.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 31 ospiti collegati

.: Eventi

« Dicembre 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Antonella Fachin
Venerdì, 18 Dicembre, 2009 - 12:25

HUMOR: aggressioni

ospedale_bassa

regali_bassa

berlusconi_aggressione2_bassa
Il 27 novembre del 1095, papa Urbano II lanciò la prima crociata. Ci vollero quattro anni (non molti per quei tempi) per organizzare le truppe e mandarle a far baldoria oltremare. Ma ben prima degli eserciti “convenzionali”, una massa di diseredati, guidati da un certo Pietro l’eremita, partì per la Terra Santa. Questa prima fase passò alla storia come crociata dei pezzenti.
Perché tanta gente rispose a modo suo all’appello di un papa, allora conclamato potere politico? La società era corrotta, le classi guerriere, senza alcuna spinta verso l’esterno e l’espansione – che a quei tempi rappresentavano il progresso – rivolgevano le proprie armi, abusi e violenze sul fronte interno, mettendo in crisi il sistema di potere e la società nella sua interezza.
Insomma, il popolo, inteso come massa che affida i propri destini alla classe dirigente di turno, decise che era tempo di fare di testa propria: quando questo succede non ne esce mai niente di buono. Il minimo che ti possa capitare è qualche scellerato che attenta alla vita di un potente. Ma generalmente si finisce per trovarsi nel mezzo di una lotta armata di uomini radicali ed estremi che, superati tutti i freni inibitori, si lasciano guidare da ideologie incontrollabili.
Questo fa parte della natura umana e accadeva mille anni fa, come pure oggi.
Lo dico da un po’ che la miccia è accesa sotto i nostri piedi e alla fine la prima vera violenza è arrivata, ieri, dritta sui denti di Silvio Berlusconi.
Certo, siamo al gesto isolato di un uomo un po’ fuori di testa, frustrato, in cura da dieci anni da uno psichiatra. E sì, è tutto frutto del clima di veleni e insulti generati dagli ultimi anni della politica: dai ministri e presidenti che hanno cominciato a dare dei coglioni e merdaioli agli elettori, fino a chi (e qui ci mettiamo proprio tutti) gli elettori li ha trattati come coglioni per davvero.
Tale Massimo Tartaglia non ha fatto un favore a nessuno se non a Silvio Berlusconi: oggi è più martire che mai e la sua faccia penosamente (e drammaticamente) insanguinata è la prova che siamo in una nuova fase, ben oltre il gesto istintivo del cavalletto del 2005 che gli venne lanciato contro senza la reale volontà di colpirlo. Abbiamo prodotto così tanta merda, negli ultimi tempi, che neanche Bertolaso saprebbe dove stiparla: non ci resta che usarla come concime per far crescere tempi migliori. – Arnald