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.: "Forma e usi" della città
Inserito da Vito Redaelli il Mer, 03/05/2006 - 16:42
La mia lista:
La Rosa nel Pugno
Simbolo lista:
"Forma e usi" della città
Dove mi candido:
Consiglio di Zona 4
Foto Candidato:
"Forma e usi" della città
Io in breve:
Nato a Milano nel 1967, dopo il liceo scientifico “Leonardo da Vinci” mi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano. Tra il 1991 e il 1994 ho vissuto e studiato in Spagna, esperienza importante che mi ha consentito di aprire i miei interessi anche a realtà diverse da quelle italiane e milanesi. Da allora ho iniziato la professione di architetto, aprendo uno studio in Zona 4, in via Colletta, cominciando così ad interessarmi alla nostra zona e ai suoi problemi/opportunità. I miei hobby sono i viaggi, lo sport, la bici e la moto (mezzi di trasporto che uso quotidianamente).
Cosa ho fatto finora nella vita:
Inizialmente ho lavorato come fotografo, oltre naturalmente come architetto: mi interessava cogliere il significato dei luoghi urbani, delle città e delle storie che vi accadono. Più tardi, l’architettura è diventata prevalente, soprattutto collaborando con alcune amministrazioni comunali su progetti pubblici. Tra il 2000 e il 2002 sono stato docente a contratto presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, insegnando “Analisi della città e del territorio”: ho iniziato, in questo modo, a intendere l’architettura e l’urbanistica con occhio diverso da chi è solo immerso nell’impegno quotidiano di dovere costruire. Riflettere criticamente su ciò che accade intorno a noi, dal punto di vista fisico e sociale, e su come si possa intervenire per migliorare la qualità di vita nella città, è diventato il mio campo d’interesse prioritario. Tra il 2002 e il 2006 ho affinato questi interessi completando un dottorato di ricerca in “Progetti e politiche urbane” e pubblicando, nel frattempo, articoli su riviste e libri. In breve, l’architettura come impegno civico a cui tendere per una città migliore, un impegno anche politico (nel senso nobile del termine).
Dal 2003 ho iniziato ad occuparmi più direttamente della Zona 4, collaborando con la rivista mensile “QUATTRO” e scrivendo su ciò che accade nella nostra Zona: curo, in particolare, la rubrica “Paesaggi Urbani” dove analizzo criticamente le grandi e piccole trasformazioni urbane della Zona cercando di aiutare il cittadino ad avvicinarsi alle bellezze dei suoi quartieri. Spiegare e mettere in luce il disordine che sta dietro l’ordine che, spesso, mette la città sotto il controllo dei poteri forti, mi è da subito sembrata una cosa fondamentale (per chi fosse interessato agli argomenti trattati, rimando al sito www.quattronet.it ).
Vi spiego perchè mi candido:
Mi candido per riportare l’attenzione del Consiglio di Zona 4 alle “forme e agli usi della città” e, soprattutto, in quanto credo che il Consiglio di Zona rappresenti il livello di governo adatto per un giovane cittadino disposto a mettere a disposizione della comunità la propria competenza tecnico-culturale (nel mio caso, come architetto). “La Rosa nel Pugno”, che rappresenta la vera novità della politica italiana e milanese per costruire la città giusta come condizione di libertà e uguaglianza, mi ha dato l’opportunità di candidarmi, e il mio impegno politico intende, dunque, orientarsi alla risoluzione dei problemi della nostra Zona.
Ogni città, o parte di essa, è sempre in trasformazione dal punto di vista fisico e sociale: il punto è che una più profonda attenzione alla “forma e agli usi della città” nei suoi significati più ampi è determinante per dare risposte adeguate a questi impulsi trasformativi. Si tratta di capire quali di questi siano ammissibili nella Zona 4 se l’obiettivo è quello dell’interesse generale: come possano essere migliorati, quali siano utili o necessari e quali – al contrario – siano solo funzionali a degli interessi particolari (e che saranno da ostacolare). Il tema dell’interesse generale, in definitiva, resta la questione nodale che la politica deve perseguire: un obiettivo che certamente coinvolge anche il Consiglio di Zona 4.
Credo, infatti, che la conoscenza dei problemi concreti e la vicinanza ai desideri dei cittadini rappresenti, per il Consiglio di Zona, una piattaforma straordinaria da cui partire per sviluppare/perfezionare i progetti: il Consiglio di Zona vuole essere partecipe al progetto di sviluppo della città e il suo ruolo può essere determinante in una logica di “incalzo” degli organi di governo centrale comunale.
Per concludere, alcuni temi chiave che sappiano coniugare grandi ambizioni ma anche risposte concrete ai problemi quotidiani dei nostri quartieri: l’attenzione alle grandi e piccole trasformazioni urbane (bisogna fare in modo che tali progetti riflettano gli interessi generali e non solo quelli dei poteri forti: su tali iniziative, il Consiglio di Zona può costituire degli “sportelli permanenti di dialogo” con i cittadini e le associazioni, per poi farsi carico di trasmettere le risultanze al comune centrale); il disegno qualitativo e quantitativo degli spazi verdi (un’elevata qualità di vita non può prescindere dai parchi e dai giardini. La città deve anche “respirare”: bisogna dunque recuperare al meglio gli spazi verdi esistenti e costruirne di nuovi anche, se necessario, andando contro taluni interessi di business immobiliari); la sicurezza stradale e la protezione delle utenze deboli (ciclo-pedonali) finalizzata alla riqualificazione dell’ambiente (l’utilizzo della città da parte dei pedoni e dei ciclisti, all’interno e tra i nostri quartieri, va difeso e incentivato. Ad esempio: quale incentivo della bicicletta si può sperare se si fa fatica anche a trovare un posto dove legare la bici? Si tratta, poi,  di sollecitare con maggiore decisione la politica delle “Isole Ambientali” per recuperare la qualità dell’ambiente: occorre contenere i traffici veicolari di attraversamento che non hanno origine e destinazione nella Zona e diminuire gli incidenti stradali); politiche per la sosta parcheggi (se il nuovo Sindaco di Milano intendesse proseguire con la strategia di sostituzione di parte dei posti auto in superficie con parcheggi sotterranei, il Consiglio di Zona 4 può contribuire a ripensare le procedure quantitative e qualitative di scelta dei luoghi e di selezione degli operatori privati anche proponendo valide alternative alle localizzazioni più conflittuali dal punto di vista del consenso sociale); spazi per lo sport e per l’aggregazione sociale (si tratta di servizi la cui offerta è oggi largamente insufficiente. E’ possibile, ad esempio, che l’intera Zona 4, con una popolazione di circa 150.000 abitanti, possa contare su tre sole piscine, di cui solo due coperte nei mesi invernali? L’accessibilità agli spazi per lo sport, per le organizzazioni di base, per gli anziani e per l’autogoverno, sono essenziali per una qualità della vita migliore, per partecipare alla civitas collettiva e per il tempo libero); l’attenzione ai problemi minuti degli spazi pubblici, dei singoli quartieri, del patrimonio scolastico, etc. (non bisogna sottovalutare uno dei ruoli storici del Consiglio di Zona 4, quello di segnalare problemi e criticità puntuali che influiscono nella qualità vita quotidiana dei cittadini e nella corretta conservazione del patrimonio collettivo, per poi proporne una risoluzione. Penso, per fare un esempio concreto, all'idea di un fondo economico a disposizione del Consiglio di Zona 4  per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, laddove anche sostituire un semplice vetro rotto diventa un'impresa titanica).
E-Mail Candidato:
srsarch@fastwebnet.it