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Inserito da il Inserito da Federico Prandi il Gio, 05/02/2009 - 18:59

Che voi sappiate il Comune di Milano ha aderito a questa interessante campagna?

Se non l'ha fatto si è ancora in tempo a rimediare.

http://www.a21italy.it/a21italy/cerr_08.php

 

Il Consiglio Direttivo dello scorso luglio ha deliberato l'adesione della nostra Associazione alla Settimana Nazionale per l'Educazione allo Sviluppo Sostenibile (link esterno) promossa da Unesco Italia (link esterno) (10-16 novembre), che quest'anno ha come tema conduttore i rifiuti, e la Campagna Europea per la Riduzione dei Rifiuti (link esterno) promossa da ACR+ (link esterno) e ICLEI (link esterno) (22-30 novembre 2008).

La nostra associazione ha peraltro aderito al Comitato DESS Unesco Italia per il citato decennio 2005/2014 e contribuisce ai lavori del comitato scientifico. 
Ed il perché promuovere una campagna per la riduzione della produzione dei rifiuti, stanti le cronache nazionali degli ultimi mesi, non richiede certo ulteriori spiegazioni, oeraltro ampiamente esplicitate nei materiali che ora ci apprestiamo a diffondere.

I gruppi di lavoro dell'associazione CEA21 e Rifiuti21 Network con il coordinamento di Paolo Tamburini e avvalendosi della collaborazione di Coop ERICA (Alba) hanno deciso di cooperare nel predisporre i materiali e il contributo della Associazione alle citate settimane.

I risultati di questo lavoro sono qui nel sito, dove potete trovare i master di tutti i materiali a disposizione dei soci per essere riprodotti in sede locale personalizzandoli con proprio logo e riferimenti telefonici e web.
I formati sono stati definiti anche con lo scopo di non sprecare carta.

Si tratta di un libretto di 16 pagine rivolto principalmente a Enti Locali e organizzazioni;  un pieghevole per cittadini e consumatori; una locandina nella quale è possibile inserire i riferimenti di una iniziativa locale; un manifesto da affiggere nelle bacheche e negli appositi spazi cittadini.

L'invito che rivolgo ai soci è quello di progettare ed organizzare iniziative specifiche locali sul tema della riduzione dei rifiuti nell'arco temporale indicato del mese di novembre, riproducendo i materiali necessari presso i rispettivi centri stampa comunali e provinciali.
Di darne altresì comunicazione tramite e-mail alla Segreteria del Coordinamento indicando giorno, città e tipo di iniziativa.

Cordiali Saluti

Il Presidente         
Emilio D'Alessio    

 

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Inserito da il Inserito da Enrico Vigo il Dom, 25/01/2009 - 11:03

In realtà è urgente la rottamazione dei vecchi camion, quelli usati nei cantieri cittadini e nei trasporti oramai marginali (piccoli artigiani anziani), un sostegno concreto a questi operatori veramente marginali che vivono a livello di sussistenza che di fatto sono una diffusa e pericolosa incallita fonte di inquinamento, per convincerli a dismettere forzatamente mezzi oramai naive, nuvole nere di particolato inguardabili e poi la annosa questione della riconversione delle caldaie, specie quelle di istituzioni pubbliche.

Infine la definitiva rottamazione (con misure di vero concreto sostegno) delle auto e furgoni euro zero ed euro uno, altro che telepass a pagamento ... e misuricchie di facciata ... .

Si svegli la Giunta Comunale di Milano!

Ma anche il Ministro Tremonti si svegli!

Un gatto di marmo, l'unico Ministro d'Europa che non ha ancora modificato la finanziaria invecchiata prima di entrare in vigore, dopo le miopi previsioni ante-risveglio alla realtà degli economisti, che hanno ciccato vergognosamente ogni previsione economica .... oggi abbiamo la crisi più devastante del dopoguerra e l'Italia politica affabula senza ritegno senza fare nulla.

Poi il verde per combattere le polveri sottili pm10, pm2,5, mentre Milano mi sembra ingessata e che stenti a percorrere qualsiasi strada, ma al contrario servirebbero più dinamismo e decisioni intelligenti.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 23/01/2009 - 16:15

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

LOTTA ALL'INQUINAMENTO. CROCI: "IL COMUNE FA LA SUA PARTE"

Milano, 23 gennaio 2009 - L'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci ha partecipato questa mattina al vertice sull'inquinamento atmosferico che si è svolto presso la sede della Regione Lombardia. Alla cabina di regia Croci ha fornito alcuni dati sui controlli effettuati a Milano dalla Polizia locale per il rispetto dell'ordinanza regionale che vieta la circolazione dei veicoli più inquinanti dal 15 ottobre al 15 aprile.

"Accanto alle misure strutturali adottate dal Comune per combattere l'inquinamento e migliorare la qualità dell'aria a Milano, si stanno svolgendo anche accurati controlli sulle auto in circolazione - ha spiegato Croci -. I dati della Polizia locale dimostrano un elevato rispetto dei divieti da parte dei guidatori, segno di un comportamento personale sempre più consapevole e virtuoso nei confronti dell'ambiente".

Dal 15 ottobre al 31 dicembre 2008 sono stati effettuati 16.905 controlli e rilasciati 441 verbali di infrazione; dal 2 al 21 gennaio i controlli sono già stati 1.830 e 65 i verbali emessi.

Inoltre, personale appositamente addestrato della Polizia locale sta utilizzando, già dal 2007, 3 opacimetri (gli strumenti che misurano le emissioni inquinanti direttamente dal gas di scarico delle auto).
Tra il 2007 e il 2008 sono stati eseguiti 748 controlli, con una percentuale di sanzioni pari al 40% del totale. Un numero ancora troppo alto, che necessita per essere ridotto di un'intensificazione dei controlli e dei provvedimenti.

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Inserito da il Inserito da Alessandro Rizzo il Lun, 19/01/2009 - 15:05

Coldiretti, FAI, Confagricoltori, ma anche le più autorevoli sigle associazionistiche del mondo ambientalista, Legambiente, VAS, Amici della Terra, WWF, hanno presentato lo scorso aprile un documento in cui si denuncia il pericolo che, in assenza di una programmazione territoriale, e in presenza di grandi opere in occasione dell'EXPO 2015, Milano e comuni limitrofi incorrerebbero in materia di sostenibilità dello sviluppo, nel rispetto dei vincoli ambientali ed ecologici, storici e architettonici delle città e del paesaggio, spesso ancora agricolo. Si legge infatti nel documento:"L'Expo 2015, le numerose infrastrutture in via di realizzazione, l'assenza di programmazione territoriale sostenibile - affermano le associazioni -, la corsa alla cementificazione delle aree verdi, considerate aree vuote, rischiano di portare al collasso il nostro sistema produttivo, ambientale, storico e culturale: occorre un patto tra tutte le associazioni  per fronteggiare con forza il disastro annunciato".

Il collasso del nostro sistema produttivo deriverebbe dalle numerose infrastrutture in programmazione. E' vero soprattutto se si legge oggi su Repubblica on-line che il Parco Agricolo Sud potrebbe diventare in futuro scenario di attraversamenti di bretelle autostradali di corrispondenza tra Milano Malpensa in congiunzione con la Tangenziale Est, mentre si è già dato il via libera del Parco e dei 62 Comuni per permettere "ai sindaci di costruire sull’1,5 per cento del territorio comunale che rientra nel parco, per un massimo di 15 ettari".

Questo determina l'avvio di un progetto di edificabilità di altri e ulteriori 470 ettari, che vanno ad aggiungersi ai 400 già previsti dai Piani di cintura urbana da poco definiti.

Il panorama è veramente sconcertante e preoccupante. CIA, Coldiretti e Confagricoltori, insieme a sindaci delle zone limitrofe, tra cui il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, da sempre attivo contro la cementificazione indiscriminata, si sono opposti a questo scenario devastante sia per l'economia, essendo il Parco un'oasi ancora ricca di cascine e di produzioni dirette familiari, sia dal punto di vista ambientale e sistemico, essendoci una prevalenza di progetti di edificazione indistinta di case e di strade e infrastrutture. 

Credo che ci si debba maggiormente opporre a questo progetto in quanto il concetto di "edificazione indistinta" porta a vedere nel Parco Agricolo Sud occasioni per imprese e aziende edificatrici di copiose opportunità di attività industriali a danno della collettività. La Costituzione Repubblicana cita tra i suoi articoli la limitazione della libera impresa privata come principio condizionato e limitato dal fatto di non ledere interessi collettivi che, nella gerarchia dei valori del nostro Stato, sono posti essere superiori rispetto agli altri. Non solo: ma credo che in virtù del fatto che molti altri grandi progetti di edificazioni mastodontiche avessero comportato a Milano degli arenamenti nei lavori di esecuzione dovuti esclusivamente a questioni di indirizzo giurisdizionale da risolvere in merito agli appalti e in merito alle modalità attivate. Mi viene in mente il caso abbastanza recente dei lavori previsti per il quartiere Santa Giulia: case e appartamenti già venduti ma di cui ancora non si conosce bene il termine della loro edificazione e l'approntamento delle nuove strutture. 

Una proposta di delibera in Regione e in Comune di Milano vorrebbe degradare la destinazione dell'area del Parco da "agricola" ad "area a verde" garantendo, così, una maggiore possibilità ulteriore a quella già deliberata di edificazione. Nei progetti differenti esistenti in campo, oltre a quelli riguardanti nuove aree urbane per edilizia privata o convenzionata, sottoposta, quindi, ad alti canoni di affitto e di vendita, abbiamo anche la prospettiva di estendere lo IEO, l'Istituto Europeo per l'oncologia, costituendone un polo di ricerca. Non è ancora compresa la portata volumetrica del progetto, nonchè non è ben evidenziata la funzione dei singoli edifici, che saranno integrati nel piano generale di ricerca, quindi le diverse parti che comporranno il progetto complessivo. 

Il progetto è chiaramente encomiabile, essendo volto alla ricerca scientifica contro le malattie tumorali. Niente può essere detto e opposto nel merito, ma il tema all'ordine del presente post è altro. E' un tema di sostenibilità di singoli progetti a livello urbanistico, ambientale, sociale, culturale, ecologico, economico. Si evidenzia nel comunicato di Legambiente dell'aprile 2008, sottoscritto da altre organizzazioni, che il Piano di Governo del Territorio non è adeguato e non garantisce gli strumenti, che un tempo garantiva, di calibratura dei diversi interventi in merito alle conseguenze derivanti sul territorio in cui gli stessi andavano a inserirsi. Il Piano permetteva, infine, una partecipazione più attiva e consapevole di cittadine e di cittadini all'analisi, prima, dell'opera e all'approvazione o non approvazione della stessa, avendo canali opportuni dove poter palesare le proprie considerazioni e pareri. I consigli di zona a Milano e i comuni potevano avere disponibilità temporali entro le quali poter consultarsi in merito e poter esprimere posizioni ufficiali circa i singoli progetti. Questo, ormai, appartiene al passato. I tempi stessi, parlo di Milano, per esperimere localmente e circoscrizionalmente pareri in merito ai singoli progetti sono stati ulteriormente decurtati, decurtando in complesso la potestà stessa della tipologia di intervento del consiglio circoscrizionale. Possiamo dire che questa potestà è ormai meramente consultiva non vincolante, ossia il Comune può decidere se recepirne la portata o respingerla. 

E' anche interessante come opere di possibile devastazione culturale e sociale di un determinato ambiente, promosse a prescindere dal contesto in cui si collocano, possano essere interpetate come opportune solamente se si evidenziano le iniziative collaterali da esse derivanti. Mi spiego meglio: la proposta recepita dal parco e dai 60 comuni permetterebbe di aumentare la destinazione di area edificabile del parco complessivo anche per promuovere un'opera infrastrutturale di avanzamento della comunicabilità tra l'autostrada Milano Malpensa e la Tangenziale Est. E', questo, un esempio di come indorare la pillola amara con un dolce sapore.

E' possibile, me lo sono chiesto anche in merito alle irricevibili dichiarazioni del ministro per le infrastrutture Matteoli fatte in appoggio al progetto devastante del raccordo maremmano dell'autostrada, che si pensi di procedere con una politica sulla mobilità ormai inconcepibile nel contesto attuale dello sviluppo di pratiche di mobilità alternative e sostenibili, quali il trasporto su ferro o, addirittura, per vie idriche e fluviali, come avviene a Parigi?  Esistono vie alternative che potrebbero, se azionate, garantire un alleggerimento cospicuo del congestionamento autonomobilistico e una maggiore sostenibilità a livello economico e sociale, ambientale ed ecologico. Sono concorde sul fatto che occorra rendere comunicabili diverse vie con l'aereoporto di Malpensa: ma occorre farlo solo incrementando strade e autostrade che tagliano ingenti aree di parco e di paesaggio storico urbanistico, e non, come avviene nel resto d'Europa, ma non solo, incrementando e investendo su vie alternative di trasporto, da quelle ferroviarie a quelle metropolitane, a quelle fluviali?

Opporsi a questa proposta non è indice di "localismo individualistico", la cosiddetta sindrome di nimby, nè di luddismo nostalgico, ossia di idiosincrasia con qualsiasi opera che suoni vagamente come "progresso". Opporsi a questo progetto è sinonimo di voler difendere e tutelare un bacino che è un valore e un patrimonio comune, e che in senso collettivo deve essere governato con la consapevolezza di gestione di un'area notevole a livello ambientale e con una responsabilità intergenerazionale utile e congrua a renderci consapevoli che ogni proposta di modifica dello sviluppo urbanistico, oggi nel contesto milanese e metropolitano, potrebbe avere effetti irreversibili, come sottolineato dal direttore generale del FAI, Marco Magnifico.

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

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Inserito da il Inserito da Giovanni Gronda il Mar, 30/12/2008 - 10:40

Leggo che il grande direttore d'orchestra Claudio Abbado, da anni "esule" da Milano, è disposto a tornare nella nostra città in cambio di novanta mila alberi piantati a Milano.
Anche Abbado, come molti milanesi fanno da anni rileva le inquietanti condizioni ambientali :"Milano di oggi non è certo un luogo dove si sostiene la cultura. E neanche il resto, date le condizioni di degrado ambientale in cui versa".
Quello che non emerge dall'iniziativa del Direttore è che forse la nostra città non avrebbe difficoltà ad accontentarlo, reperendo probabilmente i soldi per i 90mila alberi dagli "oneri di urbanizzazione" o dagli "scomputi urbanistici" di qualche PII, secondo il collaudato meccanismo del "per piantare verde distruggo altro verde".

Purtroppo, o forse per fortuna, il problema di Milano non è risolvibile con gli alberi: i PM10, che causano 3 morti al giorno solo a Milano (più un numero imprecisato di asmatici), sono riducibili solo emettendone meno, e siccome la maggior fonte di emissione dei PM10 sono i veicoli su gomma, la soluzione è fare esattamente il contrario di quello che si sta facendo oggi a Milano ma anche in Lombardia: ridurre il numero di strade e realizzare ferrovie, in modo che la gente sia incentivata a lasciare l'auto a casa. L'unico provvedimento che va in tal senso, ma che appare una goccia nel mare, è l'ecopass.
 
Forse Abbado si riferiva più al ruolo estetico che hanno gli alberi più che al ruolo sulla salute (che secondo eminenti pneumologi addirittura peggiorerebbero gli effetti dei PM10).

Qui sotto il link all'intervista:
http://www.corriere.it/spettacoli/08_dicembre_30/giuseppina_manin_abbado_e_milano_5bde29ee-d643-11dd-894c-00144f02aabc.shtml

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Inserito da il Inserito da Enrico Vigo il Dom, 28/12/2008 - 09:30

www.aemgas.it/home/cms/aem_gas/impianti/famagosta/

Situata al confine tra le due zone 5 e 6, a sud della rimessa MM Famagosta sul lato destro della corsia nord verso Milano della autostrada A7 (MI-GE) Via del Mare, la Stazione di Cogenerazione AEM-FAMAGOSTA, costruita gli anni scorsi alla chetichella, tra assordanti silenzi dei consigli di Zona, riscalda le lontane case dei cittadini della Zona 5 e scarica tutti i suoi micidiali gas combusti e polveri sottili (ovviamente nella norma, o spero) praticamente vicino alle case della Zona 6, e non è certo aria di alta montagna quella che viene riversata ogni ora del giorno tra le case non teleriscaldate della Zona 6, parlare di emissioni a norma significa parlare di emissioni, non di emissioni zero o vapore acqueo come taluni mentendo sapendo di mentire tentano impacciatamente d'imbonire. 
Proprio un bel regalo fatto dal Comune di Milano agli abitanti delle vie Cascina Bianca, De Finetti, Danusso, San Paolino, San Vigilio della Zona 6. Chi pensava di abitare nel verde, oltre all'al tratto urbano della autostrada A7 (MI-GE) non del tutto mitigato (mancano tratti di terrapieno vicino alla Cascina Cantalupa) da anni si ritrova questo mastodontico impianto a togliere ogni illusione, ricordare che non c'è pace per questa periferia, e il verde è una illusione ottica distorta, nell'aria c'è altro, sicuramente nanopolveri (PM2,5) e gas combusti.
Le aree attorno all'impianto in Zona 5 e 6, mi riferisco alle radure brulle piene di discariche, rottami etc.  andrebbero piantumate a verde boschivo intenso con alberi d'alto fusto (incluso qualche sempreverde idoneo in inverno a fare presenza tra gli alberi autoctoni generalmente spogli).

In Zona 5 c'è una poderosa iniziativa edilizia nell'adiacente attaccatissima area EX-CARTIERE BINDA - CONCA FALLATA, che vedrà presto la presenza di altre migliaia di cittadini, abbiamo già cantieri attivi e case in avanzato stato di costruzione, e nel FORUM dei futuri abitanti del sito c'è già chi comincia a preoccuparsi della salubrità del sito.

Mi auguro che il buonsenso dei due consigli di Zona produca effetti positivi per i cittadini e che il Comune di Milano con una operazione congiunta e coordinata delle due Zone, la 5 (quella che dovrebbe avere i maggiori sensi di colpa) e la 6  venga indotto a risarcire  cittadini creando una fascia di rispetto boschiva nel raggio di 5-700 metri dall'impianto a tutto tondo a 360°, ben oltre le timide alberature oggi esistenti, e con l'occasione che si proceda (specie in Zona 5) a rimuovere le discariche abusive diffuse nel verde, spesso occupate da nomadi di passaggio che alla partenza lasciano le prevedibili consuete tracce-ricordo, talune storiche ancora visibili.

Possiamo sperare che si proceda in fretta a risarcire in questo modo i cittadini milanesi  cui è stata scippata irrimediabilmente la qualità dell'aria? 

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Inserito da il Inserito da Antonella Fachin il Mer, 24/12/2008 - 13:47

Per opportuna informazione e adesione.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. CAMPAGNA NAZIONALE

logo-stop-al-consumo-di-territorio
STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

campagna nazionale

L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.
Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.
Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno.
Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.
Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura.
Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.
Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.
Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite.
Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.
La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata.
Curiamola!
STOP AL CONSUMO
DI TERRITORIO
 Aderisci alla campagna nazionale: altritalialtromondo@gmail.com
campagna promossa da
AltritAsti , Gruppo P.E.A.C.E. Pace, Economie Alternative, Consumi Etici - www.altritasti.it
AltrItalialtroMondo, il blog del sindaco di Cassinetta di Lugagnano – http://domenicofiniguerra.wordpress.com
Cibernetica Sociale Italia, www.ciberneticasociale.org
Eddyburg, Urbanistica, politica, società - www.eddyburg.it
Movimento per la Decrescita Felice  - www.decrescitafelice.it
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MANIFESTO NAZIONALE E PRIME ADESIONI
STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO
Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato
Campagna nazionale

 

Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Pur in presenza di un sensibile calo demografico della popolazione italiana negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali  (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.).

 

Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni  vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e  non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.

 

Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari  sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).

 

Tutto ciò porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici e dall’altra all’aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta  nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”. Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali, oggi troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.

 

Ma i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse, seguire strade alternative? Sì!
Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad  indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.
Il movimento di opinione per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO e i sottoscritti firmatari individuano 6 principali motivi a sostegno della presente campagna nazionale di raccolta firme.

 

STOP: PERCHÉ?
1.     Perché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci comunali.
2.     Perché si cambi strategia nella politica urbanistica: con l’attuale trend in meno di 50 anni buona parte delle zone del Paese rimaste naturali saranno completamente urbanizzate e conurbate.
3.     Perché occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità (impronta ecologica) che dal punto di vista paesaggistico.
4.     Perché il suolo di una comunità è una risorsa insostituibile perché il terreno e le piante che vi crescono catturano l’anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per la frescura che rilascia d’estate, per le coltivazioni, ecc.
5.     Per senso di responsabilità verso le future generazioni.
6.     Per offrire a cittadini, legislatori ed amministratori una traccia su cui lavorare insieme e rendere evidente una via alternativa all’attuale modello di società.


STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

I seguenti firmatari richiedono una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa “mappatura” di case sfitte e capannoni vuoti.

Sottoscrivono quindi questo manifesto perché si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico del Paese.
  
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Inserito da il Inserito da Maurizio Baruffi il Dom, 07/12/2008 - 16:00

http://www.polisblog.it/post/3057/maurizio-baruffi-a-tutto-campo-su-polisblog-milano-tra-expo-2015-e-ecopass-la-moratti-e-il-futuro-dei-verdi

Maurizio Baruffi a tutto campo su Polisblog: Milano tra Expo 2015 e Ecopass, la Moratti e il futuro dei Verdi

Maurizio Baruffi nasce a Milano l’8 agosto 1967; laureato in Scienze Politiche, è tra i fondatori di Libertà Futura, militante laico e redattore di Radio Radicale negli anni ‘80. Poi con i Verdi, per coniugare la difesa dell’ambiente e quella dei diritti civili; è direttore di Fuoriluogo e dell’omonimo supplemento mensile de “Il Manifesto” dedicato alle politiche sulle droghe e alle problematiche del carcere. E’ stato collaboratore di Franco Corleone e sottosegretario alla giustizia nei governi Prodi, D’Alema e Amato. E’ consigliere a Palazzo Marino e promotore dell’intergruppo degli “Amici della bicicletta”.

A Polisblog racconta come giudica Milano, i suoi “lavori in corso” e la sua visione del futuro dei Verdi e dell’ambientalismo più in generale.

Milano e Expo 2015: un’opportunità o l’ennesima violenza sulla città?
Una grande occasione per Milano e per il pianeta, se si svilupperà davvero l’obiettivo ambizioso di ragionare sull’alimentazione come chiave per lo sviluppo economico sostenibile del sud del mondo. L’altro interrogativo fondamentale è: sarà una colata di inutile cemento o una proficua occasione di sviluppo qualitativamente sostenibile?

Arruolarsi oggi nell’uno o nell’altra fazione, pregiudizialmente e faziosamente, è una facile tentazione. Ma la politica è anche faticosa comprensione di quello che accade, si muove, spinge, nella società e nel mondo. E allora fingere che il tema scelto da Milano per candidarsi all’Esposizione Universale del 2015 (Nutrire il pianeta. Energia per la vita) sia pretestuoso, superfluo o inutile significa non voler partecipare allo sforzo planetario indispensabile per governare il tema dell’accesso al cibo sano, di qualità e adeguato ai bisogni della popolazione mondiale. Significa scegliere di lasciare in mano ai grandi gruppi dell’agroalimentare e delle biotecnologie la proposta (magari illusoria) di soluzione del problema. Significa rinunciare in partenza a condizionare le scelte che, in un gioco di specchi, rimbalzano fra i temi dello sviluppo sostenibile, della globalizzazione, dell’accesso equo alle risorse, della redistribuzione della ricchezza sul pianeta, del tentativo di contrastare carestie, migrazioni di massa e nuovi conflitti motivati dal controllo del grano e del riso, invece che del petrolio. E poi c’è il tema dei territori su cui Expo si svolgerà. Per approfondire vi rimando ad alcuni interventi sul mio blog.

Ecopass: come lo giudichi (e nel caso ti sembri troppo poco hai qualche proposta?)

L’ecopass è positivo perchè ha fatto passare il principio che l’uso indiscriminato dell’auto può essere soggetto a pedaggio, credo sia poco efficace sotto il profilo dell’inquinamento mentre potrebbe funzionare molto meglio come “tassa sulla congestione”. Bisogna estendere le categorie di auto sottoposte a pedaggio e pensare a un allargamento progressivo dell’area coinvolta, garantendo però che i soldi raccolti vadano tutti al finanziamento del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile. Anche in questo caso nel blog trovate qualche approfondimento.

Un tuo giudizio sull’operato del sindaco Moratti fin qui.

Deludente. Il sindaco avrebbe potuto segnare una grande discontinuità dalla giunta Albertini rivedendo il piano parcheggi, realizzando le piste ciclabili e rallentando la sfrenata crescita urbanistica della città: non lo ha fatto e questo mi delude profondamente. Le va riconosciuta l’introduzione dell’ecopass e, da oggi, l’avvio del bike sharing, per il resto è un disastro il suo modello etico di riferimento, vorrebbe trasformare i giovani milanesi consumatori di cannabis in seguaci dell’erede del santone di San Patrignano..

Parliamo di politica nazionale: quali sono stati a tuo avviso gli errori dei Verdi e quale futuro per il movimento ambientalista?

I verdi hanno sbagliato moltissimo in Italia, direi quasi tutto: come in Germania, i Verdi hanno senso se sono forza autonoma e distante dai partiti della sinistra ex post o tuttora comunista. La classe dirigente si è dimostrata inaffidabile e molto omologata al resto della classe politica e, negli anni, è venuto a mancare un rapporto serio e costruttivo con il mondo dei saperi scientifici e dell’associazionismo ambientalista; ora è necessario riflettere fino in fondo sulla utilità dei verdi come partito politico funzionale al miglioramento delle politiche di tutela dell’ambiente, di consumo critico, di riduzione degli squilibri fra paesi ricchi e poveri. Ci misureremo alla prossime elezioni europee del 2009, se la legge elettorale non verrà cambiata con un’alta soglia di sbarramento, ma se il risultato non fosse clamorosamente in risalita dovremo prendere atto della realtà e decidere quale futuro dare alla nostra energia prima di disperderla del tutto.

Come giudichi l’attività di Greenpeace (a Milano e in generale)?

Greenpeace ha realizzato imprese epiche e ha dato all’ambientalismo globale una forza romantica come nessun altro. Nella sua dimensione locale è meno efficace, ma deve continuare a contribuire alla crescita di una cultura ecologista che tenga assieme l’azione locale e il pensiero globale (come fa chi si batte per una pista ciclabile o per un giardino alberato in più) e l’azione globale di chi agisce con la nonviolenza per fermare una nave inquinante o che minaccia la biodiversità del pianeta.

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Inserito da il Inserito da Sara Bragonzi il Mer, 03/12/2008 - 14:18

 Si è chiuso ieri il convegno

"Sostenibilità, ambiente, innovazione, una sfida che parte da Milano" promosso da Assolombarda, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio di Milano

 

 Il convegno prevedeva la firma di un patto sulla sostenibilità tra i tre organizzatori, Comune, provincia, regione e le associazioni ambientaliste.

la firma è stata rimandata, a quando?, ma in ogni caso le associazioni ambientaliste fanno sapere che:

 

Le associazioni ambientaliste sono pronte ad aderire all'intesa “Milano Sostenibile”

Mettere al servizio della collettività il bagaglio delle proprie competenze e conoscenze in materia di sostenibilità ambientale. Con questo spirito Associazione Ambiente Lavoro, CHIamaMILANO, FAI - Fondo Ambientale Italiano, Italia Nostra Milano, Legambiente, LIPU, Vas Lombardia, WWF Lombardia si dichiarano pronte ad aderire all'intesa “Milano Sostenibile”, assieme a Assolombarda, Fondazione Cariplo, Camera di Commercio di Milano, Comune, Provincia, Regione Lombardia e Università milanesi. Le associazioni ambientaliste, da sempre impegnate nel promuovere la cultura della sostenibilità, vogliono in questo modo cogliere l’opportunità di cooperare e collaborare con le istituzioni per ridefinire le politiche ambientali del territorio, soprattutto in vista di Expo 2015.

“Siamo pronti a fare la nostra parte nell’intraprendere un percorso partecipativo che produca un reale cambiamento nelle politiche ambientali della nostra città – dichiara Marco Menichetti a nome di tutte le associazioni ambientaliste coinvolte –. Finora è stato fatto poco per promuovere la mobilità sostenibile, tutelare la biodiversità, fermare il consumo di suolo e dare un impulso alla rivoluzione energetica delle fonti rinnovabili e dell’efficienza che deve assumere già ora gli obiettivi definiti in sede europea”.

L’Expo 2015, citato esplicitamente nell'Intesa, deve rappresentare – secondo le associazioni - l'occasione per imboccare la via della sostenibilità, sull’esempio delle politiche virtuose già avviate in molte capitali europee e di cui il piano cosiddetto 20-20-20 è un indiscutibile caposaldo. Il percorso positivo annunciato dal dossier di candidatura deve essere intrapreso con coraggio: per lavorare ad un evento che segni davvero un cambiamento per Milano e la Lombardia, occorre lasciarsi alle spalle le ipotesi speculative sul Parco Agricolo Sud e ricollocare l'indebita invasione di campo da parte di progetti autostradali che non sono strategici per il buon esito di Expo.

Le associazioni sono pronte ad aderire al Patto con lo scopo di essere parte attiva di un tavolo istituzionale per il futuro di Milano. In particolare metteranno a disposizione il proprio bagaglio di conoscenze, frutto di una pluridecennale attività nel campo della sostenibilità ambientale. Tra le priorità ci sono la riduzione del consumo di suolo e la valorizzazione delle realtà agricole della Lombardia, il miglioramento della qualità dell’aria - attraverso misure di road pricing estese all’intera Regione e il potenziamento di forme di mobilità alternative all’auto privata -, la tutela della biodiversità e la riduzione delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra.

Le Associazioni prendono molto seriamente la loro adesione all'Intesa e chiedono altrettanta coerenza nel far seguire alle parole i fatti.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 02/12/2008 - 22:17

Dal sito Web del Comune di Milano:

Ambiente

Comune e A2A insieme per l'auto elettrica

Avviato nell'ambito del Piano per la Mobilità sostenibile, un gruppo di lavoro per promuoverne la più larga diffusione sul territorio comunale

Milano, 2 dicembre 2008 - L'auto elettrica, a differenza dell'auto a combustione, comporta, infatti, "zero emissioni" sia di CO2 che di polveri sottili, oltre a una sostanziale riduzione della dipendenza dal petrolio. Nell'ambito del Piano per la mobilità sostenibile, il Comune e A2A, l'azienda di servizi di pubblica utilità che opera nei settori della produzione di elettricità e gas, hanno avviato un gruppo di lavoro per promuovere la più larga diffusione dell'auto elettrica sul territorio comunale.

“Le tecnologie per una larga diffusione dei veicoli elettrici sono ormai pronte e disponibili sul mercato – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci -. Per questo la città di Milano intende porsi come area di sperimentazione per soluzioni all’avanguardia nel quadro delle proprie politiche per il miglioramento ambientale. Tale attività – sottolinea Croci - è coerente con l’impegno del Comune di ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro l’anno 2020 e si inserisce nell’ambito dello sviluppo del Protocollo di Kyoto di cui si sta discutendo alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Poznan”.

Il progetto è finalizzato alla sperimentazione di forme di mobilità alternative incentrate sull'auto elettrica che consentiranno una forte riduzione delle emissioni inquinanti (CO2 e polveri sottili).
Il Gruppo A2A ha chiesto di poter sviluppare le infrastrutture necessarie alla ricarica dei veicoli elettrici.
Un gruppo di lavoro definirà in tempi brevi il progetto pilota finalizzato a testare, già nel 2009-2010, la fattibilità tecnica nonché il gradimento commerciale dell'auto elettrica. A tal fine sono in corso contatti con le maggiori case automobilistiche che hanno sviluppato progetti di "e-mobility", per individuare e scegliere il partner industriale più adatto alla sperimentazione e alla successiva diffusione dell'auto elettrica.
Il progetto sperimentale prevede la realizzazione dell’infrastruttura di base (rete elettrica, stazioni, control center) e l’utilizzo di circa 100 auto elettriche e ibride. Grazie alla collaborazione di A2A, il Comune avrà la possibilità di ampliare e rilanciare il programma già avviato per l’installazione di colonnine di ricarica sul territorio comunale.

“Con questa iniziativa – ha spiegato Croci - il Comune intende proseguire la sua politica innovativa e all'avanguardia a livello europeo per la riduzione dell'impatto ambientale della mobilità e del traffico urbano, ponendo le basi per un’effettiva elettrificazione del parco circolante nel territorio cittadino”.
A2A, che ha fatto della sostenibilità la sua missione e che è già operativa con grandi progetti di energia pulita, come il piano per il teleriscaldamento, “vuole cogliere – ha detto il Presidente del Consiglio di Gestione Giuliano Zuccoli - l’opportunità del nuovo salto tecnologico fatto dall’industria dell’automobile per rivoluzionare l’approccio alla diffusione dei veicoli e-drive sul territorio urbano.
Al Comune di Milano, che si pone all’avanguardia nella sperimentazione con le più sensibili capitali europee (Berlino, Londra), A2A offre la disponibilità ad investire nelle infrastrutture per diventare un promotore attivo di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni nocive”.

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