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.: Discussione: Blocco domenicale delle auto: Waterloo del Comune di Milano contro l’inquinamento.

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Gianfranco Bottarelli

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Inserito da Gianfranco Bottarelli il 19 Feb 2010 - 20:55
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I problemi di Milano non vengono solo dall’alto, dalle istituzioni, ma anche dal basso, dai cittadini.
Il suo elenco di provvedimenti, in buona parte di buon senso e condivisibili (tolgo gli ultimi due: l’energia solare non è sufficiente per riscaldare e l’ Ecopass andrebbe fatto pagare a tutti, non tolto), dipendono da chi ci amministra e qui è evidente che manca del tutto la volontà di fare scelte forti.

Però, è altrettanto evidente che anche ad una buona parte di cittadinanza manca la volontà di adottare un comportamento più rispettoso dell’ambiente e più a misura d’uomo; e finché la cittadinanza non sarà capace di orientarsi in tal senso, le istituzioni non si muoveranno di conseguenza perché, si sa, le istituzioni italiane si muovono solo dove tira il vento della base e non valutando il bene comune a medio-lungo termine.

E io purtroppo continuo a vedere:
-       mamme e papà che vanno e vengono dagli asili/scuole in auto anche dove potrebbero cavarsela con una semplice passeggiata
-       persone che più in generale usano l’auto anche per fare un chilometro (poi magari spendono centinaia di euro in palestra per fare moto)
-       persone che parcheggiano l’auto in doppia fila ostacolando il traffico, anche se dieci metri più in là ci sarebbe del posto libero
-       persone che usano l’auto per andare e venire dal posto di lavoro anche in pieno centro
-      persone che sostano aspettando il ritorno del passeggero con il motore acceso, d’inverno per il riscaldamento e d’estate per l’aria condizionata
-       nessuna rinuncia ad avere 24° d’inverno e 22° d’estate in casa, dove in pratica si segue l’andamento stagionale dell’emisfero australe
-       l’esodo festivo dalla città soprattutto da parte dei ceti medi e alti, che considerano da sfigati stare a Milano il sabato e la domenica; questi non si accorgono che così la impoveriscono, che per di più trascorrono la metà del tempo in coda inquinando e che infine ricreano nelle località turistiche la stessa confusione e le stesse isterie che ci sono in città nei giorni feriali
-       l’esodo degli abitanti di Milano verso l’hinterland, con il conseguente carico di pendolarismo e inquinamento, incoraggiato dal fatto che un bilocale in una qualsiasi inquinatissima e rumorossisima via situata all’interno della circonvallazione esterna costa quanto una villetta a schiera con giardino in un qualsiasi borgo che finisce per -ate
-       l’arroganza dilagante che copre un menefreghismo diffuso e (auto)giustifica piccole, grandi maleducazioni come: buttare i rifiuti per strada, sporcare  e imbrattare i mezzi pubblici, fare schiamazzi, lordare marciapiedi e giardini con gli escrementi del proprio adorato cane, lasciare che il suddetto corra senza museruola fuori dalle aree previste e magari vicino a bambini, …
-       il disamore verso questa città, che continua a essere vissuta solo per il lavoro e che vuole essere vissuta solo come tale (tanto nel week-end si fugge, no?); nel thread sull’uso delle bici ho persino letto un “rassegnatevi, non siamo in Olanda” che la dice lunga in merito e che non necessita di ulteriori commenti

Troppi milanesi, purtroppo, corrispondono ai punti che ho elencato: finché i cittadini che vorrebbero una città più a misura d’uomo rimarranno residuali, magari non come numero ma come voce sì, dovremo vivere in una città che prende solo provvedimenti di facciata ed estemporanei, a salvaguardia nella nevrotica frenesia che produce.

Saluti,

Gianfranco Bottarelli

In risposta al messaggio di Aldo Rea inserito il 16 Feb 2010 - 21:33
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