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.: Discussione: Arrestato mentre incassava tangente: Pennisi resta Consigliere, ma si dimette da Presidente della Commissione Urbanistica

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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 14 Feb 2010 - 20:20
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E' una nuova tangentopoli? Io credo che la questione morale a Milano sia sempre in peggiore stato. Lo dico chiaramente, sembra che negli ultimi anni tutto sia stato avanzato con una certa volontà di abbassare il livello di guardia per fronteggiare forme criminali e malavitose in diversi settori economici e politici della città. Io sono garantista, sia chiaro. In un'epoca dove chi chiede che l'azione della Magistratura faccia il suo corso viene tacciato di essere un forcaiolo", posso dire e ribadire che, pur auspicando che la giustizia faccia chiarezza sulle vicende che hanno colpito da ultimo il consigliere PdL Pennisi, nonchè ex presidente della commissione urbanistica, sono sempre dell'idea che ci sia una presunzione di non colpevolezza. Pennisi, però, è stato colto in flagranza di reato di corruzione, e tale presunzione viene a sfumare. Questo fatto, quindi, non deve cancellare un dibattito politico che interessa questa città. Io sono perplesso che colui che ha finora guidato i lavori della Commissione Comunale Urbanistica, dove si è discusso nella fase precedente al Consiglio di PGT, di nuove regole per lo sviluppo del territorio, sia accusato di avere percepito tangenti e mazzette per concessioni e pratiche edilizie. Temo, quindi, che molte scelte politiche siano state viziate da questo dato. Lo dico e lo affermo chiaramente: il Sindaco non dovrebbe limitarsi a lasciare dichiarazioni alla stampa, ponendo il dibattito come fosse un semplice accadimento di cronaca nera, ma penso che debba risponderne alla città, a tutta la cittadinanza. Il Sindaco non dovrebbe limitarsi a organizzare riunioni di staff e dichiarare che Pennisi dovrebbe, oltre alla carica di presidente della Commissione, passo fortunatamente già fatto, dimettersi da ogni incarico comunale e consiliare. Il Sindaco dovrebbe venire in aula, atto che poche volte ha compiuto durante la consiliatura, e chiarire le pratiche politiche finora assunte dalla maggioranza in tema di gestione del territorio, denunciando i procedimenti finora attuati, in un'operazione di trasparenza e di garanzia, come dovrebbe richiedere la sua funzione. Perchè di dubbi sulla gestione degli appalti e delle concessioni edilizie, a questo punto, si pongono con fermezza e gravità. Rimane aperto un capitolo che riguarda la connessione che il presidente della commissione intratteneva con alcune società appaltatrici, la natura delle convenzione esistente, i loro contenuti, gli accordi esistenti con l'amministrazione pubblica. Perchè il fatto di corruzione che oggi colpisce Pennisi ha un'eclatanza pubblica per la funzione che questi ha assunto negli ultimi 4 anni di consiliatura. Chi ha garantito finora le regole? Mi viene da domandare. E come sono state garantite? Mi viene da aggiungere. Quale trasparenza è stata attuata in operazioni di concessioni edilizie? Chi era il garantito e chi il garante? Dico questo in un momento in cui all'Ortomercato qualcuno denuncia la schiavizzazione che si sta operando e attivando a danno di persone lavoratrici in nero, che si trovano subordinate a un intrigo di interessi illeciti di attività criminali. Mi viene da dire questo con maggiore preoccupazione, richiedendo un'azione di trasparenza e di prevenzione del crimine dilagante, nel momento in cui apprendo dalla stampa che la Borsa di Milano ha visto soggetti accusati di reato di aggiotaggio investire in quote, paralizzando l'attività della Borsa e portando la mano della mafia e delle 'ndrine all'interno del tempio della finanza. Mi viene da dire questo con maggiore determinazione, affermando l'emergenza, ormai diventata tale, dell'illegalità diffusa a Milano, quando leggo di diverse dichiarazioni della Procura Antimafia in cui si evince che a Milano gli interessi delle cosche sono già presenti, si sono già insediati, sussistono e pervadono lo spazio economico e sociale della città, inquinando il tessuto culturale e civico di questa metropoli. Questo è un primo passo verso quella che viene definita indifferenza morale verso operazioni e fatti che dovrebbero suscitare un minimo di reazione e di contrasto. Di indignazione. Io penso, infine, a ciò che sta accadendo in diversi settori della nostra pubblica amministrazione comunale. L'indagine che colpisce lo stesso Sindaco e alcuni assessori sulle cosiddette consulenze d'oro, senza requisiti legali. Abbiamo visto una macchina clientelare avvicendarsi a dirigenti di settore titolati dove, a fronte di lauti redditi, esercitavano ed esercitano funzioni a loro non consone, fuori dalla loro preparazione professionale, aliene ai loro requisiti curriculari. Tutto questo è costato al Comune e alla cittadinanza. Su questo capitolo non si è fatta chiarezza ancora. Tutto rimane inevaso, imperturbabile, non scalfibile, non discutibile. La volontà è quella di mantenere uno stato catatonico nella cittadinanza, assoggettandola a una gestione che presenta molti lati oscuri. Ribadisco io sono garantista. Occorre sottolinearlo. Ma sono anche un cittadino che chiede un'azione di trasparenza politica su questioni che concernono la nostra vita collettiva, la nostra città, il nostro patrimonio comune. La sua amministrazione, appunto. Nel maggio 2009 la Commissione d'indagine istruita per supportare politicamente la ricerca delle cause che hanno comportato infiltrazioni mafiose e malavitose in affari che concernono le gestioni economiche delle operazioni a ridosso con l'Expo 2015 è stata soppressa con una tipica azione eutanasiaca: consiglieri della maggioranza, che avevano 3 mesi prima votato a favore della commissione, disertavano costantemente le convocazioni della commissioni, facendone mancare il numero legale. Questa è stata la risposta finora attivata per fronteggiare l'emergenza morale in città? Quali altre proposte, provvedimenti, istanze l'amministrazione avrebbe cura di intraprendere per prevenire politicamente, quindi agendo sulle cause, la corruzione dilagante esistente. Corruzione è sinonimo di cancellazione di ogni regola di libertà: di mercato, di concorrenza, per chi si definisce ogni mattina "liberale" dovrebbe avere coscienza del significato di questo, ma anche civica, sociale, economica, civile. La corruzione crea un sistema concatenato di interessi privati che si innestano in quelli pubblici, assoggettando questi ultimi a propria utilità, creando sacche inquietanti di prevaricazione sui più deboli, di prevalenza, di prepotente stato di privilegio. Qui nasce il dibattito politico, chiedendo di fermare le bocce in campo, amo molto il gioco popolare francese della bocciofila, e fare chiarezza, in quanto procedere così come se nulla fosse accaduto sarebbe come inquinare i prossimi passi che dovrebbero gestire lo sviluppo di una città, di un patrimonio comune, pubblico. Mi riferisco al PGT e mi riferisco alla necessità di chiarire in anticipo tutto ciò che finora è accaduto dietro le quinte, non troppo celate. Quelle stesse "quinte" dove finora sembrano esserci stati incontri e convivenze illegali che potrebbero avere influito in scelte politiche amministrative. Occorre delucidare questa connessione preoccupante, sconvolgente, tanto antica riportando le lancette dell'orologio di palazzo Marino a 15 anni fa, ai primi arresti di tangentari del calibro di Mario Chiesa e dell'assessore all'urbanistica della Giunta Borghini. Attendo risposte, dall'amministrazione, dal sindaco, dal vicesindaco, che è interprete spesso dell'essere paladino della sicurezza e della legalità: se non è anche questa richiesta di sicurezza, sociale, civile, culturale della collettività?

 

Alessandro Rizzo

Capogruppo LA SINISTRA - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 12 Feb 2010 - 11:21
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