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.: Milano Expo 2015
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Inserito da il Inserito da Arturo Bortoluzzi il Sab, 07/02/2009 - 12:21
Expo chiamerà Varese Europea?
 
L'associazione "VARESE EUROPEA" e il Piano strategico dell'area varesina: un'opportunità per decidere il futuro, partendo dalle idee progettuali di ciascuno.

L'associazione "Varese Europea" costituisce un tavolo di progettazione che nasce con la forte volontà di rappresentare uno strumento nuovo ed il più possibile agile attraverso il quale tutti i soggetti del territorio possano partecipare alla definizione di quello che l'Area Varesina vorrà essere e diventare nel futuro, contribuendo con le proprie esperienze, idee ed esigenze a costruire il Piano strategico.

E' infatti precisa convinzione degli associati a Varese Europea che, nell'attuale contesto di competizione globale che non coinvolge più solo le imprese, ma sempre più anche i sistemi territoriali, le possibilità di un territorio di continuare a crescere risiedano innanzitutto nella capacità di dotarsi di una visione del futuro, di obiettivi chiari, concreti e misurabili e degli strumenti per raggiungerli. Ma un progetto così ambizioso, per quanto ben congegnato, non ha nessuna possibilità di riuscita se non viene fatto proprio dal maggior numero possibile di soggetti che vivono ed operano sul territorio.

Gli associati a Varese Europea , provenienti da realtà professionali e culturali differenti, ritengono estremamente positiva l'esperienza sin qui fatta nel percorso di costruzione del Piano strategico. Tale esperienza, che ha avuto inizio nel 1999, si è concretizzata innanzitutto attraverso gli studi di fattibilità e gli incontri finalizzati a dare vita all'Associazione, che hanno identificato l'esigenza di dotare l'Area Varesina di un Piano strategico finalizzato ad individuare percorsi di sviluppo in grado di aumentare innanzitutto l'attrattività e l'accessibilità del nostro territorio.

Oggi è però fondamentale che tale percorso conosca un'accelerazione decisiva, che tutti i soggetti che hanno aderito e aderiranno all'Associazione e contribuiranno a costruire il Piano strategico sempre e in continua evoluzione) e tutti i cittadini che vivono e operano nell'Area Varesina, riconoscano l'importanza di questo strumento unico per decidere il futuro del nostro territorio.

Per questo motivo, gli associati a Varese Europea, invitano dunque:

  • Gli Enti locali, le Parti sociali, le espressioni della società civile dell'Area Varesina ad aderire sin da ora e in modo attivo all'associazione Varese Europea, contribuendo a portare nel Piano strategico le proprie esperienze, esigenze, idee.

  • I cittadini che vivono e operano nell'Area Varesina a considerare il percorso di costruzione del Piano strategico come un patrimonio comune di tutto il territorio ed a contribuirvi nelle modalità e nelle sedi che verranno presto identificate, arricchendo il Piano strategico con i propri suggerimenti ed esperienze.
  • Tutti i media del territorio a dedicare il maggiore spazio possibile ad una discussione aperta sul futuro di Varese che permetta di cogliere tutte le straordinarie opportunità che questo tavolo di discussione e di confronto, offre a tutti i cittadini e agli operatori
Presentazione Statuto Regolamento Soci Consiglio direttivo Gruppi di lavoro Lavori gruppi Contatti

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Gio, 05/02/2009 - 09:14

da ferpi.it:

http://ferpi.it/ferpi/novita/notizie_rp/eventi/eppur-si-muove-/notizia_rp/39082/4

Expo 2015: eppur si muove...

Da Facebook al Togo l’Expo si mette in marcia. Una riflessione-invito di Mariella Governo ai colleghi Ferpi, con tre proposte per unire idee e competenze in vista di questo grande progetto italiano e mondiale.

04/02/2009, Eventi, Commenti

Parole e paralisi: sono i termini che sembrano caratterizzare il primo anno di vita (si fa per dire) di uno dei più grandi progetti che Milano e l’Italia hanno visto negli ultimi decenni: l’Expo 2015.

Pochi si aspettavano che Milano potesse vincere la gara con Smirne, molti di noi hanno esultato in diretta Tv per la vittoria, e – caso raro nel nostro Paese – insieme ai politici, alle istituzioni, ai tecnici presenti alla competizione finale di Parigi. Seppur in piccolo, e per poco tempo, abbiamo avuto il nostro we can, il sogno di un progetto comune, da costruire con tempi rapidi e in modo sostenibile. La realtà è un’altra e la leggiamo tutti i giorni nella cronaca cittadina e nazionale.

Ma nell’era delle conversazioni virtuali acquista forza un movimento di idee e di persone che a dispetto degli intoppi burocratici sembra dire: “ci avete promesso questo progetto e ora lo vogliamo”.
Sono i professionisti della Milano e dell’Italia più civile e operosa, ma anche i cittadini comuni, che si scambiano ogni giorno idee e proposte su siti, blog e social media. Una linfa vitale che si allarga a macchia d’olio per contrastare l’immobilismo calato da tempo sul progetto e che rischia di affossare l’iniziativa.

La più recente e vivace iniziativa su Internet è partita meno di una settimana fa su Facebook e si chiama Insieme per l’Expo 2015. Ne è ideatore e moderatore Fiorenzo Tagliabue e le adesioni al Gruppo sono centinaia.

L’iniziativa ha già fatto rete con la segnalazione di Oliverio Gentile, della rete civica di Milano – per citare la più significativa – che dalla primavera 2008 ha avviato un forum come moderatore sul tema Milano: Expò 2015.

Nei numerosi post, in entrambi i luoghi virtuali, si leggono preoccupazioni e sfiducia a volte, ma anche proposte e desiderio di fare e toccare con mano i cambiamenti promessi.

Bisogna riconoscerlo, qualcosa si muove anche a livello istituzionale.
Basta guardare il sito ufficiale dell’Expo 2015: i progetti sono ben 480, e riguardano 90 Paesi del Mondo. Uno di questi è già stato avviato nel Togo in Africa, e finanziato in parte anche da Milano.
E’ un programma di educazione e formazione delle ragazze dei Paesi africani più poveri e in via di sviluppo. I risultati verranno illustrati fra 7 anni nell’ambito del “Padiglione Rosa”, nell’area di Rho Pero, destinato alla presentazione e promozione dei migliori progetti femminili realizzati nel settore dell’alimentazione e dell’ambiente in tutto il mondo.

Anche noi professionisti delle relazioni pubbliche e della comunicazione d’impresa abbiamo molto da dare all’Expo 2015 e possiamo giocare un ruolo in tutto questo, oggi e domani.

Mi vengono in mente tre iniziative per porre le basi di un lavoro comune:

• apriamo sulla home page del sito Ferpi un tavolo virtuale invitando i soci a esprimersi con idee e progetti nel loro settore di riferimento;

• realizziamo poi, in base alle proposte ricevute, un tavolo istituzionale con alcuni protagonisti della vita e della comunicazione milanese e non solo (l’invito a un comunicatore di un Paese che ha da poco realizzato l’Expo porterebbe apporti significativi);

• costruiamo una directory per monitorare lo sviluppo di idee e progetti in corso e il movimento spontaneo che crescerà sempre più sulla rete.

E infine, per sognare la Milano del futuro, e lasciare correre le idee, invito i lettori, se non lo hanno già fatto, a sfogliare il magazine CasaAmica uscito Sabato scorso in allegato a Io Donna dal titolo Milano Domani: spettacolari i render che danno un’idea di come potrà cambiare Milano con questo progetto: e non solo per sei mesi, la durata di Expo 2015, ma per sempre.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 27/01/2009 - 22:22

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

EXPO 2015. PRECISAZIONI SU CONTATTI FINANZIATORI PRIVATI

Milano, 27 gennaio 2009 – In merito alle dichiarazioni del Sindaco di Milano riportate oggi dalla stampa riguardo alle ipotesi di lavoro con il fondo pubblico-privato F21 sulla parte di finanziamenti privati collegati alla realizzazione di Expo 2015, il Comune di Milano precisa che:
- non si tratta di finanziamenti che vanno a sostituire la quota di finanziamenti pubblici in capo allo Stato;
- i contatti con soggetti privati sono in corso secondo quanto previsto dal Dossier di Candidatura, che appunto prevede il finanziamento da parte di soggetti privati per le cosiddette “opere essenziali” di Expo;
- tutti i finanziamenti pubblici per queste stesse opere “essenziali” a carico dello Stato e degli Enti territoriali sono già previsti e impegnati, come previsto dalla Legge Finanziaria e dal Dossier di Candidatura;
- non sono in corso né sono previsti contatti con soggetti privati per quanto riguarda la gestione di Ecopass.

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Inserito da il Inserito da Cittadino Anonimizzato a posteriori il Lun, 26/01/2009 - 21:21

Mi piacerebbe che il sindaco ci ripensasse e la torre expo si facesse , alta più di 320 metri in modo da diventare il grattacielo più alto d ' Europa ( russian confederation tower di Mosca esclusa ... più di 600 metri ! )  , e che ospitasse ad expo finito anche residenze , meglio se anche convenzionate , e un bella caffetteria ristorante girevole panoramicissimo all ' ultimo piano !

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Inserito da il Inserito da Luigi Ferro il Lun, 19/01/2009 - 17:10

Buongiorno
mi chiamo Luigi Ferro e sono un giornalista dell'area professionale del Sole 24 ore.
Volevo informarvi che da oggi iniziamo a pubblicare periodicamente degli articoli per seguire i lavori per l'Expo dal punto di di vista dell'Information technology.
L'indirizzo è www.01net.it
saluti
Luigi

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 19/01/2009 - 16:54

Da Milano 2.0:

Expo 2015: chiusa la questione stipendi (per ora) facciamo il punto sui cantieri delle metropolitane e delle strade

Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 15:00 in Milano cronaca

Ok, problema stipendi per ora risolto. Niente stipendi milionari per i membri del cda della società di gestione dell'Expo come si era ipotizzato in un primo momento ma 170 mila euro in totale (50 mila al presidente, Diana Bracco, e 30 mila agli altri, compreso Paolo Glisenti). Beh, nonostante siano rimasti schisci il blogger di Crisis ha proposto comunque un paio di riflessioni.

Cerchiamo di fare un attimo il punto della situazione metrò come suggerisce il Corriere. Il Comune vorrebbe raddoppiare la rete da 75 a 142 chilometri, con un aumento di passeggeri da 1,6 a 3 milioni al giorno. Mancano però ben 2,5 miliardi.

I cantieri della linea 4 dovevano partire l'anno scorso, ma sono stati rinviati al primo semestre 2009 (di conseguenza partiranno ancora più avanti). Il Comune non ha ancora costituito la società di controllo anche se gli scavi archeologici sono conclusi. Il progetto si estende in due tratte. La prima tratta consta in tredici stazioni da San Cristoforo al Policlinico e ci sono tutti i soldi (790 milioni). Ma mancano i 910 milioni per le altre otto fermate da Lorenteggio a Linate.

Passiamo alla linea 6, inserita nel progetto di candidatura: costa 1,6 miliardi, ma solo 870 sono collegati all'Expo. Continuano i lavori per la linea 5 con le sue nove stazioni da Garibaldi a Bignami mentre sul fronte linea 3 a fine 2010 saranno aperte le fermate dopo Maciachini: Dergano, Affori Centro e Nord, Comasina. Sulla verde già da quest'anno si potrà arrivare ad Assago Forum e centro.

Ma ci sono altre tratte ancora allo studio: quasi pronto il progetto relativo al prolungamento della linea 1 da Sesto a Monza, arriveranno i soldi mancanti e si partirà. Sempre sulla linea 2 si sta passando al progetto definitivo per il tratto da Cologno a Vimercate e sulla linea 3 da San Donato a Paullo. Ma anche per queste ultime due mancano soldi: bisogna confermare i finanziamenti di 533 e 800 milioni. Oltrepassato questo scoglio restano da superare le classiche questioni burocratiche.

Insomma, i comuni premono, anche perchè senza metrò non daranno l'appoggio per la Tem. E all'orizzonte incombe anche la questione della Pedemontana.

Morale della favola, cerchiamo di non perdere altro tempo.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 16/01/2009 - 23:27

Dall'Uffico Stampa del Comune di Milano:

COMUNE DI MILANO. NOMINA DEL NUOVO DIRETTORE GENERALE E DEL NUOVO CAPO DI GABINETTO

Milano, 16 Gennaio 2009 - All’avvio della seconda fase del mandato, l’Amministrazione comunale ha voluto rafforzare le funzioni di supporto al Sindaco, soprattutto in considerazione dello scenario che si è determinato con la designazione di Milano quale sede dell’Esposizione Universale 2015.

In particolare, è stato individuato il nuovo Direttore generale del Comune nella persona del dottor Giuseppe Sala, alla luce delle competenze che ha sviluppato nel corso di una significativa carriera manageriale ai vertici di alcune tra le maggiori imprese e società italiane di livello internazionale, in particolare nel campo della pianificazione strategica, del controllo di gestione e della valutazione di investimenti. Si è distinto nella direzione di unità organizzative complesse introducendo processi di efficientamento e di controllo economico.

Giuseppe Sala è nato a Milano nel 1958. Ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi.

Il suo compenso è stabilito in € 250.000, oltre alla quota variabile legata al raggiungimento dei risultati pari a € 39.000.

Si è inoltre proceduto, a decorrere dal 20 gennaio, al potenziamento del Gabinetto del Sindaco, attraverso la creazione di un nuovo Settore Gabinetto del Sindaco e l’inserimento all’interno dello stesso della Direzione Specialistica Politiche Comunitarie, con il compito di coordinare e integrare le strategie del Comune con le linee e le politiche delle Istituzioni europee. L’obiettivo è rendere più coerente ed unitaria l’azione del Comune a livello nazionale e internazionale.

Il nuovo Capo di Gabinetto è stato individuato nella persona della dottoressa Rita Amabile, fino ad oggi Vicedirettore generale. Rita Amabile potrà trasferire nel nuovo ruolo istituzionale l’esperienza e le competenze maturate in questi anni di lavoro.

Il compenso della dottoressa Rita Amabile è stato rideterminato in € 234.000, oltre alla quota variabile legata al raggiungimento dei risultati pari a € 26.000. Con un aumento di € 60.000 legato al rafforzamento del ruolo e all’inserimento nel Gabinetto della struttura il cui precedente Direttore, andato in pensione, aveva uno stipendio di € 160.000.

Come Direttore del Gabinetto del Sindaco rimane Alberto Bonetti Baroggi.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 30/12/2008 - 18:28

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

BRAND MILANO: IL LOGO DELLA CITTA’ GIRA IL MONDO CON THAT’S OPERA

Milano, 30 dicembre 2008 - L’eleganza e la grande tradizione musicale di Milano, unita alla bicentenaria storia di Casa Ricordi e al fascino che la lirica suscita in tutto il mondo, sono alcune delle motivazioni che hanno invogliato l’Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale, Identità e Ricordi &; C. spa a realizzare il merchandising That’ Opera. 25 oggetti che oltre a costituire un esclusivo ricordo della mostra omonima contribuiscono a promuovere l’immagine, la storia e l’identità di Milano di cui Casa Ricordi rappresenta una delle eccellenze più riconosciute e apprezzate.

“Un’operazione di co-marketing che rappresenta uno dei migliori strumenti di promozione dell’immagine Milano all’estero” così l’Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità del Comune Massimiliano Orsatti “Milano e Casa Ricordi – continua Orsatti – costituiscono un, un simbolico ponte che grazie al linguaggio universale dell’opera unisce popoli, culture, idee e territori in un unico spirito di dialogo e confronto.“Lo stesso spirito – conclude Orsatti- che animerà Milano in vista di Expo 2015”.

“That’s Opera”, ideata e promossa da Ricordi &; C., in collaborazione con il Comune di Milano e con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è un viaggio alla scoperta di tutte le fasi di creazione di un’Opera lirica, dalla stesura del libretto alla scrittura della partitura, dal disegno delle scenografie e dei costumi alla rappresentazione finale. Una mostra che vuole soddisfare tanto le esigenze degli esperti e degli appassionati quanto la curiosità del grande pubblico. Grazie ad un allestimento di eccezionale impatto emotivo e di altissimo livello tecnologico, i visitatori possono scoprire l’imponente e invisibile macchina produttiva che permette ad un’idea letteraria di diventare Opera.

I 25 prodotti in catalogo sono studiati per soddisfare le esigenze di ogni tipo di clientela museale, dal bambino all’esperto. Grazie ad una grafica che unisce con stile ed eleganza il logo della mostra con il nuovo simbolo della città di Milano, lo scudo crociato con la corona ducale e due bande nere che fuoriescono lateralmente, viene esaltato l’intimo e intenso legame che unisce Milano e la musica, enfatizzato dal minimalismo cromatico del bianco e nero.

Tutti gli articoli sono stati ideati e sviluppati da Kikka Ricchio per Musicart srl e sono in vendita esclusiva presso il bookshop della mostra attualmente al Tour &; Taxis di Bruxelles per proseguire il suo tour mondiale, passando da San Pietroburgo, Pechino, Berlino, New York e in molte altre capitali mondiali per approdare, nel 2015, a Milano in occasione dell’Expo dove troverà la sua sede permanente.


BRAND MILANO: LA PRIMA GUIDA PER SCOPRIRE MILANO CITTA’ D’ARTE

Milano, 30 dicembre 2008 - Milano città della moda e del business ma anche d’arte e di cultura, che più di altre ha saputo conservare intatti i segni distintivi del passaggio tra Ottocento e Novecento. Questi i tratti propri di Milano Città d’arte, la breve guida alla scoperta del patrimonio artistico e culturale del capoluogo lombardo. Realizzata dall’Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale, Identità in collaborazione con Skira è la prima pubblicazione firmata con il nuovo brand Milano: lo scudo crociato con corona ducale su campo bianco da cui fuoriesce una lunga banda rossa.

“Una guida che si propone come agile e originale strumento di promozione in grado di fornire lo spunto per un soggiorno ogni volta diverso e affascinate tra storia, arte, cultura e divertimento” così l’Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità Massimiliano Orsatti. “La Milano di Expo 2015 – continua Orsatti – si dota oggi di una nuova guida che si rivolge al visitatore, al cittadino, al manager come allo studente straniero per scoprire e far conoscere Milano attraverso la sua storia e i suoi capolavori d’arte.”

“Milano Città d’arte” è in distribuzione presso tutte le librerie e le edicole in italiano mentre la versione in inglese sarà disponibile da febbraio 2009. Una guida che racconta uno sviluppo urbano ricco ed eterogeneo dal quale emergono i documenti di una storia illustre che parte dall’epoca romana, attraverso l’età dei Comuni, le signorie dei Visconti e degli Sforza sino all’età spagnola e poi ancora dal settecento asburgico al fasto napoleonico e dalla prima industrializzazione al liberty e al déco, fino al secondo dopoguerra e all’età contemporanea.

Da qui nascono sei itinerari pensati come dei veri e propri percorsi che partono dal cuore della città, piazza del Duomo. Il primo giunge sino a Porta Giovia alla scoperta del cuore religioso e civile della città. Il secondo conduce a Porta Vercellina dopo aver disegnato la storia di Milano dalle origini al Novecento. Il terzo guida il turista a Porta Ticinese illustrando le principali basiliche, i caratteristici Navigli e gli antichi borghi popolari. Il quarto conduce alla scoperta di Palazzo Reale e di alcune delle più importanti architetture rinascimentali, mentre il quinto apre le porte di quelle dimore che costituiscono una delle più alte e raffinate espressioni dello stile liberty e déco. L’ultimo è una suggestiva passeggiata tra due dei quartieri più rinomati della città: Brera e il quadrilatero della moda, attraverso musei, botteghe artigiane e atelier di famosi artisti e stilisti.

La guida, curata da Roberta d’Adda, è corredata da una ricca galleria fotografica e da una utile cartina illustrata che supporta e accompagna il turista lettore nella scelta degli itinerari. Il costo al pubblico è di € 15.00

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Inserito da il Inserito da Sara Bragonzi il Mar, 23/12/2008 - 16:22

L’Osservatorio Expo2015 costituito a Milano dalle associazioni di agricoltori, ambientaliste e di analisti finanziari lancia il “Manifesto per un Expo 2015 sostenibile” in occasione della prima riunione del CdA della SOGE convocato per il 22 dicembre.

Con questo manifesto l’Osservatorio si candida ad aprire un dialogo con le istituzioni impegnate nell’organizzazione dell’Expo 2015, allo scopo di promuovere un modello di sviluppo sostenibile di Milano che sappia rispondere alle aspettative dei cittadini e farsi catalizzatore di un nuovo rinascimento della città.
 
Il principio di base condiviso dai promotoridell’Osservatorio è che un evento di tale portata ed impatto sulla città di Milano, provincia, regione e intero Paese, debba essere costruito in modo partecipato e gestito in maniera trasparente.
Diversamente, vi è il rischio di avere un meccanismo decisionale autoreferenziale, lontano dai “desiderata” dell’intera comunità.
 
Al momento non è emerso con chiarezza un piano strategico per la città e per l’intera area metropolitana.
Il tema scelto da Milano – alimentazione ed energia - porta quindi la nostra attenzione intorno al sistema del verde, dell’agricoltura, delle cascine, delle ville storiche, dei beni culturali, del governo delle acque. La nostra prospettiva è quella di arrestare il processo di erosione che minaccia il patrimonio di corsi d’acqua, agricoltura, boschi, aree verdi e suolo agricolo che ancora circondano Milano.
La crisi, oggi, ci sollecita a ricercare nuovi sentieri di crescita che abbiano al centro i cittadini e le risorse fisiche e culturali delle comunità.
Per questo tutti gli interessati sono chiamati a sottoscrivere il manifesto siano cittadini, istituzioni, enti, associazioni, mandando l’adesione a:
 
 
Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (AIAF) gruppo di studio Expo 2015, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori Milano e Lodi, Coldiretti, Istituto per la Tutela e la Valorizzazione dell’Agricoltura Periurbana (ISTVAP), Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, WWF Italia
 
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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 16/12/2008 - 20:59

Dal sito Web del Comune di Milano:

MilanoFoodLab

Osservatorio sulle professioni agroalimentari

Il Comune promotore di un protocollo siglato da associzioni di categoria, università e aziende per formare professionisti in grado di rispondere alle esigenze del mercato

Milano, 16 dicembre 2008 – “La filiera del settore agroalimentare è in continua evoluzione e richiede nuove figure professionali, anche in vista di Expo 2015”. Lo ha detto oggi l’assessore alle politiche del Lavoro e dell’Occupazione Andrea Mascaretti in occasione della presentazione e firma della dichiarazione di Intenti di MilanoFoodLab promossa dal Comune di Milano e sottoscritta a Palazzo Marino da parte dell’Unione Artigiani, dell’Unione del Commercio, del Capac, di Confagricoltura, di Coldiretti, di Sogemi S.p.A, di Milano Ristorazione, dell’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Agraria,  e dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Lombardia e Liguria.

MilanoFoodLab nasce come Osservatorio/Laboratorio per sviluppare e promuovere i percorsi formativi del settore agroalimentare in grado di soddisfare le richieste delle imprese, così da allineare formazione ed esigenze del mercato.

“Questo protocollo – ha spiegato Mascaretti – rappresenta il primo passo per avviare concreti progetti di collaborazione e sviluppo al fine di valorizzare la filiera agroalimentare promuovendo lo sviluppo professionale degli operatori del settore, a partire dallo studio delle opportunità delle imprese per soddisfare i fabbisogni dei cittadini”.

"La filiera alimentare in Lombardia è un settore complesso, articolato e mutevole di rilevanti dimensioni – ha proseguito Mascaretti -  se si considera che, da una parte il 16% delle spese delle famiglie italiane è destinato agli alimenti e alle bevande e un altro 7% riguarda i consumi alimentari fuori casa e dall’altra parte il numero degli addetti in Lombardia nei settori dell’ingrosso, del dettaglio, della ristorazione e somministrazione, oscilla fra i 250 e i 300mila, con un volume d’affari per decine di miliardi di euro. In Provincia di Milano risultano essere 2.641 le imprese alimentari artigiane (29% dell’intera Regione) e 975 quelle non artigiane pari al 40,2% della Lombardia”.

Nella nostra Regione operano oltre il 10% delle aziende alimentari nazionali che impegnano circa il 16% degli occupati. Il settore alimentare nazionale con circa 110miliardi di euro di fatturato di esportazioni è uno dei sei settori fondamentali dell’economia italiana e rappresenta, dopo il metalmeccanico, il secondo comparto produttivo del Paese con circa 400.000 addetti, di cui circa 260.000 dipendenti.”

“Grazie a questo accordo – ha aggiunto Mascaretti – potremo sviluppare una metodologia di azione, che a partire dalla verifica delle esigenze delle aziende, individui le nuove figure a esse necessarie, attraverso la ricerca, lo studio e la definizione di nuovi modelli formativi per la realizzazione di percorsi professionali che vadano incontro alle effettive richieste del mercato del lavoro”.

Il Comune promuoverà una attività di formazione a livello internazionale per gli operatori della sicurezza alimentare. Un tema di importanza fondamentale che ha risvolti sia locali sia internazionali. Per comunicare al meglio le nuove figure professionali sarà sviluppata una apposita sezione all’’interno di Profpedia.it, l’enciclopedia delle professioni voluta dal Comune e Fondazione Università Iulm.

Hanno firmato il protocollo, il Presidente di Confagricoltura, Mauro Luigi Vigo, il Presidente di Capac, Simonpaolo Buongiardino, il Presidente di Milano Ristorazione, Michele Carruba, il Presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Lombardia e Liguria, Ivan Dragoni, Il Presidente di So.ge.mi S.p.A. Roberto Predolin, il Presidente dell’Unione Artigiani, Salvatore Luca, il segretario Generale dell’Unione del Commercio Gianroberto Costa, la Preside della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, Claudia Sorlini, il Presidente della Federazione Coldiretti di Milano e Lodi, Carlo Franciosi.

La dichiarazione d'intenti

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