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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 8 Maggio 2010 - 11:46
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Da milano.repubblica.it:

GRANDI PROGETTI

Fibre ottiche in tutta la città
rivoluzione digitale per Expo

Milano apripista nel piano Telecom da 6,5 miliardi. Stanca: “Sfida che va subito raccolta”
Nel centro abitato più cablato d’Italia il tratto di cavo che arriva in casa è ancora in rame
di DAVIDE CARLUCCI

Fare di Milano la città pilota della banda larga, che abbandona definitivamente la rete in rame per passare alla fibra ottica. La proposta lanciata da Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, in un'intervista a La Stampa, entusiasma gli operatori del settore. E rilancia le potenzialità, finora espresse a metà, del "tesoro sotterraneo" milanese: quella rete, già esistente, fatta di 5.100 chilometri di cavi e 2.255 di infrastrutture  -  per un totale di 263mila chilometri di fibra ottica  -  creata da Metroweb, la società di Aem ceduta dal Comune nel 2007 al fondo inglese Stirling Square ("la fibra ottica non è più strategica", disse la Moratti). Un patrimonio sul quale Telecom ha diritto d'uso almeno fino al 2022: ora da lì può partire la "fase due" della banda larga in Italia.

L'occasione, dice Berbabè, sarà l'Expo 2015. E Lucio Stanca, l'amministratore della società che gestirà l'esposizione universale, stende tappeti rossi. "È una sfida intelligente e ambiziosa che tutti i soggetti interessati devono cercare di cogliere", dice. E spera che il Comune e gli altri enti locali colgano la palla al balzo: "Occorre che tutti i soggetti interessati trovino subito il modo di sedersi al tavolo delle decisioni". Del resto lo stesso Bernabè, mercoledì a Bruxelles, aveva spiegato al commissario europeo all'agenda digitale, Neelie Kroes, che la sua società "sta promuovendo accordi territoriali con gli enti locali finalizzati a velocizzare lo sviluppo delle nuove reti" citando la sperimentazione di connessioni di nuova generazione a Milano, dove già 240mila unità immobiliari sono "passate in fibra ottica" e spiegando che Telecom è "pronta ad avviare la commercializzazione dei nuovi servizi ultrabroadband".

LEGGI La vita a banda larga / "Niente strade sventrate"

A Milano la fibra ottica per ora arriva davanti ai palazzi, ma non percorre il cosiddetto "ultimo miglio" per salire nelle case: molto spesso riversa tutto sulla rete in rame, che però provoca un grande intasamento di dati in una sorta di "effetto imbuto". E poi la città non ha approfittato del suo vantaggio infrastrutturale per sviluppare la rete wi-fi, quella che consente di navigare su Internet senza fili. Davide Corritore, del Pd, nel 2006 ha lanciato un progetto per lo sviluppo del wireless che sfruttasse sia la rete di Metroweb sia, come supporti per le antenne, i lampioni e i semafori della città. Il Comune lo approvò e s'impegnò a realizzarlo entro il 2009. E invece nulla. "Finalmente  -  commenta ora Corritore  -  si palesa un operatore in grado di far superare a Milano un primato insostenibile per la capitale economica d'Italia: è l'unica città con una sola area di accesso pubblico al wireless, quella di parco Solari".

La Provincia entro l'anno prossimo dovrebbe far passare la fibra ottica attraverso 123 comuni. E la Regione ha annunciato un suo piano di cablaggio del territorio regionale. In entrambi i casi Milano è esclusa. "Si presume che la città sia già cablata, cosa che non è perché la fibra arriva solo fino ai marciapiedi", commenta Ivan Botta, dell'Associazione italiana internet provider e direttore tecnico di Enter, società che fornisce l'infrastruttura digitale per la carta dei servizi sanitari regionale. "Con lo switch off rame-ottico  -  spiega Botta  -  medici e Asl potrebbero scambiarsi molti più dati velocemente. Quindi ben venga la proposta di Bernabè. Ma spero che la nuova rete sia messa davvero a disposizione di tutti e non di un oligopolio".