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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 24 Marzo, 2010 - 14:32

si attende la sentenza della Consulta, ma si attende anche il Comune di Milano

 

Milano, 23 marzo 2010

 

Alla cortese attenzione di

Consiglio di Zona 4 di Milano;

Presidenza del Consiglio di Zona 4 di Milano;

Commissione Politiche Sociali del Consiglio Comunale;

Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;

Commissione Pari Opportunità del Consiglio Comunale;

Assessorato alle Politiche Sociali e alla Famiglia del Comune di Milano

 

Istanza in merito alla necessità di attivare un percorso amministrativo indirizzato a recepire provvedimenti e disposizioni utili e funzionali a estendere garanzie amministrative e pari opportunità fiscali per coppie di fatto omosessuali o eterosessuali

 

 

Oggi è un’importante data in quanto la Corte Costituzionale in udienza pubblica si sta pronunciando legittimità di una serie di articoli del codice civile che impediscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Il procedimento è stato avviato grazie al ricorso effettuato da una coppia omosessuale di Venezia e una di Trento, rappresentati legalmente dalla Rete Lendford, dopo aver visto ostacolata la richiesta di procedere alla pubblicazione del proprio matrimonio da parte dell’Ufficiale Giudiziario.

La motivazione del ricorso si fonda sul presupposto per cui non esisterebbe nell’ordinamento giuridico nessun tipo di esclusione e di divieto alla realizzazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Nel ricorso si esplicita il fatto per cui l’opposizione a tale richiesta sarebbe in contrasto con i principi di eguaglianza espressi nella nostra Costituzione Repubblicana e con diverse direttive dell’Unione Europea, determinando impari trattamenti per persone lgbt a differenza di quanto, invece, è previsto per persone eterosessuali o componenti di coppie di membri di sesso differente.

L’Avvocatura dello Stato asserisce che, qualora la sentenza si esprimesse negativamente circa la sussistenza di illegittimità della richiesta di pubblicizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, questo presupposto determinerebbe un’"operazione di manipolatura del tessuto normativo" che compete al legislatore.

La Costituzione Italiana, secondo diversi studi di insigni giuristi, definisce il matrimonio come unione tra coniugi e non vieta in nessun modo il matrimonio tra persone dello stesso sesso, nonché è opportuno rilevare come la dimensione di accoglimento di tale istanza garantirebbe una promozione della nostra cultura che si basa sulla promozione dei diritti della persona, nonché determinerebbe un presupposto necessario e utile ad aprire una stagione legislativa che attui i principi di eguaglianza espressi nella nostra Costituzione.

I Comuni e gli Enti Locali possono fare molto per recepire un principio ormai acquisito a livello europeo, comunitario e spesso giurisprudenziale, istituendo provvedimenti e disposizioni indirizzate a estendere a coppie di fatto, costituite da persone dello stesso sesso o di sesso diverso, le medesime garanzie, agevolazioni e regimi fiscali previsti per le coppie di diritto. Sarebbe opportuno invitare la Commissione Pari Opportunità e la Commissione Politiche Sociali del Consiglio Comunale di Milano di procedere nella lettura della proposta di istituire un Registro delle Convivenze Affettive, proposta licenziata dalle suddette commissioni ma rigettata dal Consiglio Comunale con voto trasversale, magari implementando le parti costitutive come da testo originario, nonché alla Presidenza del Consiglio Comunale di provvedere a inserire in uno dei prossimi ordini del giorno di seduta consiliare l’esame di provvedimenti e di disposizioni utili a garantire l’estensione di garanzie e opportunità per le coppie di fatto. Una simile azione istituzionale garantirebbe un esempio fattivo di ostacolo e opposizione a ogni forma di omofobia, che continua a imperversare all’interno della nostra società, spesso legittimata da comportamenti di fatto di rappresentanti amministrativi e politici e da alcune loro affermazioni di dileggio e di pregiudizio ideologico, nonché ad accelerare il recepimento di proposte che siano indirizzate a condannare reati a contenuto omofobico con la previsione di disposizioni che tutelino le vittime di tale violenza e che prevengano altri atti di eguale misura.

 

 

 

Alessandro Rizzo

 

Capogruppo LA SINISTRA - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano