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.: Discussione: 25 Aprile: io sto con i lavoratori della Scala

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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 25 Apr 2010 - 11:31
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Una riflessione tengo a fare a latere delle celebrazioni del 25 aprile a Milano, al Teatro della Scala, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e del capo del governo. Il discorso di Giorgio Napolitano è stato ineccepibile nella difesa e tutela di una memoria storica che deve essere collettiva. Il capo del Governo ha avuto modo di partecipare a quella festa che lui non ha mai riconosciuto, dato che da sempre si è rifiutato di aderire alle manifestazioni e alle mobilitazioni: quella festa di aprile che vuole esprimere la libertà e non le libertà di avere privilegi e di sopraffare gli altri per interessi privati di potere economico. Il sindaco era presente, è intervenuto, palesando contraddizioni con comportamenti e prassi da lei espresse in merito alle celebrazioni: l'equiparazione tra repubblichini e partigiani aleggia nell'animo populista e benpensante del primo cittadino milanese. Un vilipendio per la caratteristica storica della città, Medaglia d'Oro della Resistenza, che dovrebbe rappresentare. Ripeto dovrebbe. Rimango alquanto perplesso nel vedere come chi difende la cultura, il sostegno alla cultura, allo spettacolo, alla musica classica, alla lirica, alle libere espressioni professionali artistiche, venga represso in piazza, emarginato, non considerato. La Costituzione Repubblica esprime nei suoi articolati la difesa e la valorizzazione della libera ricerca, della libera espressione del pensiero, della libera esplicazione di ogni forma artistica, in quanto un loro affossamento, soffocamento, determinerebbero la crescita involutiva di una società, di una collettività e la permeabilità e vulnerabilità nei riguardi del potere e del potente. Il governo ha deciso di tagliare il FUS, il Fondo per lo Spettacolo: quel fondo, che vedeva una sua riduzione progressiva negli ultimi anni, che permetteva alle libere espressioni artistiche di poter esprimersi, di poter lavorare, di poter offrire alla cittadinanza un servizio di crescita intellettuale, che è anche civile, collettivo, comunitario. Il suo drastico ridimensionamento, in epoche in cui a essere ministro della cultura è colui che considera fastidiosi coloro che "fanno gli intellettuali", componendo come un Nerone di fine impero poesie di basso valore decantanti il suo amore ossessivo verso il proprio padrone, determina una grave perdita per tutte e tutti noi e questo deve valere nella difesa della nostra Costituzione. La causa rivendicata dalle lavoratrici e dai lavoratori della Scala non deve essere vista come causa soggettiva, singolare, di una categoria, ma come causa collettiva che interessa la società, la cittadinanza, il Paese, il suo futuro democratico. Io sto con loro: con chi era in Piazza della Scala per denunciare il taglio infausto e vergognoso che il governo, rappresentato da quel capo del governo presente in sala, a cui interessa solamente assicurarsi impunità assoluta, sottomettendo e flettendo a proprio volere e arbitrio l'ordinamento legislativo, ha apportato alla cultura, alle arti, alla loro apprezzabilità, utilizzabilità. E', questo, un taglio che offende la democrazia. E' un taglio da contrastare, denunciare, accusare come vilipendioso, ignobile. Per questo credo che in questo 25 aprile sarò con loro: con chi oggi era in piazza davanti al Teatro, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della lirica, coloro grazie ai quali il Teatro ha retto finora, ma che senza di loro il gioiello culturale di Milano rischierebbe di venire meno, a prescindere dagli interessi finanziari gestiti dalla Fondazione, spesso poco trasparenti, spesso incomprensibili nelle loro strategie.

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano