.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 45 ospiti collegati

.: Eventi

« Dicembre 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 15 Aprile, 2010 - 11:26

Plastic di Milano, il mistero si infittisce

Seconda tappa dell'indagine conoscitiva che GAY.tv sta effettuando con il consigliere di zona Alessandro Rizzo sullo storico club, destinato alla chiusura.

Il Plastic dovrà chiudere ci si domanda ancora, mentre prosegue il mio impegno amministrativo a fare chiarezza su questo passaggio. Il locale è storicamente rilevante, tutte e tutti noi ne siamo convinti, e interrompere l'esercizio commerciale, con un forte risvolto aggregativo e culturale di qualità, sarebbe un grave peccato per la città e il tessuto sociale.

 

Eravamo rimasti alle famose domande che si ponevano come urgenti a cui occorreva ci fossero altrettante risposte che rendessero trasparente la situazione complessiva. Due collezioni fotografiche di forte impatto estetico e contenutistico con didascalie e descrizioni puntuali descrivono la storia del Plastic, raffigurando i volti, sono migliaia, di uomini e donne dello spettacolo e della musica, dell'arte internazionale, avvicendatisi sul palco del locale. Ho pensato, come consigliere di zona 4, di fare un sopralluogo sul posto per vedere in che stato versa l'edificio dove sorge il Plastic e quali siano le problematiche che la società proprietaria afferma esserci. La domanda su come mai solo oggi ci sia l'intenzione di avanzare lavori di ritstrutturazione dello stabile rimane inevasa, così come sorge un altro quesito alquanto più consistente.

 

All'interno dell'edificio abbiamo, al primo piano, quindi sopra il locale e il ristorante sottostante, un cantiere che occupa un braccio dello stabile di Viale Umbria 120. In questo spazio sembrano procedere lavori di ristrutturazione, mentre all’entrata dello stabile è riportata una tabella con l’indicazione delle informazioni utili per conoscere i responsabili degli interventi manutentivi, la proprietà, Casa Rosa srl, il progettista Arch. Caminada, il direttore dei lavori, Arch. Golinelli, e la data di inizio dei lavori, 3 febbraio 2010, senza indicazione circa i tempi di durata dell’intervento.

 


Questo intervento ha finora arrecato una sola conseguenza: quella di avere fatto cedere una parte del soffitto dei servizi del ristorante sottostante. Nessuna iniziativa è stata intrapresa per sanare un problema che diventa alquanto gravoso: la presenza di eternit sul terrazzo retrostante dello stabile. 
Ho chiesto in consiglio di zona alla società proprietaria, Casa Rosa srl, di informare la cittadinanza e gli organi consiliari sull’entità dei lavori previsti, la loro durata dei lavori non specificata sulla tabella informativa del cantiere, e, infine, i motivi della chiusura dei cantieri presenti al primo piano. Sarebbe opportuno, per fare chiarezza e per comprendere il destino dello storico locale, interesse collettivo della società, poter visionare la convenzione esistente con la società che ha in carico i lavori di intervento e quali siano le misure di controllo della qualità e della sicurezza per i lavoratori operanti in cantiere.

 


Non ho ancora appreso quali siano le funzioni a cui parti dello stabile, una volta ritrutturato, dovrebbero essere disposte: a uso abitativo, commerciale, oppure terzo settore. Se è a uso abitativo vorrei sapere i canoni previsti di locazione e di vendita al pubblico e vorrei comprendere, pertanto, le ragioni per cui la società proprietaria afferma nella risposta alla mia precedente interrogazione, che la coabitazione del locale al piano terra sarebbe impossibile con le nuove destinazioni d'uso degli spazi dell'edificio, dal momento che non mi si informa sulla destinazione del piano terra, una volta completati i lavori di intervento.

E' un lungo percorso, questo, che vorrei intraprendere, ovviamente non da solo, in cui mi pongo come obiettivo finale la trasparenza sulla gestione dell'edificio e del suo futuro e sulla prospettiva di un locale che non può essere derubricato e cancellato come fosse un esercizio commerciale come tanti, molti. Il Plastic ha segnato pagine di storia della vita culturale milanese ed europea, internazionale. La sua presenza deve essere assicurata e la sua permanenza in quello stabile ha un valore infinito per quella memoria collettiva a cui tutte e tutti noi abbiamo diritto di mantenere viva.

 

Pensavo proprio in questi giorni come un città che si chiude in sé stessa, che non offre occasioni aggregative alternative, che non garantisce luoghi e spazi da vivere e agire insieme, che porta i propri residenti a vivere in una tranquillità assordante, rinchiusi nelle proprie abitazioni, volti solamente a consumare e a produrre, è una città volta al declino civile e sociale. Proprio per evitare che questo avvenga, in nome di interessi speculativi o di guadagno esterni, penso sia necessario che la richiesta di mantenere in vita il Plastic, senza affidarlo a temporanee e precarie proroghe della scadenza del contratto di locazione, sia nell'interesse collettivo di crescita e di maturazione di una metropoli che ambisce a diventare cosmopolita, ricca di opportunità di contaminazioni culturale e di idee.

Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano