindaco” diventa Gruppo consiliare “Alleanza nazionale”.
13 luglio 2006: il Gruppo consiliare “Verdi per la Pace” diventa Gruppo consiliare “Verdi”.
17 luglio 2006: si costituisce il Gruppo Misto.
27 luglio 2006: il Gruppo consiliare “Lista Moratti per Milano” diventa Gruppo consiliare “Lista Letizia Moratti”.
25 gennaio 2007: si costituisce il Gruppo consiliare “Comunisti italiani”.  
7 maggio 2007: il Gruppo consiliare “L’Ulivo” diventa “L’Ulivo per il Partito democratico”.
3 dicembre 2007: il Gruppo consiliare “L’Ulivo per il Partito democratico” diventa Gruppo consiliare “Partito democratico”.
20 aprile 2009: si costituisce il Gruppo consiliare del Pdl, risultato della fusione tra “Forza Italia Moratti Sindaco” e “Alleanza nazionale”.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 11/11/2009 - 17:46

Da milano.corriere.it:

L’assessore Beretta: costretti all'esercizio provvisorio

Comune, allarme sui conti. Slitta
a febbraio l'approvazione del bilancio


Mancano 160 milioni di euro. Il Comune in «esercizio provvisorio». Ici e dividendi di A2A, saltano le entrate

MILANO - Mancano soldi e il bilancio slitta a febbraio. Il sindaco Leti­zia Moratti ha accantonato il proposito di approvare il pre­ventivo 2010 entro fine dicem­bre, come era stato program­mato. Troppe le incognite ri­spetto ai trasferimenti dal Go­verno e, soprattutto, troppi i soldi che mancano all’appello: si tratta in particolare di un me­no 160 milioni di euro che ren­dono difficile far quadrare i conti. L’assessore Giacomo Beretta conferma che il problema esiste: «Non abbiamo certezze sui trasferimenti, nè sul fatto che Roma ci concederà di po­ter sforare il patto di stabilità per le opere di Expo. Fino a quel punto, abbiamo deciso di procedere con l’esercizio prov­visorio ». In sintesi, si va avanti un mese per volta, limitandosi alla gestione ordinaria: Beretta assicura che «non saranno toc­cati i servizi alla persona e l’or­dinaria amministrazione. Piut­tosto, saranno magari un po’ ri­tardati gli impegni legati ad eventi o ad altre iniziative che non hanno scadenza immedia­ta».

I soldi che mancano? Pesa come un macigno il mancato dividendo di A2A, che lo scor­so anno era attorno agli 80 mi­lioni di euro e che aveva coper­to gran parte della spesa cor­rente. Come ha spiegato anche ieri il presidente della spa, Giu­liano Zuccoli, ascoltato in com­missione Bilancio, l’azienda ha dovuto sborsare a metà otto­bre 200 milioni di euro per chiudere il contenzioso con la Ue su presunti aiuti di Stato, quando fu trasformata in spa nel periodo 1996-99. Zuccoli, che ha annunciato di avere ri­nunciato a 700 mila euro di emolumento personale, ha au­spicato un intervento del Go­verno a difesa di tutte le socie­tà che si sono trovate in questa situazione. Intanto, A2A sta pensando a come recuperare entrate e una delle ipotesi al va­glio dell'azienda è di vendere alcune partecipazioni minori, tra cui il 20 per cento di Me­troweb. «Ci auguriamo — ha replicato Basilio Rizzo (Lista Fo) — che queste idee ce le venga a illustrare il nostro azio­nista, che è rappresentato attra­verso il direttore generale an­che nel consiglio di gestione».

Poi, c’è il problema dell’Ici: in teoria, lo Stato deve versare ai Comuni quello che non rice­vono più dai proprietari di pri­ma casa. In pratica dei 145 mi­lioni di euro non arrivati in cas­sa, il Tesoro ne riconosce sol­tanto 109 e quindi altri 36 mi­lioni sono saltati senza colpo ferire. Infine, c’è il problema degli oneri di urbanizzazione: la crisi del mercato edilizio si ripercuote sul costruito e, di conseguenza, sul pagamento degli oneri. Risultato: entrano in cassa 40 milioni meno dello scorso anno, metà dei quali erano stati usati per le spese correnti. Nel frattempo, i funzionari della Ragioneria si stanno scer­vellando per capire come si possano recuperare i soldi che non arriveranno: si pensa so­prattutto a migliorare l’efficien­tamento della macchina comu­nale (meno sprechi, insom­ma), a portare a pieno regime il piano della pubblicità, a crea­re un altro fondo immobiliare da mettere poi sul mercato.

Beretta fa poi la spola tra Mi­lano e Roma per essere certo che nella prossima finanziaria, il Governo preveda l’emenda­mento che consenta al Comu­ne di sforare il patto di stabili­tà per le grandi opere di Expo. Se così non fosse, infatti, il Co­mune verrebbe drasticamente ridotta la sua possibilità di in­vestimento negli interventi programmati dal piano di ope­re pubbliche. Del resto — ricor­da Beretta — questa concessio­ne era stata fatta a Tornio, per le opere delle Olimpiadi e a Ro­ma per realizzare la metropoli­tana ». E i temuti tagli ai bilanci di ogni assessore? «Per ora — tranquillizza Beretta — non ne sono stati decisi. Anche se mi auguro che, vista la situazione, ciascuno abbia il buon senso di regolarsi di conseguenza».

Elisabetta Soglio
11 novembre 2009

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Inserito da il Inserito da Enrico Fedrighini il Dom, 08/11/2009 - 21:22

Nelle prossime settimane si svolgera' un Consiglio comunale straordinario dedicato al traffico. In apparenza questa sembrerebbe una buona notizia: finalmente i rappresentanti del popolo inquinato milanese discutono in aula misure e provvedimenti finalizzati a ridurre traffico e smog... Purtroppo le premesse sono di ben altra natura, meglio chiarirlo per evitare prese in giro: a muovere l'interesse della politica di Palazzo a discutere di traffico sono le palesi difficolta' del Sindaco Moratti e dell'assessore Croci a difendere i provvedimenti di "mobilita' sostenibile" (Ecopass, pedonalizzazione, piste ciclabili): provvedimenti e misure da sempre sotto il tiro del fuoco amico di quella parte della maggioranza PdL nostalgica dei "bei tempi" del commissario Albertini, quando non si perdeva tempo a parlare di smog e ci si occupava di cose più importanti per i milanesi come il trivellamento della citta' per realizzare nuovi parcheggi, l'acquisto di  societa' come la Zincar, brillanti operazioni finanziarie come i derivati...
Se questa maggioranza non ha il coraggio di sostenere e difendere la politica antismog avviata (pur tra limiti e lacune) dall'assessore Croci, non e' che il resto dell'aula navighi in acque migliori: le proposte che spesso si ascoltano in aula in materia di traffico - non si capisce bene se in alternativa o in aggiunta a Ecopass - sono raggelanti reperti di modernariato ambientalista da primi anni Ottanta: dalle immancabili "targhe alterne" (inutili in una citta' con un tasso di motorizzazione come quello di Milano), alla "chiusura del centro storico" - sostenuta dai proprietari di immobili nel centro, e dai beneficiari delle centinaia di migliaia di deroghe che una simile misura, solo in apparenza rigida, comporta necessariamente come si e' visto di recente anche a Roma.
Che fare allora, per evitare che questo Consiglio straordinario sul traffico sia l'ennesima occasione sprecata?
Vi invito a entrare a gamba tesa nel dibattito, evitando che tutto si risolva nella solita inconcludente liturgia propagandistica: l'opposizione accusa la maggioranza di inadeguatezza, la maggioranza abbozza una difesa d'ufficio al minimo sindacale perche', come si sa, mal sopporta Croci e la sua politica antitraffico.
E le misure concrete per potenziare Ecopass, ridurre il traffico e tutelare la salute dei cittadini? A cosa serve la politica se non e' in grado di dare risposte ai problemi reali?
Ancora una volta, credo che la citta' sia più avanti di chi dovrebbe politicamente rappresentarla: ed e' dal popolo inquinato che potrebbe arrivare un salutare scossone al Palazzo.
Ad esempio, costruendo un documento-proposta da trasmettere a tutti i gruppi consiliari, per costringere la politica ad esprimersi e a misurarsi nel merito di problemi e proposte reali. I genitori antismog, le associazioni ambientaliste, i comitati, i cittadini che partecipano alla discussione sui problemi della citta' su partecipaMi/RCM: se da qui nascesse un documento condiviso da portare all'attenzione del Consiglio (pochi punti, ma chiari e inequivocabili, sui quali chiamare la politica a rispondere del proprio operato), per una volta anche a Palazzo Marino arriverebbe un po' di aria pulita...

Enrico Fedrighini
Consigliere comunale di Milano, gruppo Verdi

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Inserito da il Inserito da Claudio Edossi il Sab, 31/10/2009 - 13:42

Mi è capitato più volte di osservare, in alcune vie di Milano (principalmente C.so Buenos Aires), il crearsi di una situazione piuttosto pericolosa e "incivile".

Ai semafori di C.so Buenos Aires, negli orari di punta, gli scooter, le moto e le biciclette si dispongono in maniera sparsa generando delle situazioni di pericolo. Non è raro ad esempio vedere la coda di auto al semaforo e una fila di scooter/moto (non bici) disposte sulla linea che delimita i 2 sensi di marcia, poiché gli spazi utilizzabili di fronte e tra le auto sono pieni.

Credo che si potrebbe sperimentare una soluzione già presente in altre città europee, che permette alle 2 ruote di avere il loro spazio d'arresto di fronte alle auto.

Mi rendo conto che Milano sia piena di persone che si muovono in scooter/moto facendo delle manovre veramente idiote tra le auto, ma questo, dal mio punto di vista, sarebbe un'occasione per fare ordine, visto che gli scooter al semaforo supereranno sempre le auto disponendosi dove capita (a meno di regolamentare, s'intende, ma lo vedo poco praticabile e nemmeno conveniente), piuttosto questo migliorerebbe la viabilità perché gli le due ruote potrebbero liberare prima l'incrocio. Inoltre, cosa forse più importante, questo permetterebbe a coloro che vanno in bicicletta di non doversi fermare tra le auto e respirare i gas di scarico a distanza molto ravvicinata.

Ne ho già parlato (molto brevemente) con i ragazzi di motocivismo.it e con l'aiuto di Andrea Trentini ho ipotizzato una soluzione simile a quella che trovate in allegato (scusate la bassa qualità del lavoro, l'ho fatto di corsa, ma credo che il suo scopo di rendere l'idea lo faccia :)):
Ho preso una foto di un semaforo di c.so Buenos Aires da google street view e aggiunto i colori. La zona rossa, nelle nostre ipotesi, dovrebbe essere riservata alle bici, quella blu alle moto/scooter (non è detto che debbano essere di dimensione uguale, perché magari si potrebbe fare quella blu più ampia)

Non so dal punto di vista legislativo cosa questo comporti, ma spero che sia i consiglieri sia gli utenti mi dicano la loro sulla proposta e, se reputata valida e realizzabile, si proceda con la sperimentazione (il costo credo che sia piuttosto basso, no?).

Buona partecipazione

Claudio

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Gio, 29/10/2009 - 17:08

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

URBANISTICA. NOMINATA LA NUOVA COMMISSIONE PER IL PAESAGGIO
Masseroli: “Il nostro obiettivo è la qualità paesistica del territorio milanese”

Milano, 29 ottobre 2009 – Il Sindaco Letizia Moratti ha nominato la nuova Commissione comunale per il Paesaggio. L’organismo, che sostituisce la precedente Commissione Edilizia, si riunirà il prossimo 4 novembre alle 14.30 per l’insediamento ufficiale.

La Commissione è composta da 11 professionisti: il Presidente è l’architetto Pierluigi Nicolin, gli altri membri sono Luisa Cortese, Patricia Viel, Aldo Castellano, Paolo Mazzoleni, Cristiano Cremoli, Luca Piraino, Paolo Villa, Clino Castelli, Cecilia Bolognesi e Giuseppe Marinoni.

“La nuova Commissione per il Paesaggio – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli - è composta da un piccolo gruppo di giovani architetti e da affermati professionisti dal curriculum interdisciplinare. Il loro lavoro dovrà verificare il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale fissati dal Comune”.

“Le nuove politiche del Piano di Governo del Territorio – ha aggiunto Masseroli - sono occasione di ricerca e applicazione di una vera sostenibilità ambientale. Un Piano a consumo zero di suolo libero. Un Piano redatto a partire dalla conservazione della risorsa più ricca della città: il territorio. Un Piano garante della inviolabilità di tutte le risorse ambientali, Parco Sud in primis”.

“La Commissione per il Paesaggio – ha concluso l’assessore - costituisce il primo punto di osservazione e dibattito sul tema della qualità urbana. Essa dovrà valutare e guidare tutti i grandi processi di trasformazione della città, promuovendo uno sviluppo sostenibile. Per passare dall'ecologia del no all'ecologia del come”.

una scheda sui componenti della Commissione 

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Inserito da il Inserito da Sandra Piacenza il Mer, 28/10/2009 - 17:54

Recente regolamento orti di Via Canelli e percentuale riservata ai portatori di H.
Un elogio alla Commissione “Ambiente, Parchi e Giardini, Arredo Urbano, Demanio e Patrimonio” di zona 3.

Risiedo in zona 3 e sono portatrice di H. motorio (da alcuni anni ridotta in carrozzina).
Nel 2006 ho avuto notizia del bando di assegnazione orti di Via Canelli ed essendo sempre costretta in casa per una serie di motivi che non sto ad elencare per non tediare i lettori -amante come sono degli spazi aperti, del verde di un prato e dell’azzurro del cielo- mi sono iscritta ed ho avuto in assegnazione una particella.
Dirvi che da allora la mia vita sia radicalmente cambiata sarebbe tingere di rosa gli occhiali che la mia età non più giovane mi costringe a portare…certamente però è migliorata: la domenica, all’uscita dal cimitero di Lambrate, non torno più tristemente e velocemente a casa ma mi reco con  mio marito nell’orticello assegnatomi e mentre lui zappa e semina o raccoglie, io respiro un po’ d’aria (nel mio consolidato realismo non oso chiamarla buona, ma insomma…) e soprattutto un po’ di normalità di vita a contatto con gli altri amici ortisti.
Spesso poi ci si ritrova insieme a qualche grigliata organizzata da Luciano (Presidente degli Ortisti che ho imparato ad apprezzare per il suo impegno la sua vitalità e la sua determinazione) o da Alfredo -responsabile dell’Associazione Amici Orticultori- (moderatore dei banali diverbi che come in tutte le normali “famiglie” si possono venire a creare) o carinamente ad un pranzo di sapore tipicamente atesino (con torte casalinghe di Itala, Pierina, Maria) cucinato dai simpatici Luisa e Rino, sempre gentili e disponibili al punto da dedicare tempo fatica -e non solo!- alla coltivazione di un bellissimo giardino in zona comune. Si parla di coltivazione di girasoli con Aurora, di gatti con la nostra Ivana …si fa una risata con Fabrizio… una cantatina in friulano con Roberto…
Rientro a casa con maggiore energia, pronta ad affrontare una grigia settimana di attesa dell’unico giorno di evasione dalle quattro pareti domestiche che alla lunga diventano “strette” nonostante la quotidiana allegria portata da Deda (la mia nipotina di 2 anni e mezzo) e la costante amorevole presenza di mio marito.
Da quando sono ortista poi, anche se solo saltuariamente, partecipo a titolo di uditore alle assemblee della Commissione preposta all’ambiente ecc ecc  ed un poco mi pare di rituffarmi in clima Collegio Docenti regolarmente frequentato nei miei quarant’anni d’insegnamento!
Ho avuto modo di apprezzare la serena paziente capacità direttiva della Presidente della Commissione dott.ssa Borsani e la serietà e competenza di alcuni (solo di alcuni…) consiglieri (e consigliere!) suoi collaboratori.
Se devo essere sincera, non sempre concordo con le decisioni raggiunte (non spetta comunque a me prenderle…e me ne sto zitta!!!) ma da una cosa recentemente sono stata favorevolmente colpita: dall’estrema sensibilità mostrata dalla Dott.ssa Borsani ( e con lei ovviamente dal presidente del Consiglio di Zona dott. Viola) riguardo alla percentuale dei posti da riservare- secondo il nuovo regolamento degli orti di zona 3 approvato in data 22 ottobre c. a.- ai portatori di handicap. Si è in effetti passati dal 10% del 2006 al 20% attuale.
Se- come un famoso premio Nobel ebbe a dire- il grado di civiltà di una società si misura dall’attenzione mostrata nei confronti dei più deboli…il Consiglio di zona 3 ha superato con ottima votazione l’esame di Maturità!
Colgo l’occasione per ringraziare il dott. Sirna per averci accordato la possibilità almeno almeno di non dover sbaraccare il nostro orto sino a fine marzo 2010.
Auspicherei la possibilità di mandare in vigore il nuovo bando addirittura dal settembre 2011 per mettere in grado gli attuali affittuari di godere del frutto del proprio lavoro per cinque anni consecutivi come altri ortisti hanno ottenuto (vedasi ad es quelli di zona 9). Certamente è un problema decisionale che spetta solo al Sindaco dott.ssa Moratti.
Non è detto che la sottoscritta non prenda il coraggio a quattro mani ed uno dei prossimi giorni inoltri  rispettosa richiesta…
Vi terrò aggiornati.
Grazie per l’attenzione.
Sandra Piacenza

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Inserito da il Inserito da Fede Zabot il Mer, 28/10/2009 - 16:39
Ciao a tutti, è nato a Milano il Club Amici  Mondo  Arabo

 
(...............)

L’Associazione persegue i seguenti scopi:

a)     Organizzare la lettura e il commento delle maggiori opere letterarie e filosofiche della Cultura Araba
b)     Promuovere la diffusione della lingua e cultura araba nelle sedi opportune
c)       Istituire corsi, conferenze e seminari, esercitazioni pratiche di quanto oggetto del punto b precedente.
d)     Promuovere incontri  di studi e amicali, allo scopo di scoprire e approfondire punti di convergenza fra cultura italiana e dei Paesi Arabi.
e)     Incoraggiare con premi, riconoscimenti ed ogni altro mezzo utile lo studio e la ricerca nel campo degli studi filosofici e sociali  dei Paesi Arabi.
f)        Organizzare convegni, che rispondano ai particolari fini programmatici del sodalizio, stabilendo anche relazioni con istituti esteri aventi analoghe finalità.
g)     Organizzare viaggi all’estero ed escursioni in Italia  per favorire rapporti di amicizia e scambio culturale; con lo scopo di far crescere la  comprensione fra cittadini  italiani e cittadini provenienti da Paesi Arabi cercando insieme analogie e diversità affinché nascano e  si  cimentino nuove amicizie  fra i soci.
h)      Incoraggiare e promuovere forme di solidarietà e assistenza reciproca  mutuando dalle  diverse culture valori condivisi e condivisibili, allo scopo di favorire l’integrazione nella società italiana  dei migranti e di fornire mezzi culturali agli italiani per attivare una accoglienza nuova, consapevole della ricchezza che si sviluppa con lo scambio di saperi.
i)        Potenziare la crescita e l’espansione della coscienza individuale dei soci, verso un cammino di perfezionamento morale, in uno spirito unitario.  (.............................)

 
Abbiamo progetti  ambiziosi e importanti, indirizzati ai bambini e ai giovani il Comune ci ascolterà?

 

 

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Inserito da il Inserito da Alessandro Rizzo il Mer, 28/10/2009 - 11:35

Tre ragazzi omosessuali sono stati vittime di aggressione omofobiche nella nostra città. Un giovane giovedì sera è stato aggredito da due energumeni con bastoni provoncandoglio le lesioni alle giunture del ginocchio. Due ragazzi gay sono stati avvicinati da una macchina con a bordo quattro persone in Corso Lodi sabato notte; scesi i quattro manigoldi hanno incominciato a insultarli per, poi, giungere all'attacco fisico arrecando ecchimosi e ematomi su varie parti del corpo nonchè danni agli occhi a uno dei due aggrediti.

Il livello di guardia sta raggiungendo il culmine dell'insopportabilità in un Paese che ha visto e registrato da gennaio 8 omicidi, 70 violenze ed aggressioni, 8 estorsioni e 7 atti vandalici, mentre il Parlamento presenta emendamenti riguarda eccezioni di costituzionalità contro un progetto di legge che prevedeva l'inserimento dell'aggravante dell'omosessualità nei reati contro le persone. Chiaramente è giusto e importante fare sentire la voce come comunità LGBT, nonchè a denunciare questi episodi con determinazione. Arcigay di Milano ha espresso solidarietà e ha fatto sapere per voce del Presidente che metterà a disposizione le proprie strutture e i propri legali per dare assistenza giuridica ai ragazzi colpiti da questo efferato atto.

Milano viene considerata la città più ospitale nei riguardi della comunità lgbt. Diversi sono gli spazi e i locali dove incontrarsi, conversare, fare cultura e promuovere la circolazione dei pensieri all'interno del movimento. Non credo, però, di poter dare a questa metropoli la patente di città della tolleranza e della perfetta integrazione. Numericamente a Milano le persone lgbt sono consistenti, determinando a livello statistico la presenza più alta in Italia. Ma culturalmente questa città vive ostaggio di un'assenza di iniziativa politica amministrativa utile a rimuovere ogni prregiudizio e a garantire un'estensione dei diritti e delle garanzie, delle opportunità per le persone lgbt. E' del maggio 2008 il voto contrario, espresso in modo trasversale, del Consiglio Comunale verso la proposta, che aveva trovato un consenso diffuso nelle commissioni rispettive. In Regione Lombardia durante la discussione sulla proposta dell'opposizione di provvedere all'adesione dell'Ente alla Giornata contro l'omofobia, che ha visto il suo rigetto da parte della maggioranza di centrodestra, il capogruppo della Lega ha apostrofato il testo con epiteti omofobi e offensivi di elevato grado, nonchè il capogruppo di Forza Italia ha ribadito l'insostenibile differenzazione tra famiglie naturali e orientamenti non considerabili come tali. Espressioni di questo tipo legittimano di fatto episodi di violenza e di persecuzione contro la comunità lgbt, contro persone gay, lesbiche, trans, bisessuali. In un paese civile l'amministrazione, a fronte di un incremento così grave di atti omofobici, avrebbe provveduto ad approvare misure e provvedimenti utili a prevenire e a reprimere aggressioni di tale entità, nonchè a garantire tramite delibere e regolamenti un percorso di estensione di diritti e garanzie per la comunità lgbt. Da tempo chiedo tramite interrogazioni a quale punto è attualmente il didattito riguardo a iniziative amministrative presenti in contesti metropolitani europei, ricordo Parigi, Berlino, Londra, e da ultimo il Comune di Washinghton DC, dove si sta discutendo l'approvazione del registro delle coppie di fatto.

Sarebbero utili attività del Comune volte a inserire nell'organico della Polizia Locale un corpo specializzato sul tema della prevenzione e delle repressione di comportamenti e reati a sfondo omofobico, come avviene a Edimburgo o a Stoccolma. Sarebbe utile e importante che la pubblica amministrazione disponesse di un servizio che assicuri legalmente e giuridicamente un sostegno alle vittime di reati a sfondo omofobico, anzichè lasciare che tale attività sia di origine puramente associazionistica e volontaria, certamente meritoria e nobile. Sarebbe utile che il Comune di Milano invitasse, insieme ad altri enti che hanno già accolto tale proposta, il Parlamento a definire un percorso necessario legislativo di estensione della Legge Mancino ai reati contro l'orientamento sessuale, combattendo ogni forma di persecuzione e di pregiudizio di cui il Paese è visibilmente intriso. Sarebbe importante, infine, che il Comune desse avvio all'istituzione di registri per cppie di fatto, siano esse omosessuali, siano esse eterosessuali, garantendo un recepimento di una forma di unione familiare fortemente presente nel tessuto sociale ma non ancora in quello culturale e istituzionale.

Nonostante l'incremento di atti omofobici e nonostante siano passati diversi mesi dalla prima lettura del testo di proposta indirizzato a istituire il registro delle convivenze affettive il Comune di Milano risulta ancora fermo e fortemente inattivo a provvedere alla promozione di iniziative funzionali a fronteggiare una piaga insostenibile per una città che si definisce europea in un paese che si definisce civile. 

Alessandro Rizzo

Lista Uniti con Dario Fo - Capogruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

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Inserito da il Inserito da Alessandro Rizzo il Mar, 27/10/2009 - 18:42
Esprimo la mia solidarietà alle ragazze e ai ragazzi dell'Accademia di Brera in difesa degli spazi della propria struttura scolastica, che deve essere considerata patrimonio culturale della nostra città. Il Comune di Milano vuole spostare l'Accademia in Via Mascheroni al posto della vecchia Caserma dell'esercito. L'opposizione a tale prospettiva è dovuta essenzialmente al fatto per cui il trasloco nella nuova sede dovrebbe costare di più del previsto, 5 milioni di euro e non gli 800 mila euro preventivati, e dovrebbe garantire un minore spazio per l'attività didattica, 3.500 metri quadri e non i 26 mila promessi. Dario Fo ha denunciato chiaramente questi dati lo scorso sabato in un'assemblea indetta dalle studentesse e dagli studenti dei corsi. Ricordo come nel 2007 Dario Fo e Franca Rame avessero più volte affrontato il tema del degrado e della fatiscenza a cui l'Accademia è soggetta da tempo, segno di un'incuria da parte dell'amministrazione comunale. L'accademia di Brera risulta dimenticata nell'ambito contestuale urbanistico in cui sorge, dove maggiormente si rivela come canale di aggregazione sociale l'appuntamento consumeristico con l'aperitivo di massa nei locali adiacenti. Un tempo, sottolineava Dario Fo, le ragazze e i ragazzi si frequentavano nel cortile della struttura, si contaminavano con esperienze artistiche diverse, crescevano professionalmente e personalmente: si trovavano per parlare, per confrontarsi, studentesse e studenti, giovani che passavano per la città, ragazzi di tutto il mondo propensi a esprimere la propria creatività, le proprie inclinazioni, le proprie espressività. Oggi il Comune di Milano, a fronte del disagio che studenti e docenti hanno da tempo denunciato a livello strutturale dell'Accademia, ha offerto alla presidenza una soluzione che risulta essere una via d'uscita al ribasso rispetto alle esigenze dell'istituto: il trasferimento. La proposta del Comune di Milano è alquanto insufficiente, fortemente riduttiva, esempio di un'assenza ormai totale di investimento in un'ente che dovrebbe essere patrimonio civico e culturale della nostra città. Certamente è chiaro: tutto ciò che crea cricolazione del pensiero e libera espressività della propria personalità disturba e poco interessa un potere amministrativo incline alle pressioni economiche e commerciali. Una struttura educativa di questo calibro non comporta nessun tipo di entrate a brevissimo periodo, seppure sia un percorso di costruzione di un futuro miglioramento sociale e collettivo e di una crescita comune, beneficiante anche in termini "monetari". Dario chiede agli studenti di mobilitarsi, di farsi sentire, di coinvolgere la città, spesso sorda difronte a tali problematiche o semplicemente non curante delle istanze che provengono dal mondo culturale ed educativo, nella prospettiva di crescita delle prossime generazioni. Io esprimo solidarietà a chi oggi, docenti, ricercatori, intelligenze artistiche e studenti, vivono questa struttura che deve essere difesa perchè è di tutte e di tutti, universalmente. Esprimo solidarietà e sostegno alle vertenze e istanze di chi vuole rappresentare la voce altra di una Milano soggetta e vittima di logiche di profitto e di monetizzazione della vita quotidiana, la voce di un universo culturale e artistico che ha il diritto di rivendicare un ruolo primario nella città, di prendersi questa città e portarla verso a un rinascimento culturale e civile.
Alessandro Rizzo
Uniti con Dario Fo - Capogruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano

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