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.: Discussione: Il Comune di Milano sembra intenzionato a rinunciare alla Difesa Civica a Milano

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 19 Feb 2010 - 14:32
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Dalla pagina Facebook "Salviamo il Difensore Civico metropolitano", segnalo/riporto:

COMUNICATO STAMPA - BLITZ IN COMMISSIONE ALLA CAMERA - Barbetta: il difensore civico comunale ancora sotto tiro

COMUNICATO STAMPA

BLITZ IN COMMISSIONE ALLA CAMERA
Barbetta: il difensore civico comunale ancora sotto tiro

Verona, 19 febbraio 2010 – La Provincia dell’Ogliastra (58 mila abitanti) sì. I Comuni di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze che vanno dagli oltre 300 mila ai 2,5 milioni di abitanti, no. No anche per Venezia, Trieste e Bari.
Questo l’orientamento sulla difesa civica comunale portato dal Governo nella riunione congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, ove si sta definendo la legge di conversione del decreto – legge “Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni”.
“Un taglio radicale non ai costi della politica, ma alla tutela dei diritti dei cittadini – ha rimarcato Alessandro Barbetta, Ombudsman per la città di Milano e coordinatore dei difensori civici metropolitani nel suo intervento nel corso del seminario sul Codice delle autonomie organizzato dalla Conferenza Nazionale dei Consigli Comunali di ANCI, svoltosi oggi a Verona – Una scelta assurda che non regge nemmeno al minimo di buon senso che si fondasse anche solo sui numeri. Le province dotate di difensore civico sono meno di quaranta su centodieci, mentre oltre cinquanta sono i comuni capoluogo con difensore civico.
Il fronte di più esteso ed intenso impatto tra amministrazione pubblica e cittadini è quello comunale: è questo il motivo che spinge verso quella scelta? E perché parla tra gli “interventi urgenti”? E perché mai il direttore generale è necessario nei comuni da 100mila abitanti in su?
Non vale neppure per la logica del contenimento dei costi. I legislatori dovrebbero sapere che senza difensore civico ogni milanese risparmia 58 centesimi di euro all’anno, poco più di mezzo caffè.
E perché mai i consiglieri comunali dovrebbero vedersi scippare il compito di scegliere il difensore civico che opera per la loro comunità?
Chi tifa per eliminare il difensore civico nei comuni dica chiaramente le sue ragioni. Finora non ne abbiamo sentite.
Pare evidente – ha concluso Barbetta – che sia in corso il tentativo di chiudere la partita prima e fuori dal dibattito sulla Carta delle Autonomie.
Nella discussione in Commissione, quasi esclusivamente risucchiata dal patto di stabilità, c’è il rischio che il blitz abbia successo”.
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 11 Gen 2010 - 16:58
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