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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 19 Lug 2010 - 11:05
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Da milano.corriere.it:

dalla parte del cittadino

Pedoni e ciclisti alleati non nemici

Gentile signora Bossi Fedrigotti, pedoni e ciclisti condividono un unico destino: quello di essere la parte «debole» della mobilità nella nostra città. Debole rispetto al dilagante «partito del motore», che è non solo pericoloso, al punto da provocare morti e feriti, e socialmente costoso, ma anche pervasivo e indifferente alle regole. Continuo a leggere proteste (anche condivisibili) di pedoni che sentono violato dai ciclisti il loro spazio di sicurezza sul marciapiede. Leggo meno spesso lamentele di ciclisti che, quotidianamente costretti ad arrangiarsi, trovano i miseri e frammentari spazi loro assegnati spesso occupati nei più diversi modi (bancarelle, auto in sosta, moto, pedoni, cani, vetri rotti, etc.). E non parlo delle difficoltà che una qualsiasi persona con disabilità, temporanee o permanenti, può incontrare nello spostarsi a Milano, autonomamente. Ecco, sarebbe bello poter vivere in una città che faccia della attenzione alle parti più deboli la propria caratteristica. Forse è banale ripeterlo, ma sarebbe bene che anche pedoni e ciclisti facessero fronte comune, per non continuare a fare la fine dei capponi di Renzo. Ovviamente, con reciproco rispetto delle diverse esigenze.

Eugenio Galli, presidente Ciclobby

Condivido in pieno quello che lei scrive, perché la «guerra dei poveri», come è stata definita la rivalità tra ciclisti e pedoni, in fin dei conti serve soltanto ad aumentare il traffico. Se, infatti, i ciclisti, sanzionati, saranno costretti, per cronica mancanza di piste loro dedicate, a tornare sulla strada, dove, si sa, rischiano la vita, è molto probabile che buona parte di loro rinuncerà alle due ruote per rimettersi in macchina. Ovvio che sarebbe auspicabile il massimo rispetto reciproco da parte di entrambe le categorie. Ai ciclisti, cioè, corre l'obbligo di ricordare che sui marciapiedi sono ospiti e come tali si dovrebbero comportare, e in cambio ai pedoni si chiede la cortesia di non invadere con cani e carrozzine le poche piste disponibili. Sono cose che vengono ripetute da tutte le parti, eppure sembrano restare lettera morta. E non sono di aiuto le politiche contraddittorie dell'amministrazione che, se per un verso sta per aggiungere duemila mezzi al bel programma di bike-sharing, per l'altro non pare comprendere che, senza piste, i marciapiedi si avviano a diventare giungla.

Isabella Bossi Fedrigotti
17 luglio 2010(ultima modifica: 19 luglio 2010)
In risposta al messaggio di Fedora Ramondino inserito il 4 Maggio 2010 - 09:28
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