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.: Discussione: Le violenze nel quartiere

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Fabrizio Casavola

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Inserito da Fabrizio Casavola il 5 Maggio 2006 - 07:39
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Alcune riflessioni sui recenti fatti di Gabrio Rosa. Quello che colpisce di questa vicenda, non è tanto lo scontro in sé, o che i fatti si siano svolti in pieno giorno, ma il numero dei coinvolti e lil motivo tutto sommato futile che ha scatenato le violenze. Intendiamoci, nelle periferie si è sempre giocato a guardie e ladri, ma era un malessere diverso. Ricordate il film L'odio? Si ispira ad un fatto vero, accaduto a Parigi ben oltre 10 anni fa. I fatti delle banlieux del novembre scorso, dimostrano che in questo tempo è cambiato poco anzi, quei disordini hanno coinvolto anche le altre metropoli francesi. Facile dare la colpa all'immigrazione (+ o meno clandestina): ma in questi episodi di Milano e Parigi sono coinvolti cittadini a tutti gli effetti, con medesimi diritti e doveri degli altri. Aggiungo un altro elemento di riflessione: vi ricordate le cariche in Val di Susa? Non si trattava di emarginati delle periferie o di una causa futile (non entro nel merito della contestazione), eppure lo stato si è comportato con loro come se dovesse fare una carica contro qualche ragazzotto o operare lo sgombero di un campo rom. E il pestaggio di un immigrato a Sassuolo, lo scorso febbraio, dimostra che la sindrome periferia si globalizza. Il punto chiave, come all'inizio di questo post, resta la mancanza di dialogo tra decisori e cittadini (l'allora ministro: "...si mettano il cuore in pace!"). Proprio chi ha interessi privati nell'appalto, ricorda molto da vicino quegli assessori che sgomberano i campi, e hanno preso qualche mazzetta perché su quei terreni si costruisca il solito centro commerciale... Queste, alcune riflessioni, che sto sviluppando da qualche tempo. Il rischio, come in tutte le interpretazioni politiche, è di dare un quadro senza via d'uscita, cioè proprio il contrario di quello che sarebbe il compito della politica. Per mia fortuna, ho seguito ieri la presentazione del libro di Sergio De La Pierre, Il racconto di Nonantola. Memoria storica e creatività sociale in una comunità del Modenese (Unicopli 2004) a Villa Pallavicini: la storia di un progetto condiviso, nato agli inizi degli anni '80, che lega cultura, servizi sociali e partecipazione di immigrati e cittadini. Non è una bacchetta magica, ma dimostra come i problemi si possono affrontare e risolvere, se c'è volontà, visione e testa dura. Forse, bisognerebbe ripartire da lì. Sassuolo è a soli 30 km.
In risposta al messaggio di Bruno Croce inserito il 4 Maggio 2006 - 17:39
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