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.: Discussione: "Mors tua vita mea", Salvini all'attacco frontale di Moratti-De Corato (che sfascio!)

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Enrico Vigo

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Inserito da Enrico Vigo il 21 Mar 2010 - 17:19
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Questo è il livello di confusione politica nel centrodestra milanese:

Da Repubblica web di oggi:

La Lega all'attacco della Moratti
"Ci vuole aria nuova in Comune"

Mentre il sindaco partecipava a Roma in piazza San Giovanni alla manifestazione del Pdl, a Milano la Lega ha inviato un avviso di sfratto al sindaco e al suo vice De Corato. "Se prenderemo una grandinata di voti – hanno annunciato Giorgetti e Salvini – l’anno prossimo si cambierà musica anche a Palazzo Marino"

di Andrea Montanari
La Lega all'attacco della Moratti "Ci vuole aria nuova in Comune" Il leghista Matteo Salvini
Mentre Letizia Moratti, sul palco di piazza San Giovanni a Roma, sventolava la bandiera del Pdl e intonava Gianna di Rino Gaetano e mentre sempre il sindaco ballava insieme ad altre sue compagne di partito sulle note di «Se mi lasci non vale», seicento chilometri più a nord, a Milano, uno dei partiti della sua maggioranza, la Lega, inviava a lei e al suo vice, Riccardo De Corato, un avviso di sfratto con un anno di anticipo. Prenotando per il Carroccio la prossima candidatura alla guida di Palazzo Marino nel 2011.

«Dateci una mano perché in base al voto regionale, facciamo lavorare per l’ultimo anno sia il sindaco Moratti, sia il vice sindaco De Corato, perché l’anno prossimo, se va come va in Regione, vediamo di cambiare la musica anche in Comune». Parola del capogruppo della Lega in consiglio comunale, Matteo Salvini. A dar fuoco alle polveri sono stati proprio i vertici lombardi della Lega, rimasti a Milano per presidiare il territorio nell’ultimo fine settimana della campagna elettorale.

A cominciare dal segretario nazionale della Lega Nord, Giancarlo Giorgetti, che ha definito questo scenario «un sogno che può diventare realtà, se la Lega prenderà una grandinata di voti che le permetterà di raccogliere e completare il cambiamento». Ne è certo anche l’assessore regionale uscente Davide Boni.
Uno scenario degno delle Cinque giornate di Milano del 1848. Con la differenza che «questa volta il Nord ha una guida sicura: quella di Umberto Bossi». Perché, come aggiunge Salvini «Un sindaco deve lavorare 365 giorni all’anno e farsi vedere sui mezzi pubblici per caso e non per farsi riprendere in servizi concordati».

Ce n’è anche per De Corato. «C’è modo e modo di fare l’assessore comunale alla Sicurezza — attacca ancora il capo gruppo del Carroccio a Palazzo Marino — A Brescia, i 300 vigili a disposizione dell’assessore della Lega hanno arrestato 310 delinquenti, di cui 280 stranieri. A Milano i 3000 vigili che dipendono da De Corato hanno fato solo 280 arresti. Lui ogni tanto ci tira le orecchie per alcuni nostri interventi, ma se facesse qualche multa in meno e qualche controllo in più». In altre parole, «ecco perché votare Bossi o Berlusconi non è la stessa cosa».

Dall’interessato arriva subito una rabbiosa quanto stringata replica. «A giudicarmi saranno i milanesi — sbotta il vice sindaco De Corato, che era a Roma per la manifestazione indetta dal Pdl — Non sono abituato a rispondere su affermazioni che mi sembrano solo elettoralistiche. Ne riparleremo dopo la fine della campagna elettorale». La Lega, però, tira dritto. E annuncia la richiesta «di portare a dieci gli anni di residenza per poter ottenere l’assegnazione di una casa popolare, il bonus bebè, il nido vicino casa». Inoltre, Formigoni «dovrà garantire che metà gli appalti e dei nuovi posti di lavoro, vadano prioritariamente ai lombardi e non a Paternò».

Quindi l’annuncio di un emendamento al bilancio del Comune. Per spostare un milione del 2,7 dei fondi per la rassegna MiTo, da dividere tra il fondo per le vittime del racket e dell’usura. Il nuovo centro per i malati autistici. I vigili. I papà separati e le piccole associazioni culturali.