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Inserito da il Inserito da Giovanni Gronda il Dom, 06/04/2008 - 12:22

Ho deciso: l'anno prossimo mi compro un SUV e faccio la stramilano in macchina.
Sono appena tornato da questa importante manifestazione sportiva Milanese e anche quest'anno sono scandalizzato dal fatto che non si riesca, nemmeno una domenica mattina in cui più di 50 000 persone corrono, a fermare le auto almeno nelle vie in cui si corre.

- Viale Tibaldi-Liguria: sulla corsia opposta (in direzione Est) le macchine andavano tranquillamente ma non solo, è stata utilizzata la corsia riservata preferenziale per fare andare le auto anche nel senso dei corridori.

- Via Washington: mentre correvo in direzione Nord sull'altra corsia le auto andavano tranquillamente, a 1 metro dai corridori, senza NEMMENO uno spartitraffico, senza nemmeno un nastro per delimitare le corsie: noi correvamo come attori in un drive-in per la gioia di chi seduto in auto si godeva lo spettacolo col motore acceso

- Pagano: qui un vigile teneva ferme le auto che volevano attraversare il serpentone dei corridori (erano passati solo 40 minuti dalla partenza in duomo) e mentre un automobilista dava in escandescente contro il vigile, incitando le altre auto a passare attraverso il serpentone di corridori, il vigile non faceva nulla, nemmeno gli ha preso i documenti, forse sarebbe stata una scocciatura!

Ad ogni incrocio le auto suonavano il clacson infuriate e il Vigile osservava senza fare nulla (il codice della strada vieta l'uso del clacson in città se non in caso di imminente pericolo).
In alcuni punti l'aria profumava di diesel bruciato condito di PM10.
Persino 50mila persone che corrono, bambini, famiglie ecc a Milano sembrano essere solo un intralcio alle auto. La strada è solo per far andare le auto e i marciapiedi sono fatti per farle sostare.
Tutti gli altri sono solo intralcio e la Polizia Locale non mi sembra si stia dando da fare perchè le cose cambino facendo fiinalmente applicare le regole del codice della strade. tutte.

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Inserito da il Inserito da Antonio Marino il Mer, 19/03/2008 - 11:29

In questi giorni durante i quali il regime comunista cinese ha in atto un genocidio verso il popolo tibetano, scompare il Professor Enrico Fasana, insigne cattedratico e profondo studioso del Tibet.

Con Enrico Fasana non si spegne solo una fonte di luce per la nostra cultura ma anche una ferma voce di libertà.

Fasana lascia un enorme vuoto difficile da colmare ma è importante che egli sappia, lì dove si trova adesso, nel Paradiso degli Uomini Giusti che i suoi ideali non muoiono con lui: il nostro impegno sarà quello di far camminare sulle nostre gambe i suoi principi di libertà e democrazia esercitati con profonda fede in Dio e sempre espressi nella difesa di coloro ai quali è negata la dignità.

Per coloro che volessero dare un ultimo saluto al Professor Fasana, domani 20 marzo 2008 alle ore 15 si svolgerà una funzione nella chiesa di S. Antonio in Viale Corsica a Milano.

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Inserito da il Inserito da Rosario Pantaleo il Mar, 18/03/2008 - 10:06
Non mi piace parlare male di Milano.
Purtuttavia un dato che ho riscontrato merita, a mio parere, di essere segnalato.
E' quello relativo alle delibere approvate dal Consiglio Comunale di Milano durante la consiliatura in corso, fino a dicembre 2007.
Preciso che le delibere sono normalmente proposte dagli assessori.
Possono essere di iniziativa di un consigliere comunale.
Lo Statuto prevede anche la possibilità di delibera di iniziativa popolare (l'unico caso che ricordi è quella sulla gronda nord, respinta durante il mandato Albertini).
Naturalmente si devono considerare le competenze specifiche del Consiglio Comunale, ovvero le materie sulle quali può operare.

Ecco alcuni dati.

Proposta Assessorato alla Cultura: 1 delibera approvata
Proposta Assessorato allo Sport e Tempo Libero: 1 delibera approvata
Proposta Assessorato al Verde: 2 delibere approvate
Proposta Assessorato alla Qualità, Servizi al Cittadino, Semplificazione e Servizi Civici: 2 delibere approvate
Proposta Assessorato alla Mobilità, Trasporti e Ambiente: 3 delibere approvate
omissis
Proposta Assessorato allo Sviluppo del Territorio (Urbanistica): 75 delibere approvate.
La matematica non è opinione, ma qualche volta la suggerisce.

Rosario Pantaleo
capogruppo PD Zona 7

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Inserito da il Inserito da Maria Barani il Dom, 16/03/2008 - 03:18

KissC'è qualcuno che come me si chiede se le nostre discussioni sui vari forum vengano lette dai nostri di Palazzo Marino? Spero di ♥ di si e che non siano solo nostri sfoghi e idee personali anche se sono comunque costruttive per noi.
Seguo molto la mia zona 6 e vedo che molto si è fatto e si fa grazie ad Angelo Valdameri sempre molto attento ai problemi di ogni genere della nostra zona. Un grande grazie basta?

saluti
maria

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 11/03/2008 - 18:07

Dal sito Web del Comune di Milano:

Difensore civico

Aiutati 3.000 milanesi

Consegnata al Presidente del Consiglio comunale la Relazione annuale 2007 che raccoglie il lavoro svolto dall'uffiicio di via Silvio Pellico. Dal 15 aprile sarà presentata ai Consigli di Zona

Il difensore civico di Milano, Alessandro Barbetta, ha consegnato al Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri la Relazione annuale 2007. Lo scorso anno lo staff del difensore civico ha risposto a 2.900 richieste dei milanesi, rispetto al 2006 sono 400 in più. Tra gli argomenti sottoposti all’ufficio di Barbetta figurano ai primi posti le sanzioni amministrative, gli alloggi popolari e la manutenzione degli stabili comunali di edilizia residenziale pubblica.

 

“Dal 15 aprile – ha anticipato Palmeri – presenteremo per la prima volta la relazione del Difensore civico nei nove Consigli di Zona, coinvolgendo anche le associazioni che operano sul territorio: si tratta di un passaggio non obbligatorio, ma certamente utile e opportuno perché avvicina i cittadini in un’ottica di trasparenza e di responsabilità delle istituzioni”.

 

“La relazione sarà esaminata dall’Aula – ha spiegato il Presidente Manfredi Palmeri – dopo un lavoro istruttorio in Commissione Servizi civici. Anche quest’anno il Consiglio comunale potrà presentare un ordine del giorno collegato al documento, formulando proposte concrete sulle questioni trattate e sul funzionamento degli uffici, a integrazione degli indirizzi alla Giunta approvati all’unanimità lo scorso 18 giugno, alcuni dei quali non ancora pienamente attuati”.

 

“Il nostro – precisa il difensore civico milanese, Alessandro Barbetta – è un lavoro a ciclo continuo per creare un circolo virtuoso tra disagi segnalati, interventi del difensore civico, correttivi introdotti dalle strutture competenti. Abbiamo constatato che il gioco può funzionare a tutto vantaggio sia dei cittadini sia dell’amministrazione. Contiamo perciò sul fatto che la conoscenza del difensore civico si diffonda sempre più, anche grazie a tutte le associazioni e organismi presenti nella realtà milanese che accompagnano il nostro impegno nell’aprirci sempre di più alla città”.

 

Scendendo nel dettaglio sul lavoro svolto, dei 2.901 casi trattati 1.149 hanno dato luogo a interventi del Difensore civico con istruttoria formale. Di questi, 329 hanno riguardato i tributi e le sanzioni amministrative del Comune; 273 l’urbanistica, l’edilizia e i trasporti; 239 l’area del disagio (assistenza minori, famiglia, anziani, disabili, alloggi popolari); 141 i servizi (istruzione, diritto allo studio, cultura, anagrafe); 110 l’ambiente (inquinamento, rifiuti, rumore); 53 la trasparenza e il diritto d’accesso agli atti.        

 

La Relazione annuale 2007 mette in evidenza il lavoro svolto, specialmente su alcune aree che hanno visto il difensore civico formulare proposte di miglioramento: disabili, minori, parcheggi e viabilità. Sono esposti alcuni casi significativi, dove le soluzioni proposte possono essere generalizzate a tutti i cittadini e possono diventare un argomento di discussione in Consiglio comunale.

 

Nel 2007, inoltre, sono stati portati avanti due progetti: le carte dei servizi delle aziende comunali e il logo per segnalare l’accessibilità ai disabili. Con il primo, il difensore civico a costituito un tavolo con le associazioni a tutela dei consumatori dove ha affrontato il tema delle Carte dei servizi delle società controllate e del loro miglioramento. Il secondo progetto riguarda la creazione di un logo che segnali se un luogo è accessibile ai disabili. Il difensore civico vorrebbe che questo logo appaia su tutto il materiale che pubblicizza un evento patrocinato dal Comune.

(11/03/2008)

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Inserito da il Inserito da Lorenzo Cerati il Dom, 02/03/2008 - 17:04
 Vorrei approfittare della visibilità di questo forum per lanciare, seriamente,  una proposta , augurandomi sia recepita se non dall'amministrazione,  dalle opposizioni, o da una cittadinanza sensibile. 
 L' area dismessa dell'ex scalo Farini,  di proprietà fs, è vasta circa 60 ettari, la mia idea è, nella sua sistemazione,  di non procedere secondo lo schema che si è usato per fiera milano e per porta nuova,  costruendo  e ricavando un parco solo da una parte dell'area a disposizione, ma di fare dell'intera area un parco, dopo aver fatto gli interventi di miglioramento della viabilità, con percorsi coperti, che nella zona sono necessari. Il parco sarebbe grande circa come il parco Sempione.
 La proposta non risponde direttamente a una visione di ordine pratico, almeno non a breve termine, consiste infatti nel modificare l'approccio verso gli spazi utilizzabili a Milano.
 Propongo di considerare un 'area attualmente di proprietà pubblica come una risorsa di per se e non solo come un patrimonio che si può convertire in denaro per opere pubbliche.
E' chiaro che si tratta di una proposta, nella sua linearità, estremamente problematica, ma io non credo sia impraticabile.
Immagino un parco da città europea, sul quale non incombano dei grattacieli come succederà negli altri in costruzione, nel quale si potranno costruire dei padiglioni pubblici, per fare concerti o mostre o per ospitare musei. Rispetto ad altre città si tratterebbe comunque di un parco relativamente piccolo.
Il disegno del parco, arredato ad esempio con una grande fontana con spettacolari giochi d'acqua, disegnata da un artista, potrebbe renderlo oltre che un ambiente piacevole per i milanesi, anche un'attrazione turistica.
Quello che immagino non sarebbe solo un giardino, ma una grande opera di architettura naturale, raggiungibile come coronamento di una passeggiata dalla vicina zona di Porta Nuova. E' vicina al cimitero monumentale, vista dall' alto dei nuovi grattacieli della città della moda apparirebbe come un largo spazio verde, un abbellimento per un panorama disordinato e prevalentemente grigio. 
Se Milano è dominata da spazi stretti, con poche piazze, un intervento di questo genere ne cambierebbe profondamente la fisionomia, arricchendola di un luogo dove sia piacevole sostare. Il turismo richiede questo genere di ambienti, per cui credo che il tornaconto economico indiretto per Milano sarebbe superiore rispetto a quello che potrebbe avere un nuovo quartiere di grattacieli.
Al momento questa occasione è aperta,  una proposta simile è una sfida, anche culturale,    ma vorrei convincervi della sua pragmaticità. La sfida è al modo di gestire le opportunità che si creano dalle riqualificazioni di aree urbane, ed è una sfida anche al modo di immaginare il tipo di città che Milano dovrà diventare.  Spero qualcuno la raccolga.

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Inserito da il Inserito da Annalisa Barbieri il Mar, 26/02/2008 - 19:12

Sono tornata da Parma , ho avuto modo di constatare con piacere che in città e in alcuni centri commerciali esistono dei “parcheggi rosa” riservati alle donne in attesa e con bambini fino ad un anno di età, sono corredati ovviamente da segnaletica verticale. La particolarità di tali parcheggi consiste nel fatto di essere in una posizione comoda per consentire il “salire e scendere” dall’auto sia alle donne in stato interessante che successivamente con il passeggino. A Parma sono presenti già da qualche tempo e hanno riscosso molto consenso al punto che ne sono stati realizzati 155, illuminati e tele-controllati per dare più sicurezza alle donne di Parma.
A Milano non mi sembra ci siano state iniziative anche sperimentali in tal senso. Rendere più agevole ai soggetti interessati la sosta e sarebbe un’ulteriore dimostrazione di sensibilità verso le donne.

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Inserito da il Inserito da Annalisa Barbieri il Mer, 20/02/2008 - 21:35

Oggi avevo molto tempo a disposizione, ho voluto aggiornarmi sulla vicenda della scuola media gandhi, mi sono collegata al  sito di Roberto Rocca e con stupore ho constatato quanto è stato fatto, dal filmato apparso su Telenova del 16 gennaio 2008 agli articoli apparsi su Il giornale e Libero, un susseguirsi di interviste e interventi su quanto si sia prodigato per risolvere il problema di questo "simbolo del degrado" E "la penosa vicenda della scuola" e "finalmente la ex GANDHI lascerà lo spazio a un commissariato nuovo fiammante" ; mi stupisco a questo punto come in alcune interviste non siano  usate   metafore militari e si sia fatto solo riferimento al "Far West" e non al Bronx!!

HA DIMENTICATO E OMESSO nelle  interviste  ALCUNI PARTICOLARI di non poca importanza come ad esempio :

-         gli anni di lotta dei genitori e del Comitato di Quartiere per ottenere la ristrutturazione della  SCUOLA media Gandhi; 

      -     gli anni di lotta sia in Comune che in Cdz per ottenere la riqualificazione della scuola;

      -     gli anni di lotta per riavere la scuola media nel quartiere;

Mi CHIEDO DOVE SIANO FINITE le promesse   di interessamento per OTTENERE  una scuola media nel quartiere (ad oggi le classi della ex Gandhi  sono  ancora ospitate presso la scuola elementare in piazza Gasparri);

Certo avrà avuto il merito  di "aver risolto il problema" , certo ILPROBLEMA è stato eliminato alla fonte:la scuola è quasi demolita!!!

Al suo posto sorgerà il nuovo commissariato ( Cenisio ), come stabilito dal piano delle opere pubbliche, ma la scuola media ?? è forse finita e sepolta con le sue macerie ??

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Inserito da il Inserito da Giovanni Gronda il Mer, 13/02/2008 - 21:47
Domani, 14 Febbraio 2008 il Consiglio Comunale ha come punto 25 all' ODG

ODG del Consigliere Brandirali ed altri - Convivenze abitative (IM/192 circ 91)

Mi sembra di aver capito che si proponga, come in altre città, di istituire un registro per le coppie di fatto.

Al di là delle intime posizioni di ciascuno, credo che istituire qualcosa che rappresenti le tante coppie che convivono, magari in attesa del matrimonio e magari no, sia una forma civile con cui le Istituzioni possano rappresentare anche questa parte di cittadini.

Non ho idea di quante siano a Milano le coppie che convivano o per scelta o per problemi burocratici (divorzi non ancora effettivi, attesa del momento giusto per il matrimonio, impossibilità legali, ecc), ma tra i "giovani" trentenni che conosco io sono ormai tantissimi quelli che non si sono ancora sposati.

Personalmente spero che i Consiglieri del Comune di Milano votino nella direzione giusta: rappresentare anche chi, a ragione o a torto, ha deciso o è costretto ad una convivenza.
Saluti

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Inserito da il Inserito da Eugenio Galli il Gio, 31/01/2008 - 19:31

Milano, 31 gennaio 2008

Questa mattina dalle 9,30 alle 10,30 - promosso dall'Intergruppo consiliare Amici della Bicicletta del Comune di Milano, formato da Consiglieri Comunali e Consiglieri di Zona, sia di maggioranza sia di minoranza - si è svolto un folto presidio in bicicletta presenti i rappresentanti di Fiab Ciclobby e di Legambiente.

Lo scopo dell'iniziativa è stato di consegnare al Sindaco un promemoria sulla necessità di passare rapidamente dal dire al fare in materia di interventi pro-bike, con interventi poco costosi e di rapida esecuzione.

Il promemoria - allegato al presente comunicato - è stato ritirato dal Capo di Gabinetto del Sindaco A. Bonetti.

Tra i presenti: i Consiglieri comunali Maurizio Baruffi, Carola Colombo, Carlo Montalbetti, Francesca Zajczyk; la Presidente del Consiglio di Zona 1 Micaela Goren Monti, i Consiglieri di Zona Paola Bocci, Antonio Canino, Francesca Castelbarco; il Consigliere regionale Giuseppe Civati; Luigi Riccardi Direttore Fiab; Eugenio Galli Presidente Fiab Ciclobby; Damiano Di Simine Presidente Legambiente; Maria Berrini di Ambiente Italia.

Particolarmente apprezzata - per la novità ed il significato politici - è stata la rigorosa trasversalità (maggioranza e minoranza) dei rappresentanti istituzionali presenti su un tema di civiltà come la mobilità ciclistica per migliorare traffico e ambiente.

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