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Inserito da il Inserito da Giovanni Gronda il Dom, 10/05/2009 - 15:13

VISTA
la crescente pressione (e passione) dei Milanesi verso la bicicletta come mezzo di trasporto,
ALLA LUCE
della situazione disastrosa della mobilità ciclabile Milanese,
IN ATTESA
delle varie promesse per i 100 1000 10000 km di ciclabili di cui Milano si doterà, forse, un giorno,
CHIEDO
all'Assessore Croci di iniziare, sull'esempio di alcune città estere, a creare, almeno, delle corsie per le biciclette su alcune strade in cui si intenderanno fare poi le ciclabili.

chi vuole unirsi a chiedere, subito, qualcosa come quello mostrato nel video sopra (http://www.piste-ciclabili.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=2231) ?

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Gio, 30/04/2009 - 16:44

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

MOBILITÀ SOSTENIBILE. CROCI: “CON RINNOVO VEICOLI MERCI BENEFICI PER COMMERCIANTI E AMBIENTE”

Milano, 30 aprile 2009 – Logistica delle merci, filtri antiparticolato e riduzione delle polveri sottili. Se ne è parlato oggi al Palazzo delle Stelline a conclusione del convegno di Legambiente “Inquinamento e traffico commerciale a Milano”. Alla tavola rotonda hanno partecipato l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci, Andrea Poggio vicedirettore nazionale di Legambiente, Simonpaolo Buongiardino amministratore dell’Unione del Commercio, Bruno Tronchetti Provera, Presidente Pirelli Ambiente Eco Technology e Ottavio Gioglio, general manager di Iveco.

“Comune e Regione - ha detto Croci nella sua relazione - sono impegnati da tempo, con provvedimenti sinergici e strutturali, a limitare e disincentivare l’uso delle auto più inquinanti con l’obiettivo di migliorare l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. Ora stiamo studiando un sistema anche per la logistica delle merci”. “Oggi esistono le condizioni per migliorare le performances ambientali dei veicoli commerciali – ha aggiunto –. Attraverso gli incentivi statali e regionali si possono acquistare veicoli merci nuovi o applicare al parco esistente i filtri antiparticolato che contribuiscono a ridurre le emissioni inquinanti. Inoltre si possono studiare nuove logiche più efficienti per il trasporto urbano delle merci”.
“I benefici che si possono ottenere – ha concluso Croci – sono sia per i commercianti, che risparmiano sui costi di gestione dei mezzi, che per l'ambiente e per i cittadini. Questa è la strada che stiamo percorrendo in collaborazione con le altre istituzioni, i rappresentanti dei commercianti e le aziende produttrici”.
A Milano oltre il 50 per cento dei veicoli merci leggeri in circolazione appartiene ancora a motorizzazioni Euro 0, 1 o 2 che dal prossimo ottobre saranno sottoposti al divieto di circolazione per 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, stabilito dalla Regione Lombardia.
Obiettivo del tavolo di lavoro in corso tra Comune e Unione del Commercio è di giungere a una razionalizzazione e a una maggior efficienza della distribuzione delle merci: oggi solo il 13 per cento dei veicoli commerciali viaggia con un carico di oltre il 50 per cento della capacità del mezzo e il 35 per cento dei veicoli effettua solo una consegna al giorno.

Sul fronte della produzione dei filtri antiparticolato, da installare sui veicoli commerciali per abbattere le emissioni inquinanti, la risposta arriva dal presidente di Pirelli Ambiente Eco Tchnology, Bruno Tronchetti Provera: “I filtri antiparticolato per i veicoli commerciali sono oggi disponibili sul mercato ed esiste già anche la rete di distribuzione e personale istruito per montarli sui mezzi - ha spiegato -. Pirelli chiede ora il supporto delle istituzioni per l'applicazione delle normative che disciplinano la circolazione dei veicoli più inquinanti”.

Concorde sul porre in atto azioni strutturali per dare vita a una “ecologia commerciale sostenibile” anche l’Unione del Commercio: “Poiché la salute dei cittadini non è barattabile e riguarda tutti, compresi i commercianti che sono a loro volta cittadini milanesi, non possiamo che avere interesse affinché sia tutelata e rispettata - ha affermato Buongiardino -. Oggi, con la tecnologia che mette a disposizione soluzioni efficaci come i filtri antiparticolato, con la Regione che mette a disposizione incentivi economici e il Comune che si è reso disponibile a coniugare incentivi e disincentivi per gestire il traffico su merci, anche i commercianti ribadiscono la loro disponibilità a collaborare”.

Anche da parte di chi produce i veicoli commerciali arriva un segnale di sostegno all’ambiente. “Iveco produce sia veicoli diesel ecologici che veicoli a metano a basso impatto ambientale - ha spiegato Ottavio Gioglio, general manager dell'azienda -. Stiamo collaborando con il Comune per la diffusione di veicoli commerciali ibridi, come quelli usati da Fedex, che garantiscono anche bassissime emissioni di anidride carbonica”.

A chiusura della tavola rotonda, l’intervento del vicedirettore nazionale di Legambiente, Andrea Poggio: “Per combattere l’inquinamento - ha detto - non possiamo prendercela solo con le automobili e i motorini. I camion e i furgoni sono oggi il principale pericolo per la salute e l’incolumità dei cittadini di Milano. Per questa ragione dobbiamo cambiare radicalmente la logistica delle merci. Nel frattempo si devono applicare i filtri a tutti i veicoli commerciali e si deve incentivare la vendita di nuovi mezzi esclusivamente a metano diesel o con il filtro di serie”.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 27/04/2009 - 16:56

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

TELERISCALDAMENTO. CROCI: ”COL CALORE PULITO, RISPARMIO ECONOMICO E BENEFICI PER L’AMBIENTE”

Milano, 27 aprile 2009 – Teleriscaldamento a Milano, il futuro della città è anche nell’energia pulita. Se ne è parlato questa mattina a Palazzo Marino, durante il seminario “Aree urbane, teleriscaldamento e sostenibilità” promosso dall’Assessorato alla Mobilità, Trasporti e Ambiente e dall’Airu, l’Associazione italiana per il riscaldamento urbano, in collaborazione con A2A. Sono intervenuti l’assessore Edoardo Croci, il presidente di Airu, Francesco Gullì, Massimo Tiberga, direttore Calore e servizi di A2A e Annalisa Gussoni direttore del settore Ambiente del Comune. Alle prime relazioni è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato tecnici ed esperti del settore.

“Il piano di sviluppo del teleriscaldamento a Milano, sottoscritto due anni fa da Comune e A2A, è ambizioso: esso permetterà di raggiungere oltre 700mila abitanti nel 2015 - ha spiegato nel suo intervento l’assessore Croci -. Che ha aggiunto: “Entro fine anno raggiungeremo più di 220.000 cittadini, portando calore pulito nelle loro case, utilizzando tecnologie particolarmente innovative che ci consentono maggiore sicurezza e costi inferiori”. “Col teleriscaldamento si hanno benefici economici, ma anche vantaggi per l’ambiente - ha ricordato Croci -. Il risparmio per i cittadini varia a seconda del tipo di caldaia che si sostituisce ed è nell’ordine di alcune centinaia di euro all’anno. Inoltre non bisogna dimenticare che il teleriscaldamento permette di inquinare meno e di contribuire ad avere una città più pulita”. Concorde sull’argomento Francesco Gullì, presidente dell’Airu: ”Questo importante programma di sviluppo del teleriscaldamento testimonia da sé i benefici che questo tipo di azioni possono portare alla collettività e a Milano”.

Teleriscaldamento a Milano. Entro il 2009 saranno oltre 220.000 gli abitanti a scaldare le proprie case utilizzando il calore recuperato dall’acqua di falda (con le pompe di calore) o il metano (con motori turbo gas) nelle centrali di cogenerazione o dalla combustione dei rifiuti dell’inceneritore Silla2 a Figino. Un numero di milanesi destinato ad aumentare di anno in anno fino a superare quota 730.000 nel 2015, grazie a una rete di tubazioni che passerà dai 72 chilometri previsti quest’anno a 239, triplicando la sua estensione. Nell’anno dell’Expo la produzione di calore pulito sarà di oltre 1.450 megawatt termici (ne servono circa 8,4 chilowatt per riscaldare una casa di 100 mq), circa mille in più rispetto ai 445 megawatt che saranno generati entro quest’anno. Grandi quantità di energia a impatto ambientale zero, cioè senza emissione di tonnellate di polveri sottili e inquinanti nell’aria. Grazie alla nuova tecnologia, nel 2015 si eviterà ogni anno la produzione di 163.384 tonnellate di anidride carbonica (CO2), di 268 tonnellate di ossidi di azoto (NOX), di 408 tonnellate di ossidi di zolfo (SOX) e di 23 tonnellate di Pm10, contribuendo per circa la metà, per quanto riguarda la CO2, all’impegno (sottoscritto da Milano alla Covenant of mayors) di ridurre la produzione di gas serra del 20 per cento, entro il 2020. Un risultato concreto sull’ambiente di cui la città e i milanesi stanno già beneficiando. Quest’anno con l’estensione del teleriscaldamento ad altri 42.500 abitanti, la riduzione degli inquinati sarà di 30.600 tonnellate di CO2, di 40 tonnellate di NOX, di 55 tonnellate di SOX e di 3 tonnellate di Pm10. L’estensione del teleriscaldamento toccherà vecchie zone già servite, con il completamento e l’adeguamento degli impianti esistenti (Famagosta, Figino, Bicocca –Tecnocity, Canavese, Comasina e Linate) e altre aree della città, dove saranno invece realizzate le nuove centrali: ricevitrice nord in zona Bicocca (dal 2009); Santa Giulia e Bovisa (dal 2010); ricevitrice sud in zona Ripamonti, Gonin al Lorenteggio e Musocco (dal 2012); ricevitrice ovest a Baggio (dal 2013) e Sarca (dal 2014).

Il piano di sviluppo del teleriscaldamento si unisce ad altre azioni del Comune finalizzate al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni inquinanti. Tra queste vi è la sostituzione degli impianti di riscaldamento ancora alimentati a gasolio, di molti edifici pubblici e stabili di edilizia residenziale Aler, con centrali a metano o teleriscaldamento. Ci sono poi i controlli sugli impianti privati. Per la “stagione termica” 2008-2009 il Comune ha già completato le 5.000 ispezioni previste sulle caldaie centralizzate (potenza superiore a 35kw corrispondente a interi edifici). Sono stati effettuati esattamente 4.960 controlli sugli impianti termici centralizzati. Di questi 3.478 sono alimentati a gas metano, 1.464 a gasolio e 18 con il teleriscaldamento. Per le caldaie autonome, di piccole dimensioni (potenza inferiore a 35 kw) solitamente a metano, sono stati effettuati i primi 610 controlli. Le verifiche proseguiranno fino a giugno. Infine, per incentivare la sostituzione degli impianti termici, il Comune ha pubblicato due bandi, il primo con un finanziamento della Regione di 500.000 euro, il secondo con un contributo proprio di 3 milioni di euro.

cartina con il piano del teleriscaldamento

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 14/04/2009 - 20:39

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

SI SPENGONO I RISCALDAMENTI. IL COMUNE HA PROVVEDUTO AI CONTROLLI PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI

Milano, 14 aprile 2009 - Domani, 15 aprile, si spengono nel capoluogo lombardo i riscaldamenti che sono tra i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico in città. Infatti, la percentuale di polveri sottili PM10 prodotta dalle caldaie è pari al 21% del totale annuo. Quota che sale al 44% nei mesi invernali.

“Lo spegnimento degli impianti di riscaldamento elimina un’importante fonte di emissioni e di inquinamento dell’aria”, ha detto l’Assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente, Edoardo Croci.
“Per la stagione termica 2008/2009 – ha sottolineato Croci - il Comune di Milano ha già completato i 5.000 controlli previsti sugli impianti termici centralizzati e continuerà con i controlli degli impianti di riscaldamento autonomi fino a tutto il mese di giugno. Inoltre – precisa – sono stati effettuati 113 controlli sul rispetto delle temperature”.

Nella stagione termica 2008/2009 sono stati effettuati 4.960 controlli sugli impianti termici centralizzati (con potenza installata oltre i 35kW). Di questi, 3.478 sono alimentati a gas, 1.464 a gasolio e 18 tramite il sistema di teleriscaldamento.
I procedimenti avviati a oggi sono sei e riguardano solo gli interventi che richiedono l’immediato intervento; i dati complessivi sui procedimenti avviati verranno forniti a giugno.
Sono stati inoltre effettuati i primi 610 controlli sugli impianti termici autonomi (potenza inferiore a 35kW) che proseguiranno fino a giugno.

Sono 113 i controlli compiuti per il rispetto delle temperature ( 20° con una tolleranza di più o meno 2 gradi) presso 11 abitazioni e 102 esercizi commerciali. Sono stati avviati 23 procedimenti sanzionatori per il superamento dei limiti massimi di temperatura consentiti dalla legge.

Le disposizioni che regolano lo spegnimento delle caldaie non si applicano a ospedali, case di cura, scuole materne e asili nido, alberghi, pensioni e stabili adibiti a piscine e saune.

“Il Comune, inoltre - prosegue l’assessore Croci – è impegnato nel promuovere sistemi di riscaldamento puliti attraverso il potenziamento del piano di teleriscaldamento e mediante incentivi per la sostituzione delle caldaie a gasolio”.

Nel corso del 2008 il Comune ha pubblicato due bandi, per un importo complessivo di 3.500.000 euro per l’assegnazione di contributi per la trasformazione a gas naturale degli impianti termici per riscaldamento e la sostituzione delle caldaie di età superiore a quindici anni. Il contributo può arrivare fino a 25.000 euro per impianto.
Con il primo bando sono state ammesse ai contributi 21 domande. Per il secondo bando, sono state presentate 110 domande, attualmente in corso di istruttoria tecnica.

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Inserito da il Inserito da Cittadino Anonimizzato a posteriori il Mar, 24/03/2009 - 18:01

Mi piacerebbe che sorgesse una grande serra che ospiti tutte quante le specie botaniche del mondo . Se non sbaglio una cosa del genere esiste a Londra . Il massimo per me sarebbe che sorgesse nel parco di Monza al posto dell  'autodromo , da ricostruire da qualche altra parte , però andrebbe bene anche una " location " per esempio nel parco sud .

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Inserito da il Inserito da Carlo Montalbetti il Lun, 23/03/2009 - 16:19

Ecco un breve resoconto del seminario "Conflitti urbani e partecipazione civica: come decidere con il consenso" che si è svolto oggi presso la Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano in via Conservatorio 7:

Più deleghe agli esperti ma anche più informazioni ai cittadini: questo è in estrema sintesi ciò che gli italiani pensano sia il percorso ideale per la risoluzione dei sempre più diffusi conflitti presenti nel nostro paese in materia ambientale. E’ il più interessante risultato della prima indagine nazionale sul tema della partecipazione civica e del consenso, promossa da Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell’Università di Scienze Politiche di Milano.

La ricerca effettuata da Ipsos, coinvolgendo un campione di 2000 individui rappresentativo degli adulti italiani, ha evidenziato come vi sia diffusa coscienza nel nostro paese della necessità che la decisione per risolvere i conflitti venga presa in ultima istanza dagli esperti dei rispettivi settori.

In particolare sono i sindaci a dover essere investiti secondo gli italiani dal potere decisionale:

- sull’inquinamento il 44% degli intervistati si affida a loro, il 24% al governo nazionale, il 16 a regione e provincia, il 18% agli stessi cittadini;

- sulla raccolta dei rifiuti le percentuali sono simili: 35% i sindaci, 26% governo nazionale, 20% regione e provincia; ben 17% i cittadini;

- sulla viabilità torna in auge il governo centrale (29%) a sostanziale pari merito con i sindaci (28%) e regione/provincia (26%). I cittadini seguono con il 18%.

Coinvolgere i cittadini nelle decisioni politiche è la strada maestra e la raccolta differenziata rappresenta un caso di successo: si tratta di un’esperienza nella quale il coinvolgimento dei cittadini si integra con le competenze dei decisori locali in nome della trasparenza e della circolazione delle informazioni - ha dichiarato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco.- Grazie a questa sinergia l’Italia ha raggiunto in anticipo gli obiettivi di avvio al riciclo (pari al 60% degli imballaggi immessi al consumo) stabiliti dall’Unione Europea.

Se i sindaci escono promossi con buoni voti da questo ulteriore esame, non così accade per quanto riguarda il mondo politico nazionale e quello - sindacale territoriale, giudicati lontani dalla cittadinanza e non in grado di rappresentare un solido punto di riferimento in grado di difendere, in caso di conflitto, gli interessi della popolazione. Meglio quindi in questi casi affidarsi alle associazioni ambientaliste o ai comitati di quartiere, gettonati nel complesso da oltre 3 intervistati su quattro.

Come afferma Paolo Natale, docente di Metodologia della ricerca all’Università di Milano (e che per Ipsos ha curato l’indagine), “gli intervistati mostrano a volte una lucidità che manca agli stessi politici, impegnati più in conflitti ideologici che alla risoluzione dei reali conflitti urbani negli ambiti maggiormente controversi.

Gli italiani ben comprendono come alcune competenze spettino di diritto agli esperti del settore, ma pretendono che - anche e soprattutto in queste materie controverse - chi decide fornisca una esauriente e corretta informazione ai cittadini, tale da metterli in grado di venir informati sui fatti che li coinvolgono in prima persona”.

Utilizzando alcune delle domande poste nell’indagine è stato varato un “indice di partecipazione civica”, teso a verificare nel corso degli anni, dopo questa prima puntata dell’Osservatorio sulla partecipazione civica, quanto sia in aumento o in calo questo processo di delega delle decisioni in materia ambientale. Attualmente, l’indice si posiziona a livello di 43 punti, su una scala che va da un minimo di 0 ad un massimo di 100.

A partire dalla stessa base, è stata infine creata una tipologia degli italiani in riferimento ai soggetti che debbono prendere le decisioni finali sui temi ambientali. Le figure emerse sono state così sintetizzate:

a) i “bonapartisti” (il 27% della popolazione), i quali vorrebbero che tutte le decisioni vengano prese da un ristretto gruppo di esperti;

b) i “razionalisti” (pari al 33%), che individuano caso per caso quali decisioni debbano venir prese “dall’alto” e quali invece “dal basso”;

c) i “populisti” (il restante 40%) i quali vorrebbero invece che fossero i cittadini a scegliere, in tutti o quasi gli ambiti di riferimento. Sono loro che utilizzano il web quale fonte di informazione ma anche strumento di democrazia realmente partecipata.

Carlo Montalbetti

Consigliere Comunale di Milano

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Inserito da il Inserito da Cittadino Anonimizzato a posteriori il Dom, 22/03/2009 - 18:05

Premesso che questa proposta non dovrebbe valere in tutti i casi di emergenze reali e non altrimenti affrontabili , mi piacerebbe che in tutte le aree pedonali , a partire da corso vittorio emanuele e piazza duomo , le forze dell ' ordine e i vigilantes circolassero a piedi e in bicicletta , o magari anche a cavallo , senza moto macchine o altri mezzi motorizzati .

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 20/03/2009 - 16:45

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

MILANO. COMUNE E UNIVERSITÁ FIRMANO ACCORDO PER LA MOBILITÁ SOSTENIBILE

Milano, 20 marzo 2009 – Andare in università con i mezzi pubblici, in bici o a piedi. Con biglietti e abbonamenti ridotti e integrati da utilizzare su tutta la rete dei trasporti e nuovi servizi di mobilità come il bike sharing, il car pooling e il car sharing.
È l’obiettivo del protocollo d'intesa, approvato oggi dalla Giunta, che impegna il Comune e i sette atenei milanesi (Statale, Bicocca, Bocconi, Politecnico, Accademia di Brera, Iulm e Cattolica) a promuovere la mobilità sostenibile tra gli studenti, ma anche tra i docenti e il personale amministrativo, attraverso azioni concrete che offrono alternative all’uso dell’auto privata.

"Comune e università milanesi collaborano per una mobilità sostenibile e un ambiente migliore con interventi a favore di studenti, docenti e personale universitario - ha dichiarato l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente, Edoardo Croci - promuovendo l'utilizzo del trasporto pubblico, carsharing, carpooling, bike sharing e realizzando interventi di ciclabilità e pedonalità".

Comune e università avvieranno un tavolo istituzionale per la promozione della mobilità sostenibile e della pedonalità a cui parteciperanno i mobility manager che raccoglieranno e segnaleranno le esigenze degli studenti. Oltre al tavolo istituzionale che lavorerà alla programmazione degli interventi, sono previsti anche incontri tecnici con le singole università per individuare soluzioni e adottare i provvedimenti necessari alla loro attuazione.

La collaborazione tra Comune e atenei si svilupperà in più punti per sostenere tutte le forme di mobilità sostenibile alternative all’uso dell’auto. Innanzitutto l'utilizzo del mezzo pubblico, promuovendo biglietti e abbonamenti ridotti e integrati da utilizzare su tutta la rete e migliorando la segnaletica, modificando ad esempio, la denominazione delle stazioni della metropolitana inserendo il nome dell’università (Piola Politecnico, Missori Statale, Romolo Iulm e Sant’Ambrogio Cattolica). Poi facendo conoscere e incentivando nuovi servizi come il car sharing, l’auto condivisa a noleggio e il car pooling, per far viaggiare più persone su un’unica auto privata, magari riservando dove possibile un posto auto vicino alle strutture.
Infine, sostenendo l’uso della bicicletta, propria o del bike sharing, installando stazioni e rastrelliere, ciclostazioni e ciclofficine per muoversi da e verso le università, ma anche all’interno delle loro aree. Statale, Bocconi, Cattolica e Accademia di Brera sono servite da stazioni di bike sharing. Per le altre sedi e i loro distaccamenti, l’installazione è prevista entro l’anno.
Per realizzare questi interventi sarà necessario reperire risorse e mettere in campo conoscenze ed esperienze. Anche questo è stato previsto: Comune e università collaboreranno per trovare i mezzi finanziari da destinare alla realizzazione delle azioni e degli interventi programmati dal tavolo istituzionale.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 24/02/2009 - 15:06

Da milano.corriere.it:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/caso_del_giorno/09_febbraio_24/caso-1501031300937.shtml

il caso del giorno

È caro salvare un albero
L’ambientalista va in crisi

La vicenda degli alberi «spostati» dell'ospedale Sacco commentata da Carlo Monguzzi dei Verdi

Caro Schiavi, leggo sul «Corriere» la vicenda degli alberi del «Sacco». Da tempo all’interno dell’ospedale ci segnalano il pericolo dell’abbattimento di alcune decine di alberi per far posto alla cittadella della salute, struttura che andrà ad ospitare, di fianco al Sacco, l’Istituto Besta e l’Istituto dei tumori. Non entro nella questione se fosse più utile per i cittadini che Besta e Tumori rimanessero lì dove sono, ma voglio segnalare due problematiche: una, più semplice, che riguarda il fatto che la nuova struttura interna al Sacco poteva essere tranquillamente costruita in un grosso prato adiacente, e ciò avrebbe comportato il salvataggio della cinquantina di alberi esistenti e felici di stare al mondo. La seconda, più complessa, è se sia giusto spendere 350 mila euro (a noi risulta che possano essere 800 mila) per salvare 12 alberi anche se bellissimi e storici. È un problema che si era già posto quando furono abbattuti 198 alberi per far posto alla nuova sede della Regione, salvandone solo due ad altissimi costi. Non metterò a confronto i 30 mila euro per salvare un albero e i 300 euro al mese con cui parte dei nostri anziani vivono a Milano, ma avanzo il problema del bilancio ambientale: è più utile per l’ambiente, per l’aria che respiriamo, per la vivibilità della nostra città utilizzare 350 mila euro per salvare 12 alberi, o magari utilizzare la stessa cifra per piantarne 12 mila? Non ho la risposta, è una questione che mette in crisi anche uno strenuo difensore di alberi come me. Scrivo sperando che l'argomento possa suscitare un dibattito e che dai lettori arrivi un utile contributo.

Carlo Monguzzi

Caro Monguzzi, si dice che i tempi cambiano le idee e a volte le condizionano: un anno fa, se avessero abbattuto gli alberi davanti all’ospedale Sacco, lei si sarebbe incatenato in piazza per impedirlo; oggi mi viene da dire che non ci sono più i Verdi di una volta: salvano le vecchie piante e un ambientalista di lungo corso mette in crisi le sue convinzioni per una questione di costi... Io però apprezzo l’onestà della sua riflessione; siamo davanti a una scelta e a una scala di valori: contano più gli alberi, il risparmio per il cittadino o l’investimento sul futuro? Per quanto mi riguarda, quando gli alberi non diventano legna da ardere sono felice. Ma non si può restare indifferenti all’ammontare della spesa: i soldi del progetto sono pubblici e i pensionati che soffrono perché hanno perso il sussidio del Comune o hanno avuto l’aumento degli affitti Aler ci guardano indignati. Trovare l’equilibrio tra ansia cementificatrice e rispetto ambientale non è facile. Ma perché invece del bene comune si deve scegliere il male minore?

Giangiacomo Schiavi

24 febbraio 2009

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Sab, 14/02/2009 - 15:36

Vedi anche la segnalazione nella sezione "EVENTI".

Da Milano 2.0:

M'illumino di meno 2009 a Milano: video e intervista a Manfredi Palmeri e Maurizio Cadeo

Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 14:18 in Milano cronaca

Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 M'illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18. Ne aveva parlato il blog Blogosfere Scienza e Salute.

Sul blog di Caterpillar si legge: Nelle precedenti edizioni M'illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il "silenzio energetico" coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Sofia, Palma de Mallorca, Lubiana si sono "illuminate di meno", come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania.

Siamo stati in Piazza Duomo e in Piazza della Scala per vedere cosa succedeva.

Siamo arrivati intorno alle 18 e fino alle 18.30 la situazione era piuttosto normale, anche se avevamo già notato che Piazza della Scala era più al buio del solito.

Alle 18.30 è stata spenta la luce della guglia della Madonnina e siamo tornati in Piazza Scala che era ancora più al buio con tutte le luci del Comune spente. Ma pare che nessuno ci abbia fatto caso più di tanto visto che non c'è stato nessun effetto "spegnimento".

Passando dalla piazza abbiamo incrociato il presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri e l'assessore Maurizio Cadeo. Abbiamo scambiato con loro qualche parola (al buio).

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