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.: Il Blog di Antonella Fachin
Domenica, 28 Marzo, 2010 - 20:05

Omosessualità. La FCEI aderisce all'appello “Sì lo voglio

Omosessualità. La FCEI aderisce all'appello “Sì lo voglio”  
A favore di un matrimonio civile per tutti e tutte
Roma (NEV), 24 marzo 2010 – Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha aderito all’appello ”per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso come principio di uguaglianza” proposto dal Comitato “Sì lo voglio”. I promotori dell'appello chiedono che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine venga garantita “parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di sposarsi, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale” (per il testo integrale vedi www.affermazionecivile.it).
“Pur nella complessità e diversità delle posizioni espresse dalle chiese membro della FCEI, riteniamo di voler aderire all’appello, nel quadro della difesa dello stato laico”, è quanto scrivono i consiglieri della FCEI ai promotori dell'appello. E continuano: “Nello specifico non riteniamo che lo stato debba e possa modellare la sua politica della famiglia sui dettati della morale cattolica, e affermiamo l’uguaglianza e la pari dignità sociale di ogni cittadino e cittadina, come sancito dalla Costituzione. In questo quadro preferiamo non omologare le unioni civili tra persone di diverso orientamento sessuale al matrimonio eterosessuale, ma sosteniamo il diritto delle persone di creare vincoli e legami responsabili e riconosciuti legalmente con coloro che amano”.
La Corte Costituzionale, che si sarebbe dovuta pronunciare ieri, 23 marzo, sulla costituzionalità di alcune norme in materia di matrimonio civile, ha rinviato la sentenza al prossimo 12 aprile. L'auspicio dei promotori è che essa possa fare una distinzione tra matrimonio religioso e matrimonio civile e affermare che il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è un tema eticamente sensibile, ma semplicemente un diritto fondamentale della persona che non può essere negato.
Samuele Bernardini
Centro Culturale Protestante
Milano
per info.

Unioni gay. I diritti si ampliano solo attraverso “un lungo e faticoso processo culturale”
Il commento della pastora valdese Letizia Tomassone dopo il no della Consulta alle unioni civili omosessuali
Roma (NEV), 14 aprile 2010 - “Non era giusto aspettarsi che la Corte Costituzionale cambiasse i codici morali attraverso i quali si interpretano la famiglia e la Costituzione in Italia”. E' la dichiarazione a caldo della pastora Letizia Tomassone, vice presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) a poche ore dalla decisione della Consulta che ha respinto i ricorsi per il riconoscimento del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, rimandando la questione al Parlamento. Secondo Tomassone, un tale riconoscimento arriverà solo attraverso “un processo culturale lungo e faticoso, che porti a riconoscere i diritti civili di ogni persona, compreso il diritto di stringere un patto di convivenza e amore con un’altra persona. Le nostre chiese sono impegnate in questo processo di allargamento dei diritti civili”. E se da un lato “molti paesi europei ammettono l’unione civile e molte chiese protestanti l’accompagnano invocando la benedizione di Dio sul patto d’amore”, in Italia, precisa Tomassone ,”è ancora in atto una riflessione nelle chiese, che richiede il coraggio della chiarezza e il porsi accanto a chi vede calpestata la propria vita. Ci sembra quindi importante affermare – ha concluso Tomassone - la pienezza della dignità delle persone omosessuali in questo momento in cui, non solo si chiudono alcuni spiragli legislativi, ma viene esercitata nei loro confronti da parte delle gerarchie cattoliche la denigrazione e il disprezzo che in passato sono stati all’origine di atti violenti e discriminatori”.
La FCEI aveva aderito all'appello del comitato “Sì, lo voglio”, sostenendo “il diritto delle persone di creare vincoli e legami responsabili e riconosciuti legalmente con coloro che amano”.
Commento di Antonella Fachin inserito Gio, 15/04/2010 07:23

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
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Da Affari Italiani: Una pronuncia importante per i diritti delle coppie omosessuali. Commento degli avvocati, prof. Marilisa D'Amico, Ileana Alesso e Massimo Clara, membri del collegio di difesa davanti alla Corte Costituzionale. 
Dalle motivazioni della sentenza n. 138/2010 emergono  importanti passi in avanti nel riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali.  La Consulta ha respinto la richiesta, avanzata dai Tribunali di Venezia e Trento, di estendere il matrimonio anche alle persone dello stesso sesso precisando che dovrà in proposito pronunciarsi il legislatore tenendo conto del fatto che :
- "la Repubblica ...  garantisce, all'art. 2, i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità"  "in tale nozione è da annoverare anche  l'unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone ...  il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri";
-  "i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere cristallizzati con riferimento all'epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, poichè sono dotati della duttilità propria dei principi costituzionali e quindi vanno intepretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell'ordinamento, ma anche della evoluzione della società e dei costumi". 
Ora la palla passa alla politica, ma per i diritti delle coppie omosessuali si tratterà soltanto di andare avanti, nelle linee tracciate dal giudice costituzionale che affermano in modo chiarissimo la necessità di un riconoscimento pieno che non tollera discriminazioni tenendo conto che la Consulta ha lanciato un chiaro monito al legislatore affermando che in assenza di una disciplina generale "si riserva di intervenire a tutela di specifiche situazioni" di volta in volta sottoposte alla sua attenzione  per garantire "un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale".
Elisabetta Grancagnolo
infodiritti - l’informazione giuridica on-line
Commento di Antonella Fachin inserito Lun, 19/04/2010 13:55